Fiat prima a Metano

fiatgroupIl gas naturale sempre più conveniente rispetto ai carburanti tradizionali. Da Milano
a Palermo con una Grande Punto a benzina si spendono 114 euro, con il metano 52 euro
Fiat si conferma leader
nell’alimentazione a metano

Il metano diventa sempre più conveniente e Fiat continua a puntare su questo carburante alternativo ed ecologico. La gamma “Natural Power” della casa torinese infatti, per il secondo anno consecutivo, si è confermata come la più ecologica tra i 10 marchi più venduti in Europa, con il valore medio di emissioni di CO2 più basso (133,7 g/km), secondo i dati raccolti dalla Jato Dynamics per stilare la speciale classifica.

Oltre a essere il carburante più pulito attualmente disponibile, il metano vince anche sotto il profilo della convenienza. C’è da considerare poi che questo gas gode al momento del massimo dei benefici in termini di incentivi statali dal momento che per l’acquisto di un’auto alimentata a metano è previsto un bonus di 3.500 euro a cui si può aggiungere l’incentivo per la rottamazione.

Se invece passiamo all’analisi sul campo dei vantaggi economici i conti sono presto fatti: con una Grande Punto percorrere 100 chilometri con la benzina costa 7,9 euro, che scendono a 5,2 euro con il gasolio, 4,1 euro con il Gpl e 3,6 euro con il metano.

Il confronto benzina-metano si conclude quindi con un risparmio a favore del gas naturale superiore al 50%, mentre sul diesel è di oltre il 30%.
Per avere un quadro ancora più dettagliato prendiamo la Grande Punto per andare da Milano a Palermo (1.450 km) e vediamo quanto si spende: benzina 114 euro, gasolio 75 euro, metano 52 euro.

In futuro poi i conti potrebbero essere ancora più favorevoli al metano dal momento che l’Autorità per l’Energia ha annunciato un calo del 7,7% nelle tariffe del metano a partire da questo mese motivo per cui Federmetano prevede un’ulteriore discesa nel prezzo del metano per autotrazione, da 0,84-0,88 euro/kg di oggi a 0,795 euro/kg di ottobre.
Gli italiani, si sa, oltre a essere un popolo di santi, poeti e navigatori, sono abbastanza bravi a fare i conti ed ecco spiegato il boom delle vendite di vetture alimentate a metano che ha fatto registrare un saldo positivo del 76% rispetto ai primi 6 mesi del 2008, risultato che, visti i tempi di crisi profonda, non è azzardato definire eccezionale.

Fiat da parte sua è un’azienda finalizzata al conseguimento di utili ed ha fiutato da tempo il business tant’è che occupa una posizione leader nel mercato europeo con la sua gamma di veicoli “Natural Power” in grado di soddisfare diverse esigenze di mobilità, dalle compatte Panda e Grande Punto, fino al multispazio Doblò.

La “spada di Damocle” sospesa pericolosamente sul metano è quella dello Stato, conosciuto altrettanto bene per la propria “avidità” nello spremere le tasche degli automobilisti italiani (sulla benzina pesa ancora la tassa per la guerra in Abissinia del 1935…). La domanda quindi è più che legittima: se dovesse crescere, così come è auspicabile, la diffusione dell’alimentazione a metano lo Stato italiano non interverrà con accise ben più pesanti?
di MAURILIO RIGO repubblica.it


2 Comments

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