Kia Hyundai successo globale
Coreani sempre più aggressivi
L’accoppiata Kia-Hyundai continua a scalare i mercati globali con prodotti dal design intelligente e tecnologie innovative. Debutta in Europa l’edizione evoluta del Suv Sportage. Sponsor dei Mondiali
Dodici anni fa, che non è un secolo, le Case coreane vendevano meno di un milione di auto. Povere e poco attraenti, sorelle minori delle giapponesi. Nel 2009 hanno superato i 5,4 milioni scalando le classifiche mondiali. Prima, era quasi un monopolio della Daewoo che, travolta dalla propria crisi nonostante il successo della Matiz, nel 2005 è stata in parte smembrata (i veicoli commerciali, ad esempio, sono andati all’indiana Tata) e in parte assorbita dalla General Motors, sebbene gli americani abbiano preferito il marchio Chevrolet per i principali mercati internazionali, Europa compresa.
Il Ceo Mike Arcamone assicura che GM-Daewoo tornerà presto all’utile, ma intanto continua a soffrire. E ancor più soffre SsangYong, limitata dalla monocultura dei grandi Suv e finita sul mercato alla ricerca di un nuovo partner, dopo che la cinese Shanghai Automotive ha ridotto la propria partecipazione al 9,95%.
Come si spiega, allora, questo inarrestabile boom coreano? Tutto merito del successo straordinario riscosso dall’accoppiata Hyundai-Kia: insieme hanno creato un colosso vincente, che contende il 4° posto nella hit-parade dei costruttori nientemeno che a Ford e lo scorso anno ha momentaneamente superato il gruppo di Detroit.
Un’accoppiata in crescita continua in tutti i Paesi, con la forza di prodotti competitivi, ora anche belli, tecnologie d’avanguardia e politiche commerciali aggressive. Non a caso, le due Case sponsorizzeranno insieme i prossimi Mondiali di calcio in Sudafrica, vetrina di prestigio per testimoniare il nuovo corso dell’auto coreana ma soprattutto ribadire la sua potenza economica.
Kia, salvata proprio da Hyundai nel momento più difficile e rapidamente rifiorita su scala mondiale, registra addirittura un +43,8% di vendite nel primo quadrimestre 2010, con numeri positivi in tutti gli scenari su cui è presente. In rampa di lancio ha una raffica di novità interessanti, pronte a invadere i mercati globali entro due anni. Dalla berlina Optima (arriverà in Italia soltanto se verrà deliberata la versione station wagon) alle prossime generazioni della citycar Picanto e della media Rio che vedremo nel 2011, drasticamente rinnovate e con uno stile ultramoderno.
Già a luglio debutterà anche da noi l’edizione evoluta del Suv compatto Sportage, un fiore all’occhiello del marchio, la cui missione è sfidare i cugini giapponesi e perfino il lusso tecnologico dei tedeschi. Prodotto per l’Europa a Zilina, Slovacchia, New Sportage è diventato più crossover, sul filone della Nissan Qashqai, e garbatamente aggressivo nel suo look molto personale. Più lungo (4,44 m), largo (1,63) e basso (altezza 1,61) della serie precedente, avrà versioni a 2 e 4 ruote motrici, offrirà inizialmente motori benzina 1.6 da 140 Cv e turbodiesel 1.7 da 115 Cv, riservati alle versioni 2WD, cui seguiranno i più potenti 2 litri a gasolio (136 Cv) e benzina (163 Cv). Tutti Euro5, con consumi ed emissioni rispettosi delle nuove tendenze ecologiche. Gli interni sono curati, con un design e materiali sensibilmente migliorati rispetto al passato. Tra le possibili seduzioni, il pulsante per l’avviamento, la smart-key, il tetto panoramico, il cambio automatico. La guidabilità è eccellente, come il comfort di bordo e lo spazio vivibile. I prezzi, non ancora ufficiali, dovrebbero partire intorno ai 22.000 (benzina) e 24.000 (diesel) euro. Ma è soprattutto lo stile uno dei punti di forza. Nel design Kia ha operato una vera rivoluzione, da quando a guidarlo c’è il tedesco Peter Schreyer, ex Volkswagen, innovatore per vocazione. «Nel nuovo Sportage – spiega – abbiamo messo energia e passione, per ricavarne dinamismo nelle forme e nella sostanza tecnica. Se non regala emozioni e il piacere della guida, un modello non può avere successo».
«Il vero segreto della nostra crescita – dice il presidente di Kia Motors, Hyoung-Keun Lee – è aver interpretato i gusti delle diverse clientele mondiali con vetture globali ma mirate alle tendenze dei diversi mercati. La stessa formula che applichiamo nei rapporti con Hyundai: il nostro resta uno stile personale, molto diverso da quello dei partner, anche se ricerca e sviluppo sono comuni. E questo rappresenta un altro punto di forza».
Per verificare l’efficienza delle sinergie industriali tra i due marchi basta visitare, poco distanti da Seul, i centri avanzati di Namyang e di Mabuk. Uno è il quartiere generale strategico delle novità di prodotto, l’altro il cuore dell’innovazione tecnologica, dove nascono motori moderni e alimentazioni eco-sostenibili. Come l’ibrido (per Sonata ed Elantra) e l’elettrico (Venga EV promette 180 km d’autonomia). Ma anche l’idrogeno, su cui Kia rilancia mostrando i vantaggi (per ora teorici) della sperimentale Borrego FCEV a fuel-cell (645 km d’autonomia e 152 km/h di velocità) annunciando tra il 2012 e il 2014 l’introduzione sul mercato di una piccola flotta pre-commerciale: 1.000 vetture l’anno, dopo gli esperimenti con modelli a idrogeno in California e Canada.
PIERO BIANCO da lastampa.it

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