La Ferrari la galleria del Vento e gli aerei rovesciati
La scelte della Ferrari e gli aerei truccatiSe la Ferrari non ha ancora rinnovato il suo arsenale, a cominciare dalla galleria del vento, ci sono diverse ragioni. Cominciando dal prezzo
ROMA – Noi non fabbrichiamo aerei, ripete da sempre Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari e ispiratore di un movimento d’opinione che progetta di redimere l’Italia. E’ giusto. In Formula 1 e sulle strade del mondo si muovono automobili e non aerei. Solo che non tutti lo hanno ancora capito e per esempio Adrian Newey continua a teorizzare il rovesciamento della realtà, progettare un aereo, stenderlo sulla schiena e chiamarlo monoposto. Peraltro con questa eretica filosofia vince pure, vedi la forza della suggestione. Ma quella di Montezemolo è un’enunciazione di principio tutto sommato condivisibile. Troppo è stato abbandonato alle capienti ali dell’aerodinamica e oggi la superiorità nel campo meccanico dà più prestigio che risultati. Se la Ferrari non ha ancora rinnovato il suo arsenale, a cominciare dalla galleria del vento, ci sono diverse ragioni. Cominciando dal prezzo. Costruire un buon tunnel costa almeno 50 milioni di euro. E poi che cosa ci fai se può marciare solo per determinati periodi o con un numero limitato di persone, come impongono le norme sul contenimento dei posti? Meglio: come si supponeva avrebbero imposto. La Ferrari ha investito altrove. Nel simulatore, sui banchi di prova dei motori e dei cambi. Avrebbero dovuto condurci in una nuova epoca e in una nuova dimensione anche le regole tecniche, abbattendo la componente aerodinamica. Non è mai accaduto. Doppi diffusori, gas di scarico, differenze di temperatura superficiale: tutto è stato utilizzato per incanalare un alito in più che incollasse un altro po’ le macchine al suolo. La Ferrari è andata a cercare quegli aliti in terre vicine e straniere, nelle gallerie del vento della Dallara a Parma, della Toyota a Colonia. Così paga a rate. Ma anche i risultati arrivano a rate, nell’attesa che le macchine trasformate in aerei recuperino la loro anima.
Marco Evangelisti da corrieredellosport.it

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