Mensurati i troppi errori di Alonso e la Ferrari improvvisamente brocca



Incidente Massa a Monaco MontecarloAlonso troppi errori, Massa in ospedale (ma sta bene): Montecarlo da dimenticare per la Ferrari. Domina la Mercedes delle polemiche

Quando non vincono i più forti vincono i più fortunati. Ma se non vincono né i fortunati né i forti, allora vincono i furbi. E quando si parla di furbi, in Formula 1, ci si riferisce per forza a Ross Brawn. La sua Mercedes – miracolata da un test forse illegale certamente segreto – all’improvviso, per magia, ha cominciato a trovarsi a proprio agio con le gomme Pirelli e, di conseguenza, a volare. In attesa di capire come la Fia deciderà di risolvere uno dei casi più spinosi della stagione (la Mercedes è uno degli ultimi costruttori pesantemente impegnato in F1, difficilmente il padrone Ecclestone vorrà danneggiarla) non resta che dunque che registrare la vittoria netta di Nico Rosberg: in testa dall’inizio alla fine Britney Spears (così l’avevano ribattezzato i meccanici della Williams) si porta a casa uno dei Gp più noiosi degli ultimi anni. Più noiosi sia chiaro solo dal punto di vista agonistico, visto che tra incidenti, spaventi e piccoli capolavori di follia (vedi Perez) il Gp è stato decisamente movimentato.

La dubbia regolarità del comportamento della Mercedes non deve però oscurare uno dei dati chiave di questa gara. La Ferrari è andata malissimo. La macchina non è sembrata all’altezza delle altre concorrenti e Alonso e Massa sono sembrati quanto mai fuori fase. Alonso ha sbagliato moltissimo sin dal sabato. E se oggi – nonostante il balzo indietro – si ritrova ancora più o meno a contatto con i primi della classe lo deve solamente all’incidente che ha fatto perdere parecchie posizioni a Raikkonen.  In gara, lo spagnolo è stato irriconoscibile, si è fatto superare da Button, Perez e persino da Sutil come un pivello (tre sorpassi subiti a Montecarlo è qualcosa di indegno), non ha mai aggredito la pista, e quando – dopo essere stato sorpassato – ha provato a mostrare i muscoli al messicano è apparso a dir poco velleitario. Da un pilota del genere – uno, lo ricordiamo, che si è permesso e si permette i comportamenti da superstar che hanno contraddistinto il suo ultimo anno in Ferrari – ci si aspetta molto molto di più.

Su Massa il discorso è diverso. Personalmente sono convinto che sia un pilota che ha perso per strada la sua aggressività, il suo istinto da killer. E che per tanto non sia più da tempo un uomo da Ferrari. Ma non penso che sia scarso o che non sappia guidare. Due incidenti ccosì simili in due giorni mi fanno pensare di più a qualche inconveniente tecnico che non ad un errore del pilota. Detto questo la sua gara era stata mesta anche prima dell’ingloriosa uscita di scena.

La giornata si conclude invece in gloria per la Red Bull che piazza Vettel al secondo posto, protetto alle spalle dal suo più acerrimo rivale, il compagno di squadra Webber. Così facendo il tedeschino allunga in classifica generale e concede altro prezioso tempo ai suoi ingegneri per migliorare la macchina e recuperare (se esiste ancora) il gap fin qui avuto con la Ferrari sul passo gara.

Marco Mensurati da repubblica.it

Nico Rosberg vince il Gp di Montecarlo Alonso un disastro


Nico e papa Keke RosbergFormula 1 – Rosberg vince nel segno del papà Keke
Il tedesco parte in pole a Monaco e domina la corsa: secondo posto per Vettel, che allunga in classifica su Raikkonen, decimo dopo un contatto nel finale. Alonso finisce settimo, Massa si ritira dopo un pauroso incidente alla Sainte Devote. Gara sospesa per mezz’ora dopo un altro schianto spaventoso di Maldonado alle Piscine

