MIlano per incassare le multe dalle auto straniere bisogna sequestrarle come questa che ne aveva accumulate 200



milano supercar multe sequestroFino a cinque milioni di mancati incassi per il Comune di Milano. È il danno inflitto in un anno alle casse di Palazzo Marino dai ‘furbetti’ della targa straniera che accumulano verbali, ma la fanno franca. Soldi che l’amministrazione non riesce a riscuotere. Ora si prova a rendere più severe le regole, in particolare per i recidivi da guinness. Milano viaggia su un trend di oltre 100mila sanzioni a veicoli stranieri. Ma solo per 45mila si ottengono risposte dai vari Paesi interessati, con procedure lunghe e costose di rogatoria internazionale, e alla fine appena 20mila vengono incassate. Le altre 45mila si perdono e non si recupera più. L’ultimo caso eclatante è questo della foto e risale a qualche giorno fa: un’Audi di grossa cilindrata in divieto di sosta in corso di Porta Romana, nel cuore della città, zona di rimozione forzata. Passano i vigili: targa monegasca, sorge il dubbio. Dal controllo incrociato emergono 202 verbali arretrati in sospeso. E l’auto viene rimossa

da kataweb.it

Wttc Slovacchia Tarquini vince gara 1 ed è terzo in gara 2


wttc honda civic gabriele tarquiniSlovakia Ring, gara 1: Tarquini apre la tripletta Honda

Vittoria pesantissima per la Honda nel primo dei due round del Mondiale Turismo allo Slovakia Ring, che ha dominato dall’inizio alla fine. Gabriele Tarquini ha infatti preceduto Tiago Monteiro e Norbert Michelisz, aprendo la tripletta composta dalle due Civic ufficiali schierate del team Jas e quella privata (ma seguita da vicino dalla Casa) del team Zengo. Un risultato che certifica la crescita piuttosto rapida della vettura nipponica, davvero senza rivali nel circuito slovacco, mettendo alle spalle il weekend negativo di Marrakech.

“I giovani vorrebbero lasciarmi dietro” – ha detto il pilota di Giulianova in parco chiuso – “ma riesco ancora a stargli davanti. Volevo fortemente questa vittoria, è molto importante sia per la Honda che per il team. Ho provato a spingere, ma ho dovuto gestire le gomme, perché questa pista è molto dura in questo senso e nel finale ho alzato il piede”. Niente da fare per le Chevrolet, con Yvan Muller che si è dovuto accontentare di un quarto posto fuori dal podio, agguantando comunque punti importanti in ottica campionato. Troppo veloci le Honda, anche per l’ex Campione del Mondo, che si è ritrovato anche un ottimo Tom Coronel arrivare di gran carriera dalle retrovie.

Il pilota olandese della Roal, con una BMW rivitalizzata dalle nuove portiere (più leggere), è stato autore di una grande rimonta, mettendosi alle spalle sia entrambe le Cruze del team Bamboo sia quella di Michel Nykjaer e conquistando pure la vittoria tra i piloti indipendenti. Una progressione di rilievo, agevolata anche dai problemi accusati da alcuni avversari. Quella di Tom Chilton, infatti, è da considerare come una domenica “no”, che dopo aver distrutto la sua vettura nel warm-up mattutino, ha dovuto alzare bandiera bianca al secondo giro dopo una toccata di Nykjaer, finendo nella via di fuga e insabbiandosi.

Domenica 28 aprile 2013, gara 1

1 – Gabriele Tarquini (Honda Civic) – Honda Jas – 10 giri in 22’18″761
2 – Tiago Monteiro (Honda Civic) – Honda Jas – 1″202
3 – Norbert Michelisz (Honda Civic) – Zengo – 1″616
4 – Yvan Muller (Chevrolet Cruze) – RML – 5″091
5 – Tom Coronel (BMW 320 TC) – Roal – 5″975
6 – James Nash (Chevrolet Cruze) – Bamboo – 7″748
7 – Michel Nykjaer (Chevrolet Cruze) – Nika – 9″760
8 – Alex MacDowall (Chevrolet Cruze) – Bamboo – 10″078
9 – Pepe Oriola (Seat Leon) – Tuenti – 14″055
10 – Mehdi Bennani (BMW 320 TC) – Proteam – 19″374
11 – Fredy Barth (BMW 320 TC) – Wiechers – 21″474
12 – Stefano D’Aste (BMW 320 TC) – PB – 21″479
13 – James Thompson (Lada Granta) – Lada – 21″837
14 – Darryl O’Young (BMW 320 TC) – Roal – 24″891
15 – Fernando Monje (Seat Leon) – Campos – 25″937
16 – Marc Basseng (Seat Leon) – Munnich – 27.197
17 – Rob Huff (Seat Leon) – Munnich – 27″507
18 – Charles Ng (BMW 320 TC) – Engtler – 36″500
19 – Franz Engstler (BMW 320 TC) – Engstler – 41″278

