Fiat 500 e la resistenza dei concessionari Chrysler
CHRYSLER, ABBIAMO UN PROBLEMA: CON LA FIAT – LA NUOVA CINQUECENTO DEVE ANCORA PLANARE SUL MERCATO AMERICANO (30 AGOSTO) E GIÀ QUELLA DELICATA CATEGORIA CHE VA SOTTO IL NOME DI CONCESSIONARI FRENA SULLO STAND DA DEDICARE ALLA 500 – RIEMERGE IL VECCHIO PRECONCETTO VERSO LE AUTO ITALIANE TRAMANDATO IN QUELLA VECCHIA BATTUTA? “FIAT: FIX IT AGAIN, TONY”: AGGIUSTALA ANCORA, TONY…
Chrysler, abbiamo un problema: con la Fiat. La nuova Cinquecento deve ancora planare sul mercato americano e già quella delicata categoria che va sotto il nome di concessionari frena. I rivenditori temono che l´ultima arrivata in casa Chrysler ponga dei problemi di mercato.
Punto primo: il marchio Fiat si aggiungerebbe al portafoglio Chrysler proprio mentre le altre grandi casa Usa, in tempo di crisi, hanno ridotto i loro brand (General Motors li ha dimezzati da 8 a 4, Ford li ha ridotti a 2).
Punto secondo: Chrysler avrebbe richiesto di allestire all´interno delle concessionarie uno stand dedicato alla Fiat, e questo farebbe aumentare i costi di gestione per centinaia di migliaia di dollari. «L´entusiasmo per l´arrivo della Fiat è diminuito», dice al Wall Street Journal un rivenditore dell´East Coast. E il giornale ne fa un caso giocando con il titolo: alcuni rivenditori vedono “un problema”, scritto in italiano.
Che cosa sta succedendo? In casa Chrysler tutto è pronto per il battesimo del 30 agosto: oltre 600 rivenditori saranno raccolti al Detroit Institute of Arts per quella che è destinata a diventare una data simbolica per il Made in Italy. La Cinquecento che sarà in vendita a dicembre sfiderà il comparto delle piccole ma belle già aperto negli Usa dalla Mini Cooper.
E per il design italiano sarà l´occasione per aggiungere una stella tricolore alla bandiera delle icone pop d´America. Sarà solo l´inizio. Il capo di Fiat e Chrysler, Marchionne, dice che probabilmente già da febbraio negli stessi showroom Fiat farà capolino l´Alfa Romeo. E sempre nel 2011 è previsto il lancio dell´altra Fiat: una decappottabile. La convention di fine agosto servirà anche a selezionare duecento concessionari che avranno il compito di imporre il marchio italiano in terra Usa.
Chrsyler non avrebbe da temere all´aggiunta del marchio Fiat perché a differenza di Gm «non c´è alcuna sovrapposizione. Jeep è unica, Dodge è un marchio popolarissimo e Ram si occupa di camion». Tutto a posto? Non è che nella resistenza agli stand Fiat riemerge il vecchio preconcetto verso le auto italiane tramandato in quella vecchia battuta? “Fiat: Fix It Again, Tony”: AggiustaLa Ancora, Tony.
La verità è che i rivenditori di auto sono tra le corporazioni più potenti degli Usa: sono riusciti perfino a sfuggire – loro che in fase di vendita finanziano prestiti – alla supervisione dell´Agenzia Consumatori prevista dalla riforma Obama. Ma Marchionne – che in Italia è pronto a smembrare il sindacato – non si fa intimidire: da Detroit fanno già sapere che, se i concessionari di lungo corso non ci dovessero stare, l´azienda si rivolgerà al di fuori della tradizionale rete Chrylser.
Angelo Aquaro per La Repubblica via Dagospia.com

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