Esattamente trent’anni fa, il 15 maggio 1983, Keke Rosberg, fresco di titolo iridato, centrava il successo sulle strade del Principato piazzandosi davanti a Nelson Piquet e Alain Prost. Oggi, Nico Rosberg onora la memoria del papà conquistando la sua seconda vittoria in carriera al termine di una gara condotta con grande personalità dal primo all’ultimo giro: alla terza pole position consecutiva dopo quelle centrate in Bahrain e a Barcellona, il tedesco riesce finalmente a centrare il bersaglio grosso in gara, al volante di una Mercedes che sembra aver risolto i gravi problemi con gli pneumatici accusati nelle ultime gare. Ma…
Il ma c’è, e potrà foraggiare i discorsi di tante malelingue, perché se la Mercedes si presentava sul circuito monegasco con possibilità migliori rispetto agli scorsi appuntamenti del Mondiale essendo l’asfalto meno abrasivo, è anche vero che dopo il GP di Barcellona ha effettuato 1.000 km di test per i nuovi pneumatici Pirelli (debutteranno in Canada) con la vettura del 2013, e non con quella del 2011, come previsto dal regolamento. I vertici della scuderia tedesca si sono subito difesi sostenendo di aver ricevuto l’ok dalla FIA, ma la vicenda sarà da approfondire: Ferrari, Red Bull e Lotus hanno già fatto ricorso.
Alle spalle di Rosberg si piazza Sebastian Vettel, che può così allungare, e di molto, in testa alla classifica, approfittando delle difficoltà degli avversari più vicini: il tedesco corre una gara regolare, senza strafare, dimostrando però di avere un passo nettamente inferiore alla Mercedes del vincitore, l’unico che, in qualche modo, riesce a staccarsi dall’effetto-trenino che caratterizza la quasi totalità della gara. A completare il podio c’è Mark Webber, che torna a centrare un risultato di prestigio dopo tre gare decisamente anonime, mentre quarto è Lewis Hamilton, a conferma del miglioramento della tenuta in gara della Mercedes: il britannico fa da “scudiero” a Rosberg nella prima parte della corsa permettendogli di allungare subito sulle due Red Bull, ma scivola alle spalle delle vetture di Milton Keynes dopo il pit-stop. Bravo Adrian Sutil, che con il quinto posto finale centra il suo miglior risultato di sempre sulle pista monegasca: il tedesco esalta nel finale quando compie un paio di sorpassi da applausi su Button e Alonso al tornante del Loews.
Per la Ferrari è invece una giornata difficile, da bocciatura completa. Fernando Alonso arranca chiudendo in settima piazza, vedendosi scavalcato dalle McLaren e da Sutil, e dovendo difendersi anche dagli attacchi della Toro Rosso di Vergne nei giri conclusivi: a differenza di quanto successo a Barcellona, la Rossa sembra accusare pesanti problemi di graining sugli pneumatici. Weekend da incubo per Felipe Massa: dopo essere partito dalla penultima posizione per non aver partecipato alle qualifiche, il brasiliano si schianta al trentesimo giro nello stesso punto in cui ha distrutto la sua monoposto nella terza sessione delle prove libere: perde il controllo della vettura al termine del rettilineo dei box, colpisce le barriere e si accartoccia alla Sainte Devote. Finirà all’ospedale per accertamenti, dolorante al collo e alla spalla destra.

L’incidente più spaventoso è quello che tocca, suo malgrado, a Pastor Maldonado al 46esimo giro: dopo un contatto con Chilton, la Williams del venezuelano si disintegra contro le barriere delle Piscine riempiendo la carreggiata di detriti. Bandiera rossa e gara sospesa per mezz’ora, per permettere ai commissari di rimettere in sicurezza la corsa.
Nel finale, è poi Sergio Perez ad animare i giri conclusivi: dopo aver preso confidenza con la chicane in uscita dal tunnel operando un paio di sorpassi al limite su Alonso e Button, il giovane messicano della McLaren esagera, andando a contatto con Kimi Raikkonen, che non gli lascia strada. Il finlandese sarà costretto a rientrare ai box per una foratura (ma riuscirà comunque a conquistare un punticino nel finale con una rimonta folle dal 16esimo posto), ma lo stesso Perez, con l’ala anteriore pesantemente danneggiata, dovrà ritirarsi poco dopo andando lunghissimo alla Rascasse.
In attesa del prossimo appuntamento del Mondiale (domenica 9 giugno a Montreal, in Canada), Sebastian Vettel può godersi un vantaggio di 21 punti su Raikkonen e di 29 su Fernando Alonso, che salva il salvabile portandone a casa 6. Nico Rosberg sale a quota 47 e scavalca Felipe Massa, ora settimo in classifica.

