Nuova Opel Astra

opel-astra-spy-55Scatta l’orgoglio tedesco Via alla sfida dell’Astra

La nuova media si rifà al felice esempio dell’Insignia

In attesa dell’addio definitivo agli americani di GM e dell’arrivo ufficiale dei russo-canadesi di Magna e C., la Opel lascia da parte i problemi societari e inalbera l’orgoglio tedesco per rinnovare la sfida tra le compatte (segmento C). Lo fa con la nuova edizione (decima) dell’Astra, forte di una grande tradizione nel settore (a partire dalla Kadett) e ispirandosi all’Insignia, il modello medio che in pochi mesi ha conquistato l’Europa (180 mila clienti).

L’Astra riceve numerosi contenuti tecnologici della Insignia e, soprattutto, propone la medesima ricetta, una ricetta che ha sorpreso il pubblico. Qualità, stile, innovazione, ma il tutto declinato con prezzi da costruttore generalista e non da marchio «Premium». In più, l’Opel si affida un motto («Viviamo di auto») che ne vuol sottolineare la passione. Non è mai troppo tardi…

Il design dell’Astra, per ora proposta in versione 5 porte (la wagon è prevista tra un anno, poi arriverà una 3 porte-coupé), è filante e dinamico, anche se non proprio originale, gli interni sono sofisticati con alcune soluzioni, come l’inclinazione della plancia verso il parabrezza, che regalano una sensazione di spazio. Ogni particolare è curato e notevole attenzione è stata dedicata al comfort. L’abitacolo è davvero silenzioso, il che, paradossalmente, fa risuonare (in modo non sgradevole) la voce dei motori.

Altrettanta attenzione in tema consumi-emissioni, che sono calati sensibilmente (mediamente -12%) mentre potenze e prestazioni sono salite, come il passo (7,1 cm) e le dimensioni: 17 cm in più di lunghezza (mm 4.419). La gamma delle motorizzazioni (Euro5) è ampia, con quattro «benzina» (1.4 e 1.6 aspirati e turbo, potenze da 100 a 180 Cv) e altrettanti turbodiesel CDTI (1.3, 1.7 in due varianti, 2.0, da 95 a 160 Cv), tutti con il filtro anti-particolato. In primavera sarà inoltre disponibile la versione 1.3 EcoFlex (4,2 litri per 100 km e 109 gr/km di Co2), senza il sistema Start&Stop, destinato a essere adottato nel giro di un anno.

Prestazioni brillanti (da 170 a 221 km/h), con il 1.4 Turbo e il 1.7 CDTI particolarmente apprezzabili. Piacevole il comportamento complessivo, con una tenuta di strada a tutta prova. La struttura del telaio, più rigida dell’Astra n.9, e il nuovo schema del retrotreno (assale torcente integrato a un parallelogramma di Watt, cioè un ancoraggio supplementare) garantiscono stabilità e agilità in curva. Se poi volete esagerare, ecco il FlexRide, controllo elettronico dell’assetto (derivazione Insignia): tre possibilità di regolazione (Standard, Sport e Tour, cioè più comfort). Di serie sulle 1,6 Turbo e 2,0 CDTI CosmoS.

Tra le soluzioni più interessanti per il settore delle compatte spiccano una nuova generazione di luci bi-xenon, il sistema con telecamera frontale che riconosce i segnali stradali (compaiono su un display) e avvisa chi guida del cambio di corsia, i sedili sportivi ergonomici, l’intelligente progettazione del bagagliaio, regolabile in tre livelli a seconda di tipo e peso del carico, il portabici, che scorre fuori dal paraurti posteriore e può ospitare una coppia di «due ruote». Tanti i porta-oggetti distribuiti con sapienza nell’abitacolo.

Tre gli allestimenti (Edition, Cosmo e CosmoS). I prezzi sono nel cuore del segmento e risultano, a parità di versioni, addirittura minori rispetto alla scorsa edizione. Da 16.750 a 22.000 euro per le Astra a benzina, da 18.750 a 24.000 per quelle a gasolio. In Italia gli ordini partono a novembre, il lancio in gennaio con una (prudente) previsione di 14 mila vendite nell’anno.
MICHELE FENU da lastampa.it


0 Comments

Leave A Reply





Back To Top