La grande storia della Toyota Land Cruiser simbolo della ripresa giapponese

La grande storia della Toyota Land Cruiser simbolo della ripresa giapponese

Sessant’anni da Land Cruiser i segreti del fuoristrada anti Jeep

Sessant’anni fa i giapponesi copiavano. Era il loro modo di uscire dall’isolamento imperiale e dalla tragedia della guerra, un modo semplice e tutto sommato rapido per aprirsi alla cultura e alle abitudini occidentali, destinato a diventare nel tempo la strada che ha permesso al Giappone di conquistare la leadership industriale dell’area e non solo.
In questo clima gli americani, impegnati nel conflitto in Corea, avevano affidato alla giovane Toyota l’incarico di realizzare localmente qualcosa che assomigliasse, soprattutto nella praticità e nella robustezza, alla celebre Jeep e i giapponesi vi si erano applicati con la disciplina e lo scrupolo che li contraddistingue, mescolati con l’orgoglio di saper fare meglio degli altri.
La commessa del 1950 per 100 veicoli porta al progetto “BJ” che nel 1951 viene presentato con una arrampicata fino alle alte quote del monte Fuji. Una spettacolare esibizione tanto più sorprendente per la cultura giapponese che considera le montagne la casa degli dei e che la dice lunga su quanto il progetto fosse stato preso sul serio. Tanto sul serio che, appena avviata la normale produzione nel 1954, viene adottata la denominazione Land Cruiser con lo scopo dichiarato di confrontarsi con la giovane ma già affermata Land Rover.
Dai militari americani alla polizia locale e via via in tutto il mondo, i primi sessant’anni della capostipite dei fuoristrada Toyota costituiscono una storia nella storia dell’azienda e allo stesso tempo la dimostrazione della volontà di uscire dai propri confini e affermarsi ovunque fosse possibile, prima copiando la concorrenza e poi coltivando una propria superiorità. Fino a diventare un’icona del mondo 4×4 diffusa in 140 Paesi e prodotta in tutto il mondo, dal Venezuela al Brasile, dal Sudafrica al Kenya, dal Bangladesh al Vietnam, all’immancabile Cina.
I volumi di produzione si sono sviluppati di conseguenza e dai 90 esemplari prodotti nel 1951 si è arrivati agli oltre 300.000 nel 2005 per un dato complessivo che oggi ha superato i 6 milioni. Da qui a diventare l’ambasciatrice del marchio Toyota e una vera e propria testa di ponte giapponese in molti mercati il passo è stato breve e basta ricordare che nel lontano 1965 il modello Toyota più venduto negli Stati Uniti era proprio la Land Cruiser.
Business nel business, la cultura sviluppata dal 1951 in poi ha coltivato un mercato globale importante come quello dei 4×4 e contribuito a costruire l’immagine di marca, contemporaneamente (e inconsapevolmente) ha poi aperto la strada allo sviluppo dei Suv Toyota e Lexus che hanno potuto permettersi di crescere all’ombra di una celebrità affermata.
La nuova “Serie 150″ che segna il 60° compleanno di una idea di successo è la conseguenza di un lungo e accuratissimo processo di evoluzione e di progressiva diversificazione dei modelli in funzione dei mercati specifici. Infatti in Land Cruiser c’è un’anima globale rappresentata dalle quattro ruote motrici e dalla attitudine all’offroad che nel tempo è stata più o meno integrata dagli equipaggiamenti dettati dalla modernità e dall’evoluzione dei modi di utilizzo. Così le versioni “basic”, destinate a operare nelle condizioni più estreme in aree dove occorre arrangiarsi in qualsiasi circostanza, utilizzano un’elettronica semplificata mentre per i mercati normali Land Cruiser si propone in allestimento più sofisticato a livello di una ammiraglia di prestigio.
Le ultime versioni di Land Cruiser appartengono per definizione al segmento alto dei 4×4 classici con tutto quello che la tecnologia moderna mette a disposizione per adattare un fuoristrada autentico alle condizioni di marcia tipiche di un Suv o di un crossover. I due diesel (3000 da 190 Cv, 175 km/h listino da 43.500 per la versione 3 porte e 63.400 per la 5 e V8 4500 da 286 Cv, 210 km/h e 88.600 euro) corrispondono ai differenti livelli di prestazioni richiesti dalla clientela specifica e si accompagnano a sistemi di regolazione della dinamica che rendono quasi agili mezzi che superano abbondantemente le due tonnellate (quasi 3 nel caso del V8) di peso.
Il Land Cruiser 150 si concede anche qualche concessione al design, tradizionalmente più personale che ricercato, dandosi anche un’aria elegante; forse anche per questo con un po’ di snobismo festeggia il compleanno con l’edizione “60th Anniversary” che non ha nulla in più rispetto alle versioni normali se non una modesta personalizzazione (logo sul montante, sui tappetini e sulla chiave) come dire che 60 anni dopo «è sempre e solo Land Cruiser».

DANIELE P. M. PELLEGRINI
da affari e finanza di repubblica.it


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