 Daniele Fantini  da Eurosport

Incidente a Monaco di Maldonado video Montecarlo


Gp di Monaco interrotto per l’incidente tra la WIlliams di Maldonado e la Marussia di Chilton .

Maldonado vola sopra le barriere

Video incidente mass p montecarlo gara monaco 26 maggio 2013 domenica


Incredibile Massa anche durante la gara del gp di Montecarlo ripete lo stesso incidente delle prove libere .

brutta botta e ricovero in ospedale per controlli

Scandalo in Formula 1 Test segreti Mercedes Pirelli a Barcellona


rosberg-pirelli-mercedesMontecarlo, scoppia il caso.
Test segreti di Mercedes e Pirelli

Nei giorni successivi al Gp di Barcellona, la scuderia di Ross Brawn avrebbe svolto un test privato durante i quali avrebbe provato le gomme
dall’inviato

MONACO -  La bomba esplode la mattina, a poche ore dall’inizio della gara più attesa dell’anno, quella di Montecarlo, quando fonti di alto livello confermano che “sì il caso è stato portato all’attenzione della Fia”.
E “il caso” è micidiale: perché si scopre che in segreto (ed è questo, come si vedrà uno dei punti chiave della vicenda), nei giorni successivi al gp di Barcellona, quello stravinto dalla Ferrari, la Mercedes di Ross Brawn ha svolto un test privato con la Pirelli, durante il quale ha potuto provare le gomme, le dannate e decisive gomme di questa stagione, per la bellezza di mille chilometri. Siccome le condizioni meteo non erano favorevoli, il test è durato tre giorni, il che in teoria avrebbe concesso alla Mercedes il tempo di lavorare con tutta calma sui dati, in una stagione in cui, tra mille polemiche, i test sono stati vietati (la Ferrari da anni sta chiedendo a gran voce la loro reintroduzione). La Pirelli e la Mercedes si difendono sostenendo che fossero test previsti, la Ferrari chiede però chiarimenti perchè il regolamanto prevede che questi test siano effettuati con le vetture della stagione precedente e non con quelle in gara nel mondiale in corso. E sembra che i test siano stai fatti con la Mercedes del 2013.

La notizia, che ha dell’incredibile, si diffonde come una peste per il paddock, e la ricerca di conferme da parte dei cronisti si scontra all’inizio contro i musi imbronciati e stupiti dei responsabili dei vari team. Solo Christian Horner, il capo della Red Bull dopo si lascia andare: “Chiederemo notizie alla Fia”, dice.

Sia dalla Pirelli sia dalla Mercedes ostentano sicurezza. La Mercedes, in particolare, spiega che non c’è niente di strano o di irregolare in quello che è successo: il regolamento concede alla Pirelli la possibilità di cooptare durante la stagione una squadra per mettere a punto il prodotto.