Slovakia Ring, gara 2: Coronel senza rivali

Dopo Chevrolet, Seat e Honda, in gara-2 allo Slovakia Ring, anche la BMW ha portato a casa il suo primo successo stagionale (ora manca solo la “cenerentola” Lada) nel WTCC. Tutto merito di un Tom Coronel irresistibile, il quale ha cementato una vittoria a suon di giri veloci, dominando in lungo e in largo fin dalla partenza, durante la quale si è tenuto largo per entrare più forte in curva 1. Un passo irraggiungibile per tutto il plotone, che ha proiettato l’olandese fino alla vittoria, che questo weekend disponeva finalmente di una rinvigorita 320 TC, ben curata dal team Roal Motorsport, ma soprattutto aiutata dalle nuove portiere e dal compensation weight che l’ha“alleggerita”.

A mani vuote tutti gli avversari che hanno provato a tenere il passo del mattatore di gara-2. Nelle prime fasi ci ha provato Pepe Oriola, cercando di mantenere un pesantissimo (per lui e il team Tuenti) secondo posto; la pressione di Rob Huff, con la Seat del team Munnich, lo ha poi portato all’errore al nono giro, facendosi superare con una manovra a “ventaglio” sia dall’iridato in carica che da Yvan Muller (Chevrolet) e le due Honda ufficiali di Tarquini e Monteiro. Il portoghese ex-F.1, al secondo giro, si è anche reso protagonista di un banale errore che gli è costato ben tre posizioni, infilato anche da un Tom Chilton in spolvero, desideroso di rimediare a un weekend difficile e sottotono. Ovviamente, la sfida per il podio ha fatto gioco a Coronel, che ha ulteriormente allungato, permettendosi nell’ultimo giro di mettere di traverso la sua BMW, facendo un po’ il “rallysta”.

A centro gruppo, splendida gara da sottolineare per Darryl O’Young, protagonista, ieri, nelle libere di un terribile incidente che ha restituito agli uomini di Roberto Ravaglia una macchina pressoché distrutta sul lato destro. Disavventura messa del tutto da parte, dopo l’ottima prova elargita in quest’ultima gara-2, avendo rimontato fino al decimo posto dall’ultima posizione in griglia. Una gara da gladiatore, verrebbe da dire, così come è stato autore di una bella gara anche la sorpresa di Marrakech, il danese Michel Nykjaer, che non si è dato per sconfitto nonostante lo stallo della sua Cruze in partenza, risalendo la classifica sino al 12esimo posto, alle spalle di Stefano D’Aste. Il prossimo weekend è già tempo di un altro round del WTCC; tra sette giorni si corre, infatti, sulla pista calda (in tutti i sensi) dell’Hungaroring. E visto il passo competitivo di Michelisz, non offuscato dai problemi patiti all’ultimo giro nella pista slovacca, sarà facile prevedere le tribune gremite e chiassose che hanno animato l’edizione 2012…

Domenica 28 aprile 2013, gara 2

1 – Tom Coronel (BMW 320 TC) – Roal – 10 giri in 22’26″224
2 – Yvan Muller (Chevrolet Cruze) – RML – 2″990
3 – Gabriele Tarquini (Honda Civic) – Honda Jas – 3″345
4 – Rob Huff (Seat Leon) – Munnich – 4″954
5 – Tiago Monteiro (Honda Civic) – Honda Jas – 5″222
6 – Pepe Oriola (Seat Leon) – Tuenti – 11″365
7 – Tom Chilton (Chevrolet Cruze) – RML – 11″625
8 – Alex MacDowall (Chevrolet Cruze) – Bamboo – 11″816
9 – Mehdi Bennani (BMW 320 TC) – Proteam – 12″265
10 – Darryl O’Young (BMW 320 TC) – Roal – 12″498
11 – Stefano D’Aste (BMW 320 TC) – PB – 12″827
12 – Michel Nykjaer (Chevrolet Cruze) – Nika – 13″678
13 – Fredy Barth (BMW 320 TC) – Wiechers – 14″651
14 – James Thompson (Lada Granta) – Lada – 18″518
15 – Marc Basseng (Seat Leon) – Munnich – 19″887
16 – Fernando Monje (Seat Leon) – Campos – 20″246
17 – James Nash (Chevrolet Cruze) – Bamboo – 22″418
18 – Tom Boardman (Seat Leon) – STR – 31″643
19 – Rene Munnich (Seat Leon) – Munnich – 32″076
20 – Mikhail Kozlovskiy (Lada Granta) – Lada – 35″472
21 – Norbert Michelisz (Honda Civic) – Zengo – 54″663

