Fiat verso i motori a Due cilindri
La Fiat in questo modo torna all’antico i piccoli motori le sono sempre riusciti, chi può dimenticare il mitico 903 della Fiat 127 ?
Fiat, un nuovo cuore per la 500: guerra ai cilindi, due meglio di quattro
Il gruppo promette emissioni di CO2 da primato e sarà disponibile in diversi livelli di potenza, sia aspirato che turbo
Ridurre consumi ed emissioni, d’accordo. Ma non tutti seguono la stessa strada. C’è chi batte la via dell’ibrido, chi punta dritto all’elettrico e chi, invece, è convinto che i motori tradizionali a combustione interna abbiano ancora un grande futuro. In testa agli irriducibili si è insediato Sergio Marchionne che, seppure lasci ampi spiragli aperti “a tutte le soluzioni possibili”, a Ginevra ha dichiarato una volta di più le sue perplessità sull’auto elettrica. «Non risolve il problema della mobilità. È un mercato circoscritto, che non potrà mai coprire il fabbisogno». La Fiat va dunque avanti per la sua strada, privilegiando il downsizing, ovvero la riduzione di dimensioni, pesi, cilindrate, e la ricerca del miglior rendimento attraverso l’ottimizzazione della combustione. Battendo questa pista, Torino ha conquistato nel 2009, terzo anno consecutivo, la leadership nella classifica dei marchi che hanno registrato il valore medio più basso di emissioni di CO2: 127 grammi/km.
Il vantaggio si spiega con la prevalente produzione di motori piccoli, destinati a vetture compatte o citycar. E perciò su questa strada il Lingotto ha deciso di insistere, preparandosi a lanciare un nuovo bicilindrico, in grado di segnare una svolta epocale in materia di efficienza. A Ginevra si è vista la prima applicazione su una 500, primo modello Fiat su cui debutterà a settembre. Denominato TwinAir, e progettato da Fiat Powertrain Technologies sfruttando la tecnologia MultiAir, questo motore di ultimissima generazione è un turbo di 900 cc, da 85 cv, che secondo i dati forniti dalla casa «vanta il miglior livello di C02 per un propulsore a benzina (a partire da 95 g/km) senza penalizzare prestazioni e piacevolezza di guida».
In effetti, se confrontato con il 1.200 8V, il nuovo motore da 85 cv fa registrare fino al 15% di consumi in meno e il 25% di prestazioni in più, mentre rispetto al 1.400 16V i consumi scendono addirittura fino al 30%. Inoltre, rispetto ad un motore 4 cilindri, vanta una significativa riduzione di dimensioni longitudinali (-23%) e peso (-10%) aprendo così la strada ad ulteriori sviluppi, come l’alimentazione a metano (già decisa) o l’eventuale abbinamento a tecnologie ibride. A tal proposito, i tecnici Fiat sanno bene che al di là dell’attuale prudenza di Marchionne, ovemai a Torino (o a Detroit?) si decida di abbinare il motore tradizionale ad uno elettrico (o comunque ad un dispositivo di recupero dell’energia) la strada sarebbe già spianata grazie ad una disponibilità di spazio inusitata, visti i ridotti ingombri del bicilindrico.
Dotato di controalberi di equilibratura antivibrazioni, il nuovo propulsore equipaggerà nel 2011 la Panda e poi la Punto, declinato anche nelle potenze di 65 cv (aspirato) e 105 cv (turbo). Ma intanto, come detto, già a settembre di quest’anno sarà disponibile sulla 500, che per il Lingotto costituisce ormai un vero e proprio “manifesto”, come dimostrano i successi commerciali nel mondo e gli ultimi step della globalizzazione: produzione in Messico, a Toluca, e commercializzazione in America Latina, Brasile in testa. In attesa dello sbarco negli Usa, previsto entro fine 2010, attraverso la rete Chrysler.
di Sergio Troise da corriereadriatico.it





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