Gm che delusione niente incentivi
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“Che delusione per l’Italia restare senza gli incentivi” L’AUTONOMIA I MOTORI DELLA VOLT
Il quartier generale di Chevrolet Europe è a Zurigo, il cuore economico e finanziario della Svizzera. Ironia della sorte, a soli 150 chilometri da La ChauxdeFonds, paesino natale di colui che diede il nome all’azienda americana oggi di proprietà General Motors, Louis Joseph Chevrolet. Qui, insieme ad altre 90 persone, lavora Cesare Prati, che dopo aver diretto la filiale italiana della GM è stato promosso responsabile vendite e prodotto Chevrolet per l’Europa.
Prati, c’è chi dice che la crisi dell’auto è finita. Lei è d’accordo?
«Le rispondo coi numeri. Prevediamo che il mercato europeo quest’anno si attesti sui 16 milioni e 900 mila auto totali, perdendo quindi un milione e mezzo di immatricolazioni rispetto al 2009. Nel 2009 erano state vendute tre milioni di macchine in meno rispetto al 2008».
Un quadro a tinte fosche. Tutta colpa del mancato rinnovo degli incentivi in paesichiave come Italia e Germania?
«Non solo, ma senza dubbio questo ha pesato. In Germania mancheranno all’appello un milione di macchine, mentre da noi circa 300 mila. Ma quel che è successo in Italia, più che una sorpresa è stato una delusione».
In che senso?
«Non abbiamo memoria storica: gli incentivi, come misura anticiclica, li abbiamo inventati noi. Ricordo che nel 1996 il mercato italiano era a quota 1,7 milioni di immatricolazioni e grazie agli incentivi balzò a 2,3. E ora cosa facciamo? Li abbandoniamo dall’oggi al domani. Perché dobbiamo lasciare ad esempio che paesi come la Francia prima ci copino introducendoli e poi ne sappiano uscire meglio? Gradualmente, e quindi in modo meno traumatico per il mercato?».
Questa situazione vi danneggia?
«Non dovrebbe. Lo scorso anno abbiamo venduto quasi 3 milioni e mezzo di auto nel mondo: 1,6 negli Stati Uniti, 1 in Africa, Medio Oriente e Sud America, 450 mila in Cina e 426 mila in Europa. In particolare, nel vecchio continente abbiamo aumentato le nostre quote di mercato in 10 paesi, con buone performance sulle piazze più importanti: in Italia abbiamo fatto 53.000 immatricolazioni e il 2,45% di market share, in Germania siamo cresciuti dell’80% e in Francia del 50%. Quest’anno, nonostante l’andamento negativo generale, andremo in contro tendenza: prevediamo di vendere 450 mila Chevrolet in Europa, grazie anche al contributo di Spark che prevediamo nell’ordine di 8090 mila pezzi».
Eppure il mancato rinnovo delle agevolazioni statali per il Gpl in Italia, ad esempio, non potrà non avere ripercussioni su chi, come voi, ci punta da sempre.
«Quella del Gpl è stata una carta importante per noi: l’abbiamo giocata bene e ci ha messo al riparo dalla crisi. Finora circa l’85% delle auto che abbiamo venduto aveva l’opzione bifuel, e prevediamo che la percentuale scenderà al 40% dopo il mancato rinnovo degli incentivi. Ma non è un dramma, per almeno due buoni motivi. Il primo è di carattere generale: comunque il Gpl c’era prima dei sussidi statali, e ci sarà anche dopo pur se in misura più ridotta. Il secondo riguarda più da vicino la strategia Chevrolet: proponendo il Gpl sulle nostre auto, volevamo colmare il gap con i nostri concorrenti dovuto alla mancanza di motorizzazioni a gasolio. Ora che stanno arrivando anche quelle, il bifuel non è più vitale per noi. E il rinnovamento delle nostre piccole ne è un chiaro esempio».
Rinnovamento che parte proprio dalla Spark?
«Certamente. È un prodotto perfetto per momenti di crisi come questi: la gente bada al sodo, e vuole prodotti razionali ed economici».
A Ginevra si è vista anche la Orlando, monovolume in versione yankee. Quali prodotti arriveranno in futuro?
«Quello della kermesse svizzera è quasi il modello definitivo, verranno fatte solo piccole modifiche. Entrerà in produzione alla fine del 2010 e sarà in vendita nel primo trimestre 2011: ha 7 posti in dimensioni ragionevoli e un design originale, di impronta americana ma molto adatto ai gusti europei. Ma non è tutto: nella prima metà del prossimo anno ci saranno nuovi motori e un lieve facelift per la Captiva. A metà 2011 la nuova Aveo e verso la fine la Camaro coupé cabriolet. All’inizio del 2012 poi, inizieremo la commercializzazione della Volt».
Come si svilupperà il business di marchi premium come Cadillac e Corvette, dopo il fallimento degli olandesi della Kroymans?
«Stiamo creando una struttura dedicata a livello europeo: c’è da definire il modello distributivo e sistemare la rete commerciale. E abbiamo in programma novità rispetto al passato: auto ultra prestazionali come Corvette e Camaro saranno in vendita anche presso alcuni, selezionati ed esclusivi, concessionari Chevrolet».
MARCO SCAFATI da repubblica.it

