Ecco perché la Ferrari e Alonso possono sognare ancora : Dino Zoff


L’uscita di Zoff: “Ecco perché la Ferrari e Alonso possono sognare ancora”

Sono convinto che il mondiale non sia finito a Suzuka, a differenza di quanto invece ho letto in queste ore da varie parti. La mia impressione è che ci sia ancora molto da dire. Provo a spiegare perché.
La prima cosa da dire è che in effetti Vettel ha fatto una gara straordinaria. Pole e primo posto, miglior tempo. Non c’è dubbio. La sua Red Bull aveva qualcosa in più delle altre e lui, ormai un po’ abbiamo imparato a conoscerlo, quando ha la macchina che va bene diventa una schiaccia sassi. Procede inarrestabile e per gli altri resta davvero porco da fare.
La Ferrari invece è stata abbastanza sfortunata sia il sabato, sia la domenica. A proposito di quanto accaduto con Raikkonen in gara vorrei dire che secondo me non c’è alcuna colpa attribuibile: è evidente che Raikkonen è nella sua traiettoria e che la mossa brusca di Alonso mette le cose in maniera tale che ci sia ben poco da fare per tutti. Il resto è sfortuna. Uscito di gara lo spagnolo, con Vettel in quelle condizioni, la questione era sostanzialmente finita lì.
Ora, per carità: Vettel a soli quattro punti e con quella macchina in mano è decisamente minaccioso. Ma c’è un motivo che mi lascia pensare che Alonso se la giocherà fino alla fine.E quel motivo è la gara di Massa. E’ arrivato secondo mostrando di essere ancora in corsa, anche lui, per qualcosa: il rinnovo del suo contratto. Stiamo ragionando in teoria, ovviamente, quindi a queste parole va dato un valore relativo, però, ecco, “regalando ad Alonso” quei tre quattro decimi a giro che mediamente ha su Massa e una strategia di gara più efficace, secondo me si può dire che Alonso sarebbe stato decisamente al livello di Vettel.
La Ferrari, cioè, secondo me, in questo momento è migliore di quanto le ultime prestazioni lascino sospettare, e visto anche che Alonso ha già subito le due botte di sfortuna che mediamente ciascun pilota deve mettere in conto durante l’arco di un mondiale, beh, ecco allora perché penso che di qui in avanti lo spettacolo sarà straordinario.
Non voglio dire che la Rossa sia favorita, sia chiaro. Dico solo che ha più possibilità di quante glie ne attribuiscano in questi giorni. Secondo me, però, c’è una condizione che a Maranello devono soddisfare per poter pensare di lottare: risolvere in fretta il grande mistero delle qualifiche. E’ inspiegabile che una macchina tanto veloce in gara non riesca mai, in nessuna condizione, a mettere il muso davanti anche il sabato. Non me lo spiego davvero. E’ un problema antico, è vero. Ma un conto è avere una macchina che va così e così in gara e male il sabato. Un conto è avere la macchina più veloce (o quasi) la domenica e la più lenta il sabato.
L’altro grande mistero di questa F1 è la McLaren. Va bene che il mondiale è competitivo e che anche la Sauber, quest’anno, ha fatto una macchina incredibile. Va bene che a questo punto della stagione tutti hanno sviluppato talmente tanto la loro macchina che basta una vite leggermente più stretta o più lenta che le prestazioni cambiano tantissimo, va bene tutto, ma diamine, com’è possibile passare dalla migliore macchina della griglia (Singapore) a quasi la peggiore dei top team (Giappone) nel giro di due settimane? Sinceramente mi aspettavo molto di più. Non credo si possa dare la colpa ad Hamilton. Magari era un po’ deconcentrato per la storia del contratto con la Mercedes, ma sinceramente non mi sembra tipo da arrendersi così o da pensare di trascorrere cinque gare a vivacchiare al volante. Credo piuttosto sia stato un problema di circuito.
Evidentemente ancora non è ben chiaro quali layout si adattino a quali macchine. E anche questa indeterminatezza, a mio parere, contribuirà a regalarci un grande finale di campionato.
Infine due parole sulla bellezza degli spalti pieni per la gara di Suzuka. E’ raro, ormai, data la politica adottata dagli organizzatori, vedere tutta quella gente così appassionata ad un evento di F1. Specialmente in Asia. Sono contento che quella marea umana abbia potuto gioire di una prestazione così gagliarda come quella del loro samurai Kobayashi. Il suo è stato forse il più bel podio della stagione.

Dino Zoff da repubblica.it


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