Le auto elettriche costano troppo

Arrivano le auto elettriche?

Dieci anni fa si parlava già di mobilità sostenibile e di alimentazioni alternative. Però molti indicavano nell’idrogeno la ricetta miracolistica. Il sogno durò due-tre anni, poi svanì ed «esplose» il concetto di auto ibrida (motore termico più uno elettrico per brevi tragitti) sulla scia della capostipite Toyota Prius, accanto alle più economiche soluzioni bifuel (metano, Gpl, biocombustibili). Dal 2008 avanzano, sebbene con esasperante lentezza per i costi e le infrastrutture inesistenti, le fullelectric: solo batterie e zero emissioni. Sono comparse anche interessanti evoluzioni dell’ibrido tradizionale, come le plug-in (con ricarica domestica a supporto dei propulsori termici per aumentare l’autonomia «pulita»). E oggi? Qual è la strada maestra?

La risposta, pur con legittime riserve, alla decima edizione di «H2Roma energy&mobility show» ospitata dal Palazzo delle Esposizioni dell’Eur. Slogan: «Efficienza e sostenibilità: dalla ricerca al mercato». In pratica «vediamo che cosa è realisticamente disponibile». Organizzato in collaborazione con Cnr, Enea e La Sapienza, questo workshop a tutto campo ha raggruppato e analizzato le più avanzate soluzioni, consentendo ai tecnici di confrontarsi e ai visitatori di interrogarli, dopo i test su strada di numerose auto eco-compatibili. «Il futuro che ci attende – sintetizza il coordinatore scientifico Fabio Orecchini – contempla motori più piccoli, potenti ed efficienti, e una crescente elettrificazione favorita da batterie più leggere. Le tecnologie esistono, manca l’applicazione perché dobbiamo cambiare forma di vettore: utilizzando ogni tipo di combustibile, ciascuno dovrà prodursi l’energia pulita necessaria».

Non esiste, dunque, una ricetta universale, una chiave univoca. La formula giusta è un mix di soluzioni, suggerite anche dalle aree geografiche e dagli impieghi effettivi dei veicoli.
Quanto stanno crescendo le elettriche? Pochino, se consideriamo che nei primi sei mesi dell’anno in Italia ne sono state immatricolate 103, e in Germania (il Paese leader in Europa nel settore) appena 1.020. Ma dopo tante promesse inevase, il 2012 potrebbe essere davvero l’anno in cui le «zero emission» usciranno dall’oblio per costituire, almeno, una piccola nicchia di mercato. Grazie all’accordo con Enel che ha realizzato colonnine di ricarica in 4 città-campione (Roma, Milano, Pisa e Bologna) la Smart ED lancia una sfida che può risultare vincente. In Italia ne circolano 140 esemplari (1.500 in 18 Paesi del mondo), da giugno la citycar pulita della Daimler «che si ricarica davvero alla presa domestica e garantisce 140 km di autonomia» come assicurano i tecnici della casa tedesca sarà nelle concessionarie. A un prezzo non popolare però accessibile: 19.900 euro più Iva (dunque poco più di 24.000) per l’acquisto dell’intera vettura, oppure 15.900 più Iva (cioé 19.200 circa) se si sceglie il canone aggiuntivo di 54 euro al mese per il noleggio delle batterie. Nissan ha svelato il prezzo italiano della sua media Leaf: 37.990 euro chiavi in mano chi la vorrà comprare, da gennaio. Renault sta lanciando la sua grande berlina Fluence ZE a 28.200 euro (più 82 al mese per tre anni) e il furgone Kangoo ZE (20.000 più il canone-batterie di 75 euro per 46 mesi). La Range-extended Opel Ampera (viaggia sempre in elettrico ma un motore benzina supporta la ricarica delle batterie) arriverà a inizio 2012 con la sua tecnologia molto innovativa, ma un prezzo superiore ai 40.000 euro. Siamo davvero disposti a tassarci per un futuro sostenibile? Difficile immaginarlo, perlomeno in Italia.

Accanto alle nicchie virtuose delle zero emission, continueranno a dominare a lungo i motori termici, però sempre più ecologici e figli del downsizing, con pesi, consumi ed emissioni ridotti. Magari ibridi (anche diesel-elettrici come quelli presentati da Peugeot sulla 3008 Hybrid4 e dalla Citroën DS5). Un esempio concreto sono gli EcoBoost di Ford, il 3 cilindri Volkswagen (che annuncia Up! e Golf elettriche dal 2013) e il rivoluzionario TwinAir che emergeva dal cofano della nuova Panda. «Noi sposiamo soluzioni concrete e subito accessibili a prezzi competitivi – spiega Damiano Micelli, del Centro Ricerche Fiat – come la tecnologia MultiAir da cui deriva il nostro 2 cilindri. E il metano, che garantisce straordinaria economicità».

PIERO BIANCO da lastampa.it


1 Comment

  1. Prezzi auto elettriche says:

    le auto elettriche sono ancora effettivamente troppo care per essere considerate alla portata di tutti. In ogni caso, se guardiamo il trend del loro costo negli ultimi anni è evidente come il costo stia progressivamente diminuendo.

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