Nel film di Ron Howard Pierfrancesco Favino sarà Clay Regazzoni

Favino sarà Clay Regazzoni nel film di Ron Howard
Il sorriso beffardo di Clay Regazzoni, indimenticato pilota svizzero di Formula Uno, morto in un incidente stradale nel 2006 rivivrà nel film di Ron Howard,  ‘Rush’, dramma che racconta le sfide sui circuiti di Formula Uno tra Niki Lauda e James Hunt.
A interpretarlo Pierfrancesco Favino, che ha si è aggiudicato venerdì il David di Donatello come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione dell’anarchico Pinelli nel film di Marco Tullio Giordana, ‘Romanzo di una Strage” e che nel giro di pochi mesi abbiamo visto indossare i panni di un imprenditore nella morsa della crisi in ‘L’industrialè di Montaldo, quelli di un aggressivo e corrugato celerino in ACAB di Stefano Sollima, e di uno squattrinato marito separato alle prese con la crisi in ‘Posti in piedi in Paradisò con Carlo Verdone.
E’ la seconda volta che Howard (Apollo 13, A beautiful Mind, Il codice da Vinci) chiama Favino, dopo il thriller ‘Angeli e demonì, in cui l’attore italiano aiutava Robert Langdon (Tom Hanks) a far luce su una spirale di omicidi complottati all’interno del Vaticano. La pellicola dedicato alla Formula dovrebbe arrivare in sala l’anno prossimo. Girata in Europa, mette in scena il mondo delle corse rievocando la rivalità fra i piloti James Hunt (Chris Hemsworth) e Niki Lauda (Daniel Bruhl) nel campionato mondiale del 1976. La sceneggiatura è stata firmata da un altro premio oscar, Peter Morgan. Un privilegiato, carismatico e affascinante playboy inglese, Hunt non potrebbe essere più diverso dal suo avversario di origine austriaca Lauda, riservato e metodico.
La trama si svolge tutta durante il campionato mondiale del 1976. A qualcuno dei suoi fan che lo seguono su Twitter, il regista ha dichiarato con entusiasmo che questo è il suo film più amato di sempre. Rush vanta diverse scene girate direttamente nel circuito di Nurburgring, in Germania, mentre altre saranno in Gran Bretagna. Potremo così ammirare nuovamente la Ferrari 313 T2 di Lauda contrapposta alla McLaren M23 di Hunt, che ebbe l’ardire di vincere il campionato per solo un punto di differenza. Ma questo è anche l’anno in cui il pilota austriaco subì un terribile incidente: uscito dalla pista a causa di un guasto alle sospensioni posteriori, colpì un terrapieno e l’auto si incendiò. Lauda uscì dalla Ferrari sulle sue gambe, ma subito dopo cadde in coma per sei settimane. Salvo uscirne e tentare di tutto per vincere il titolo di campione del mondo.
Disputò 250 corse dal 1963 al 1980, conquistando 25 primi posti assoluti, 25 secondi posti e 21 terzi posti. In Formula 1 ha corso 132 Gran Premi (sei volte primo, tredici volte secondo, dieci volte terzo), con 5 pole position, 15 giri più veloci, 212 punti mondiali e 361 giri in testa, pari a 1.856 chilometri. In seguito a un grave incidente in F1, sul circuito di Long Beach, nel 1980, Clay rimase bloccato su una sedia a rotelle, ma continuò a correre in auto in competizioni come la Parigi-Dakar e ha anche fondato una scuola di guida veloce per disabili e il Club «Clay Regazzoni Onlus» – Aiutiamo La Paraplegia. Di lui Enzo Ferrari scrisse: «E’ uno dei piloti più rispettati e temuti dagli avversari perchè il suo temperamento in gara era fra i più audaci». Per questo piaceva tanto al Commendatore. Ma Clay riusciva puntualmente a farlo uscire di senno per colpa del suo stile di vita mondano: era perennemente circondato da belle donne e dedito alla vita notturna. Regazzoni morì in un incidente d’auto sull’autostrada A1 allo svincolo Parma-La Spezia nel 2006.

da Ansa.it


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