Giro più veloce: Tom Coronel 2’13″758

Ritirati
4° giro – Charles Ng
2° giro – Franz Engstler

Il campionato
1.Muller 120 punti; 2.Tarquini 96; 3.Nykjaer 57; 4.Chilton 55; 5.Nash 51; 6.Oriola 49; 7.Coronel 47; 8.Monteiro 46; 9.MacDowall 34; 10.Huff 31
Claudio Pilia da italiaracing.net

Un ricordo di Michele Alboreto a 10 anni dalla morte video


Ricordo perfettamente! Ero all’estero e la notizia mi arrivò un paio di giorni dopo. Piansi, come quando morì Villeneuve. Michele Alboreto era un signore, oltre che un grande pilota. E paradossalmente fu la Ferrari a “bruciarlo”. Perché ricordo che lui fu richiesto da Lauda al suo fianco per correre con la favolosa Mc Laren di metà anni ’80. Michele rimase in Ferrari ed a guidare quella Mc Laren ci andò Prost che con essa vinse tre dei suoi quattro mondiali. Michele, invece, nel 1984 si ritrovò abbastanza giovane accanto ad un pilota solo fumo e pochissimo arrosto come Renè Arnoux, preferito dal Drake al più esperto collaudatore Tambay, che invece avrebbe potuto far crescere lo sviluppo della macchina. Arnoux fu poi cacciato l’anno successivo. Quel 1985 che vide Alboreto sfiorare il titolo mondiale. Sfuggito – e qui ci fu la seconda svista di Enzo Ferrari – causa le ripetute rotture dei motori verificatesi proprio alla fine della stagione, quando la Ferrari era superiore alla Mc Laren di Prost. Ferrari s’intestardì nel voler cambiare fornitore delle turbine a stagione ultrainiziata. Riteneva, infatti, che l’azienda tedesca produttrice, la “KKK” potesse favorire la connazionale Porsche che all’epoca motorizzava le Mc Laren. E così la Ferrari decise di avvalersi della collaborazione della statunitense “Garrett”. Purtroppo quella decisione si rivelò disastrosa e la Rossa pagò lo scotto del cambio in corsa delle turbine con la perdita di affidabilità. E dei titoli Mondiali. Nonostante questo, per me Michele Alboreto fu il vero vincitore del Mondiale Piloti 1985. Mi manchi , Michele!

da ilgiornale.it

E’ morto Francesco Cappelli il mitico creatore di auto da corsa


francesco cappelliTERAMO – Ieri notte è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari Francesco Cappelli. Il 91enne si è spento nella sua abitazione di via Pannella. Lo storico artigiano teramano, capostipite della famiglia di imprenditori che oggi gestisce l’omonima autocarrozzeria di Villa Pavone, era noto per la realizzazione artigianale di telai e carrozzerie di bolidi da corsa (assieme alla Meccanica Taraschi di via Pannella a Teramo) e vetture sportive in tempi in cui la differenza nella costruzione di automobili era frutto dell’esperienza di pionieri e sperimentatori. Rappresentante di un’epoca nella quale l’intelligenza sopperiva alla carenza di mezzi tecnologici, Francesco Cappelli era capace di creare vetture dal metallo partendo dal semplice disegno. Tanti gli anni dedicati al lavoro e alla famiglia, con le attività parallele di carrozziere e di costruttore di auto da corsa, Francesco Cappelli lascia un’enorme eredità fatta di onestà e forza ai figli Marco e Rosanna. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio alle 15.30 nella chiesa del Sacro Cuore di via Pannella.

da lacittàquotidiano.it

Maria De Villota nell’incidente ho perso un occhio ma sono tornata a vivere


Maria de Villota occhioDe Villota: «Rinata dopo l’incidente»La ex collaudatrice ha raccontato la sua esperienza in una conferenza stampa a Madrid
MADRID – Una vita passata guidando, spingendo sempre al massimo l’acceleratore. Poi l’incidente, la paura, e poi ancora il risveglio e la ripresa. Maria De Villota ha rischiato tanto prima di tornare a sorridere. E ora, anche se la sua carriera al volante si è bruscamente interrotta, può continuare a vivere con serenità. «Oggi sto bene nei limiti del possibile – ha raccontato Maria nella conferenza stampa rilasciata durante l’evento Inventarte, parlando dell’incidente dello scorso luglio – Ho perso un occhio e sfortunatamente anche l’olfatto. Ma mi sto abituando, inizio a calcolare meglio le distanze e la prospettiva».