Di certo appare bizzarra, se non addirittura masochistica (nel caso in cui sia stata fatta in buona fede, la scelta della Pirelli, che invece di rivolgersi a qualche team di seconda fascia, di quelli lontani dalla questione mondiale è andata proprio dalla Mercedes di Ross Brown, Hamilton e Rosberg, una squadra che, velocissima in qualifica, ha trovato proprio nell’utilizzo della gomme in gara il proprio punto debole: rafforzato il quale si potrebbe comodamente rilanciare nella corsa per il titolo.  Da segnalare, in proposito, che oltre ad aver conquistato la pole, qui a Monaco, nel venerdì di prove libere il team anglo-tedesco aveva sorpreso tutti per un’insolita positiva prestazione nel long run, quello in cui la gestione delle gomme è decisiva. Abbiamo fatto una cosa prevista dal regolamento, normale”, si limitano a dire dalla Pirelli. “Perché proprio con la Mercedes? L’abbiamo fatto con un team che ha dato la disponibilità. Alla fine della scorsa stagione avevamo mandato una mail in cui chiedevamo disponibilità a tutti i team. Non ci ha risposto nessuno a parte la Mercedes, e abbiamo programmato con loro il test che ci era necessario, nella pista più facile da raggiungere. Non c’è nulla di segreto o di irregolare, la cosa è regolata precisamente dai contratti”

MARCO MENSURATI da repubblica.it

Tom Sykes Superpole a Donington


Tom Sykes aragonSUPERBIKE: TOM SYKES FIRMA UNA SUPERPOLE DA RECORD
A Donington le Aprilia inseguono: Guintoli 2° poi Laverty. Melandri solo 6°

Dopo aver dominato le qualifiche, Tom Sykes (Kawasaki ZX-10R) si conferma in Superpole, firmando il nuovo giro record in 1:27.378 e precedendo le Aprilia RSV4 Factory di Guintoli (+0.338) e Laverty (+0.636). Rea (Honda CBR1000RR, +0.761) si accontenta del 4° posto davanti a Camier (Suzuki GSX-R1000), e alle BMW S1000RR di Melandri (6°, +0.902) e Davies (+1.266). Solo 8° Giugliano (Aprilia) seguito da Canepa (Ducati 1199 Panigale R, +1.940).

Nella Superpole 1 i big si portano al comando senza grossi problemi, mentre rischiano Baz, Cluzel e Badovini. Alla fine, però, solo il ducatista rimane escluso dalla dalla seconda manche, chiudendo 14°. Non entra invece mai in partita Haslam, 13°, giustificato da una condizione fisica assolutamente lontana dall’ideale per salire in sella. Disastro per Fabrizio, 15°, ultimo e in difficoltà totale. Mentre rischiano tanto Checa e Laverty, che si salvano sul filo del rasoio e accedono alla Superpole 2.

Manche intermedia, in cui Sykes mette subito pressione agli avversari, firmando anche il record della pista in 1:27.560. Ma Tom è marcato stretto dalle Aprilia di Guintoli e Laverty. Mentre dalle retrovie non emergono Baz e Cluzel, che chiudono rispettivamente al 12° e 11° posto. E rischia ancora Checa, che prova fino all’ultima curva a entrare in SP3, ma è lungo in frenata, trovando anche Rea (9°) ad ostacolarlo. Carlos deve accontentarsi del 10° tempo. Notevole invece il settimo tempo di Canepa che, con il team di sviluppo Ducati, riesce a fare meglio dei piloti “ufficiali” del box Alstare. Il manager Batta commenta che va bene così, in nome dell’obiettivo comune: migliorare!

La Superpole 3 vola via in un attimo. Ovviamente con Sykes al comando, che piazza immediatamente la zampata definitiva: quella dell’1:27.378, che ridefinisce e abbassa ancora il record di Donington. In mano all’inglese la Kawasaki è un fulmine, ma le Aprilia Factory restano vicine agli scarichi. In difficoltà le BMW di Melandri e Davies, beffate questa volta da Honda e Suzuki. Detto che Rea sente la gara di casa e spinge forte, guidando da funanbolo, ma senza riuscire mai ad mettere le ruote in prima fila. Motivazione identica per l’altro inglese, Camier, che trova la seconda fila, quinto in griglia, solo grazie ad un giro fatto di puro coraggio. Per questo gruppo è comunque impossibile scendere sotto il muro del 28″, cosa che riesce appunto solo a Sykes e Guintoli che restano “comodamente” in vetta. All’ultimo giro, infine, Canepa tira forte, ma sbaglia e non migliora, accontentandosi del nono tempo sotto la bandiera a scacchi.

MATTEO CAPPELLA da sportmediaset.com

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