La famiglia che gira il mondo da 12 anni in una vecchia Rolls

La famiglia e la vecchia Rolls
Da dodici anni in viaggio
Nel peregrinare qui e là la coppia ha dato alla luce 4 figli, ciascuno in un Paese diverso. Intanto hanno visitato 24 nazioni e spaziato dagli Stati Uniti al Brasile, l’Australia, il Messico e poi Corea, Nuova Zelanda Cile, Trinidad

Se un giorno uno dei coniugi chiede all’altro se sia stanco di quella vita monotona, tutte le mattine al lavoro, ogni sera a casa, non importa se quella casa è comoda e spaziosa, se ha la piscina. Con un colpo di spugna si cancella tutta la vita condotta fino a quel magico momento e poi si parte. Via per un giro del mondo in chiave gitana, senza programmi di viaggio delle agenzie, senza mete prestabilite.
Unica compagna della coppia che ha deciso per vivere il mondo, una vecchia Rolls Royce degli anni ’30, che farà da casa e resterà il solo legame con il mondo occidentalizzato per vivere “around the world”, come ormai fanno da 12 anni.

Nel peregrinare qui e là la coppia ha formato una vera e grande famiglia, sono nati 4 figli, ciascuno in un Paese diverso, era inevitabile, intanto hanno visitato 24 nazioni e spaziato dagli Stati Uniti al Brasile, l’Australia, il Messico e poi Corea, Nuova Zelanda Cile, Trinidad, secondo un elenco lungo un braccio.

“Ci hanno detto che siamo pazzi – ha spiegato il padre anomalo di questo famiglia diversa – ma è più pazzo chi percorre i propri sogni o chi li tiene nel cassetto senza avere il coraggio di realizzarli?”
Dai bufali ai pinguini, dai canguri ai grizzly, i giovani avventurieri hanno visto gli animali nel loro habitat naturale, parlano più lingue e ne comprendono ancora di più, in una scuola di livello mondiale, una scuola di vita, anche se non riconosciuta da nessuna università.

Una famiglia che è diventata un fenomeno sociale, loro e la fedele Rolls – una vera calamita, che attira la curiosità di tutti coloro che la vedono passare – tanto che vengono invitati in casa dai residenti dei Paesi che visitano, anche perché questo lungo viaggio non preprogrammato gli consente di vivere in ciascun luogo abbastanza a lungo da inserirsi nel tessuto sociale e conoscere usi e costumi degli abitanti. Questi si informano sempre, una curiosità giustificata, sulla storia di questa auto vintage, come della famiglia cresciuta nel tempo lungo le vie del mondo.

“È un po’ come avere una casa in ogni nazione – continua il pater familias – visto che tutti ci vogliono ospitare, una notte in una villa, una in un piccolo cottage, o semplicemente nella stanza degli ospiti.”
In un viaggio senza programma, inoltre, si vive alla giornata, ma senza una meta geografica né temporale, ed è un viaggio che potrebbe non finire mai, tanto che i protagonisti di questa avventura fuori dal comune invitano quanti li accolgono ad emularli: “Pensate di non essere pronti a farlo? Non è vero, voi SIETE pronti, è sufficiente lasciarsi alle spalle le consuetudini …”.

Un po’ lontano dal pensiero comune, soprattutto dal modo di vivere italiano, questo viaggio alla Jules Verne ridesta quella romantica voglia di avventura di quando si era ragazzi, sopita dall’inserimento nel mondo più stretto del lavoro, la casa, insomma della ricerca di quelle sicurezze che costituiscono il bozzolo in cui ci sentiamo spesso più tranquilli nell’aspettativa di vita e di un futuro più certo.
Ma se il Robinson Crusoe di Daniel de Foe lo abbiamo letto tutti non è solo per caso, la voglia di avventura è dentro, e il racconto di questo viaggio in famiglia suscita – perché negarlo – anche una dose di invidia.

di MAURIZIO CALDERA da repubblica.it


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