La profezia di Zoff è un campionato di f1 di gomme e non di piloti
La Ferrari la Pirelli e la profezia di Zoff
La profezia di Dino Zoff si verifica a Valencia. E la Ferrari ne fa le spese. “Questo rischia di diventare un mondiale gomme e non il mondiale piloti”, si lamenta il presidente del Cavallino Luca Montezemolo a fine qualifiche, citando l’ultima “uscita” di Zoff su questo blog (il “nostro esperto” è da sempre inquietato dal ruolo ogni gara più dominante che stanno avendo le gomme in questo campionato). Praticamente ogni Gp, infatti, è sin qui stato deciso dal comportamento delle gomme che hanno ridotto al minimo il ruolo del pilota e, novità assoluta, spesso anche delle macchine.
E la lotta per la pole di oggi non ha fatto eccezione. Davanti sono finiti quelli a cui le morbide hanno funzionato meglio. E dietro quelli che hanno avuto problemi. Indipendentemente da meriti e demeriti. A ben guardare, ad esempio, non c’è molto da rimproverare, almeno stavolta, agli uomini della Scuderia: hanno fatto tutto quello che dovevano fare (persino Massa), e fino a quando le Rosse montavano le coperture “medie” i risultati sono stati anche molto positivi. Le Ferrari sembravano avere la situazione completamente sotto controllo e davano l’idea che Alonso e Massa sarebbero arrivati in Q3 comodamente, fischiettando. Il sogno si è però trasformato in incubo quando, in Q2, è stato indispensabile passare alle morbide. A quel punto tutti hanno avuto un sia pure minimo miglioramento. Le Ferrari no. E in questo contesto di equilibrio assoluto, la differenza è stata letale.
In qualche modo, il motto di Alonso (“quando c’è un equilibrio come quello di quest’anno, basta essere due decimi più veloci e ci si trova in posizioni inattese”) si è rovesciato contro la Ferrari. E quei due decimi di gap sono costati carissimi. Alla fine, allo spagnolo, non resta che sorridere amaro: “Abbiamo fatto la migliore qualifica dell’anno in termini cronometrici, a soli due decimi dalla pole! Eppure ci ritroviamo con la peggiore qualifica in termini di posizione”.
Adesso la gara, sperando che, in un campionato in cui – sempre a causa delle gomme – le strategie sono spesso più decisive delle prestazioni e delle posizioni di partenza la Ferrari possa rovesciare la situazione e tornare in corsa per le posizioni di testa. Occorrerà essere perfetti e reattivi. Soprattutto al muretto.
Ps: Adesso che, con abbondante ritardo, finalmente anche in Ferrari si sono accorti che le Pirelli sono un problema sportivo più che un’opportunità di dare spettacolo, qualcuno può provare a fare qualcosa?
marco mensurati da repubblica.it
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