CONSAPEVOLEZZA Maria racconta che arrivare a un nuovo stato di consapevolezza non è stato facile: «Non riuscivo a pensare di non avere un occhio, ed è stato un colpo avere 104 punti sul visto per me che sono stata sempre attenta all’immagine. Poi mi sono resa conto della fortuna che ho avuto: è vero, ho perso un occhio, ma mi è rimasta la vita e mi sono sentita miracolata». E’ stato un po’ come rinascere una seconda volta «con una percezione completamente diversa. Cambia la scala di valori, i problemi sono relativi e si guarda tutto con più ottimismo. Certo, ci sono momenti duri, in questi casi mi aiuto con l’umorismo. Ho preso in mano la mia vita, posso esprimere meglio la mia passione, la mia gioia».

Gabriele Tarquini pole position in Slovacchia in Wttc


wttc honda civic gabriele tarquiniSlovakiaring – Un grande Tarquini ancora in pole
In Slovacchia, come nell’ultima prova in Marocco, l’italiano partirà davanti a tutti, seguito dalle altre due Honda di Monteiro e Michelisz. In quarta fila Huff, mentre Oriola ha ottenuto solamente il nono tempo

Gabriele Tarquini si conferma il grande protagonista delle qualifiche del WTCC 2013. Sul circuito dello SlovakiaRing, il pilota della Honda Civic del team Castrol ha conquistato la pole position col tempo di 2.10.773, davanti al compagno di squadra Tiago Monteiro (+0.104) e all’altra Honda di un ottimo Norbert Michelisz (+0.116). Tre Honda davanti a tutti quindi, con la casa giapponese che si annuncia assoluta padrona del Gp slovacco. A seguire le tre Chevrolet Cruze di Yvan Muller (a ridosso dei primi staccato di soli 168 millesimi dalla pole), Tom Chilton (+0.389) e MacDowall (+0.649).
HUFF INDIETRO, ORIOLA MALE. La quarta fila è composta da Huff e Nash. Il campione in carica britannico della Seat Leon ha chiuso a 851 millesimi dal leader, mentre il pilota della Chevrolet del team Bamboo è a +0.941. Il vincitore di Gara2 a Marrakesh Pepe Oriola occupa la nona posizione, seguito da Coronel, che in mattinata aveva ben figurato con la sua BMW. Problemi tecnici si sono verificati sulle Seat Leon di Tom Boardman (noie al motore) e di Fernando Monje (rottura del radiatore).
LE PAROLE DI TARQUINI.Tarquini, al termine delle prove ha esultato per il proprio risultato, ma soprattutto per la squadra: “E’ incredibile, io non ho commesso errori gravi, ma il vero protagonista di oggi è la Honda: tutto il team ha fatto un gran lavoro, abbiamo tre macchine nelle prime tre posizioni, questo fa ben sperare per la gara di domani”.
BRUTTO INCIDENTE PER O’YOUNG. La Q1 è stata sospesa per circa mezz’ora a causa di un incidente pauroso che ha visto coinvolto il pilota di Honk-Hong Darryl O’Young: la BMW del team Roal era quasi completamente distrutta nella fiancata di destra. Fortunatamente O’Young è sceso con le sue gambe dalla vettura, ma per sicurezza è stato portato al centro medico del circuito per una visita di controllo. A fine sessione ha poi chiarito la dinamica dell’incidente ai microfoni della TV: “Sto bene, sono andato al centro medico per un check-up veloce, ma è tutto ok. Purtroppo ho commesso un errore in accelerazione, la macchina mi è partita in sovrasterzo e una volta finita sull’erba è stato impossibile riprenderne il controllo e sono finito contro le barriere.” Rimane però in dubbio al momento la partecipazione di O’Young alla gara di domani: i danni alla vettura sono davvero importanti e i meccanici dovranno fare i miracoli perchè l’asiatico possa prendere il via.
Così in partenza:
01. Gabriele Tarquini – Honda – 2:10.773 02. Tiago Monteiro – Honda – 2:10.877 03. Norbert Michelisz – Honda – 2:10.889 04. Yvan Muller – Chevrolet – 2:10.941 05. Tom Chilton – Chevrolet – 2:11.162 06. Alex MacDowall – Chevrolet – 2:11.422 07. Rob Huff – Seat – 2:11.624 08. James Nash – Chevrolet – 2:11.714 09. Pepe Oriola – Seat – 2:11.882 10. Tom Coronel – BMW – 2:12.048 11. Mehdi Bennani – BMW – 2:12.857 12. Michel Nykjaer – Chevrolet – 2:17.61413. Marc Basseng – Seat – 2:12.603 14. Fredy Barth – BMW – 2:12.610 15. James Thompson – Lada – 2:12.641 16. Stefano D’Aste – BMW – 2:12.665 17. Charles Ng – BMW – 2:12.891 18. Fernando Monje – Seat – 2:12.921 19. Rene Munnich – Seat – 2:13.223 20. Franz Engstler – BMW – 2:13.582 21. Mikhail Kozlovskiy – Lada – 2:14.900 22. Darryl O’Young – BMW 23. Tom Boardman – Seat

da Enrico TURCATO da Eurosport

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