La General Motors fa l’assistenza clienti con i Lego

L’assistenza al cliente? In Gm la fanno con i Lego
L’azienda di Detroit introduce un nuovo sistema per identificare i guasti che si basa sui mattoncini colorati

MILANO- I problemi aziendali? Alla General Motors si pianificano con i mattoncini Lego. Non è uno scherzo, ma un nuovo metodo di lavoro utilizzato all’interno dell’azienda di Detroit. Per tenere sotto controllo ogni processo organizzativo nei servizi d’assistenza al cliente. Lo stesso sistema viene anche impiegato nel settore della sanità, grazie a una partnership fra Gm e il gruppo Wellstar. Perché a sentire gli americani fra auto e ospedali c’è un filo comune: la soddisfazione del cliente e del paziente.

PIU’ EFFICACE DEI SISTEMI DIGITALI- Secondo la General Motors, il nuova sistema consente di velocizzare del 33% i tempi di riparazione di una vettura. «In fondo non sono mondi così diversi – spiega Tim Herrick capo ingegnere per il settore, truck, mezzi commercia e crossover – quando un’automobilista visita un’autofficina si aspetta di uscirne meglio di prima, proprio come uno che entra in ospedale». Così, il sistema di Lego aiuta ad avere una visione totale del problema: per esempio, quando una vettura ha il cambio rotto, un mattoncino viene piazzato su di una specie di tavoletta. A seconda delle dimensioni e del colore, sarà identificato il tipo di guasto: più grande è e maggiore tempo richiederà al riparazione. Secondo Jamie Pickett, senior manager al programma qualità, «la visualizzazione 3D consente di avere un quadro più immediato dei problemi rispetto a una normale tabella di dati». Insomma, per certi versi è la rivincita del mondo reale su quello digitale. Presto, lo stesso metodo sarà esteso ad altri settori per monitorare i cambiamenti nella progettazione e nella pianificazione dei budget. Tornando al campo della sanità, Wellstar prevede di risparmiare un milione di euro l’anno dall’introduzione del nuovo metodo, che servirà a organizzare turni, guardie e l’assegnazione dei posti letto.

da corriere.it


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