Il crollo delle auto di lusso

rolls-royce-ghost-08L’anno orribile del superlusso

Per le icone Rolls-Royce e Bentley calo di vendite superiore al 40% La riscossa è affidata ai nuovi modelli Ghost e Mulsanne Anche i ricchi piangono

Dici Rolls-Royce e pensi alla sublimazione del lusso, al frutto proibito, auto da 250mila euro in su, tasse escluse. Ma questo sogno regale è diventato anche lo specchio dei tempi: nei primi dieci mesi del 2008 la Rolls-Royce Motor Cars (gruppo Bmw) aveva consegnato 945 vetture, quest’anno arranca a quota 531, il 43,8% in meno.

Più d’ogni altro, il segmento «extra-luxury» paga la crisi globale. Chi è naufragato in Borsa certo non può permettersi un simile capitale da strada, chi ha retto l’onda d’urto e magari ci ha pure guadagnato non vuole, e non può più ostentare. Così il mercato è crollato. Da Stati Uniti e Russia sono arrivate le defezioni maggiori, ma è calato anche il Medio Oriente, e solo la Cina continua la sua esaltante crescita, in controtendenza.

Non sta meglio l’altra icona britannica, la grande rivale Bentley (ora nel gruppo Volkswagen), che sulla spinta del colosso tedesco aveva raggiunto appena due anni fa il record storico delle 10mila consegne nel mondo. Una scalata imperiosa, se si pensa che nel 2003 erano state appena 1.000 le vetture sfornate. Nel 2008 il primo calo, a quota 7.600; e questo 2009, anno orribile per tutti i costruttori e specialmente per quelli impegnati nella nicchia esclusiva del superlusso, si chiuderà con un’ulteriore contrazione intorno al 50%, poco oltre le 5mila unità. «Questi sono prodotti speciali, legati al puro piacere – ha detto Christophe Georges, responsabile vendite Usa -. Molti clienti hanno rinviato l’acquisto o la sostituzione di una Bentley. Ma non siamo preoccupati, con l’arrivo del nuovo modello tornerà come in passato la voglia di esibire».

È proprio questa l’arma su cui puntano le griffe del grande lusso. Rolls sta lanciando in Europa, e dal 2010 in Nord America e Asia, la sua «baby» (si fa per dire, con 5,4 metri di stazza) Ghost, che è anche la più potente della gamma e finalmente propone uno stile apprezzabile. Motore V12 biturbo 6,6 litri a iniezione diretta, 570 Cv e 780 Nm di coppia, 13,9 litri per 100 km con emissioni di Co2 pari a 317 g/km. Per produrla, a Goodwood, sono previste 150 assunzioni, portando a 900 l’organico nello stabilimento del West Sussex. L’obiettivo, secondo l’Ad del marchio Tom Purves «è arrivare a 2.000 consegne annue: la Ghost avvicinerà a Rolls-Royce molti nuovi clienti. Abbiamo prenotazioni già fino a metà 2010».

Bentley risponde con l’ammiraglia Mulsanne, progettata e costruita nella storica fabbrica di Crewe, dove 220 dipendenti sono stati incentivati all’esodo, gli stipendi sono stati tagliati e le linee della Arnage e della Continental si sono fermate in primavera per eccesso di produzione. Con un prezzo oltre i 300mila euro, la Mulsanne ha nel design l’essenza del marchio Bentley: sportività, eleganza, solidità. Richiama la S-Type anni Cinquanta, tutti gli elementi metallici di carrozzeria sono in acciaio inossidabile lucidato. Il motore è un V8 biturbo di 6,75 litri per 512 Cv e 1.020 Nm, il cambio automatico ZF a 8 marce presenta la novità delle levette al volante. «Nessun altro produttore offre una tale miscela di prestazioni e raffinatezza – spiega il presidente Franz-Josef Paefgen – La nostra filosofia è di continuare a costruire le migliori Gran Turismo al mondo». Alla faccia della crisi (che è evidente), la certezza nel futuro non manca.

Hanno sofferto, quest’anno, anche i marchi del lusso più marcatamente sportivo. La recessione Usa (primo mercato col 30% delle vendite) ha rallentato Maserati, dopo gli exploit dell’ultimo biennio. Nei 9 mesi il Tridente ha conseguito ricavi per 319 milioni (-46,5%) con una gestione ordinaria positiva per 6 milioni e 3.246 vetture vendute (-49,8%). «Ma arriva la GranCabrio – spiegano a Modena – e in questo scenario è già un successo chiudere l’anno con il bilancio in nero, totalizzando utili». Porsche, tormentata dal balletto azionario con Vw, registra nell’anno fiscale 2008-09 un rosso di 3,6 miliardi e una flessione di vendite del 24%. Ora punta sulla Panamera per rilanciarsi. Lamborghini, dopo il record del 2008 (2.430 consegne), chiuderà con una contrazione di vendite intorno al 30%, «ma realizzando profitti pre-tasse» come garantisce il presidente Winkelmann, che ha sempre più nel mirino la Cina, presto 2° mercato per il Toro dopo gli Usa.


PIERO BIANCO lastampa.it


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