Federauto con l’Imu aziende stremate triplica le tasse
FEDERAUTO Aziende “stremate”: Imu aumenta tasse fino al 243%
Roma – Gli imprenditori di Federauto (che fatturano il 6% del Pil) sono “stremati”, parola del loro presidente, Filippo Pavan Bernacchi. Che lamenta il drammatico carico fiscale per gli immobili d’impresa: con il passaggio dalla vecchia Ici all’Imu, aumenta fino al 243% per negozi e uffici, e fino al 154% per capannoni e centri commerciali. “A determinare rialzi così netti – si legge in una nota – non è la strategia dei singoli comuni, che applicano l’aliquota massima del 10,6 per mille, quanto la normativa nazionale che, con i nuovi moltiplicatori da applicare alla rendita catastale, espande del 20% la base imponibile di centri commerciali e capannoni, del 60% quella degli uffici e del 62% quella dei negozi”.
Pavan Bernacchi. Federauto da tempo sprona il Governo a lanciare dei piani per la crescita e a limitare l’introduzione di nuove tasse, nazionali o locali. “Invito il Governo – conclude il rpesidente di Federauto – ad applicare un po’ di sano buon senso, di cui sono convinto sia dotato, e lancio due proposte: si decreti che non pagherà l’Imu chi chiuderà un bilancio in perdita. Altrimenti questa tassa potrebbe concorrere a decretare la messa in liquidazione dell’azienda stessa con ulteriori danni per la collettività tutta. E che una singola tassa, da un anno all’altro, non possa crescere oltre il 10%. In assoluto non è concepibile subire aumenti del 200%, ma ancor di più in questo contesto”.
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