Torna la Ford Escort …….
FORD Escort Concept per mercato cinese presentata a Shanghai
Shanghai (Cina) – La versione cinese di Ford Escort ha debuttato al Salone di Shanghai2013. Si tratta di un modello che indica la strada che Ford potrebbe imboccare nel più grande mercato del mondo per espandere la propria offerta di auto globali di medie dimensioni, un segmento, il C, che vale il 25% (ovvero 5,5 milioni di unità l’anno) dell’intera industria cinese che Ford presidia già con Focus, la singola vettura più venduta in Cina e nel mondo nel 2012.
Ford Escort Concept è basata su Focus e condivide l’anima globale di nuova Mondeo (anch’essa presenta a Shanghai). Dal 2006 Ford ha investito in totale 4.9 miliardi di dollari in Cina. Il colosso americano continuerà a crescere: l’obiettivo è la creazione di sette nuovi impianti di produzione nell’area Asia-Pacifico entro il 2015, di cui cinque in Cina, con una capacità produttiva di 2,7 unità/anno in questa regione. Anteprima mondiale al salone cinese per il motore EcoBoost da 1.5 litri (181 cavalli di potenza e 240 Nm di coppia) e debutto asiatico per Ford Fiesta ST (la “piccola” ad alte prestazioni a prezzi accessibili). In vetrina anche la gamma di suv, come il nuovo EcoSport e la nuova Kuga.
Gp Bahrain le pagelle e i voti piloti e macchine
Formula 1 – Vettel dominante, da 8 le Lotus e Alonso
Le pagelle del GP: 10 al tedesco, che vince in totale scioltezza. Ottime prove delle Lotus e di Di Resta, così come per Alonso, autore di una gran rimonta. Bocciati Massa, sfortunato sì ma poco combattivo, Webber e Rosberg
Sebastian Vettel (Red Bull) 10 – Gara strepitosa, perfetta, dominata senza quasi nessuno sforzo dall’inizio alla fine. Si libera presto di Rosberg e, senza Fernando Alonso a mettergli pressione alle spalle, può arrivare al traguardo quasi senza sudare. Il giro veloce griffato alla penultima tornata, con la gara già ampiamente decisa, dimostra che, volendo, sarebbe potuto essere ancor più dominante.
Kimi Raikkonen (Lotus) 8 – Secondo per la seconda volta consecutiva (scusando il gioco di parole): un altro grande risultato per il finlandese, che continua a correre su livelli stratosferici. Azzeccata la tattica delle due sole soste, ma Kimi è andato fortissimo anche quando le gomme erano parecchio usurate.
Romain Grosjean (Lotus) 8 – Finalmente una grande soddisfazione per un pilota che di solito finisce sui titoli dei giornali per gli incidenti piuttosto che per le grandi prestazioni. Dice di essere maturato, e oggi ha confermato i progressi, suoi e della Lotus.
Paul Di Resta (Force India) 8 – L’altra sorpresa della giornata, ma in un certo senso anche attesa da tempo, per un pilota che deve esplodere in questa stagione: la quarta piazza finale bissa la sua miglior prestazione della carriera. Come per Raikkonen, la strategia delle due sole soste paga alla grande.
Fernando Alonso (Ferrari) 8 – Contro la sfortuna non si può far altro che rimboccarsi le maniche e darsi da fare, anche se la prima sensazione sarebbe quella di mandare tutti a quel paese e scendere dalla macchina. Fernando corre una gara strepitosa, risalendo dalla 17esima posizione nonostante svantaggi clamorosi in fase di sorpasso per l’impossibilità di usare l’ala mobile. Arriva addirittura in settima piazza e a battagliare per la sesta con Hamilton. Poi, nel finale, deve arrendersi alla grinta di Perez. Più di così era impossibile chiedere.
Sergio Perez (McLaren) 7 – Altro che ruggini tra Vettel e Webber! Oggi la battaglia interna alla McLaren ha regalato scintille e spettacolo. L’arrembante messicano centra la sua miglior prestazione stagionale, e per conquistarla non si fa problemi nel prendere più volte a sportellate Jenson Button. Il britannico è costretto ad alzare bandiera bianca dopo una lunga lotta per problemi alle gomme, altrimenti chissà come sarebbe finita…
Lewis Hamilton (Mercedes) 6.5 – Si “nasconde” per la prima metà di gara, salvo poi venir fuori prepotentemente nel finale. Le Mercedes, le McLaren e la Red Bull di Mark Webber formano un trenino in continua lotta con una serie impressionante di sorpassi. Alla fine la spunta lui, beffando Webber all’ultimo giro.
Felipe Massa (Ferrari) 5 – Parte male, poi sembra poter riprendersi e in grado di lottare per posizioni importanti, ma una doppia foratura lo fa sprofondare in fondo al gruppo. A differenza di Alonso, non si risolleverà più concludendo una gara anonima in 15esima posizione.
Mark Webber (Red Bull) 5 – La sua Red Bull sembra tutt’altra macchina a differenza di quella di Vettel. Subisce due sorpassi nell’ultimo giro, scivolando dalla quinta alla settima posizione finale.
Nico Rosberg (Mercedes) 5 – Parte in pole, regge per un paio di giri agli assalti di Sebastian Vettel, poi prosegue finendo nel mirino di chiunque, subendo una lunga serie di sorpassi.
Eurosport
Gp Austin vince la Honda di Marquez davanti al compagno Pedrosa solo sesto Valentino Rossi
Motogp, Gp Americhe: Marquez domina
AUSTIN – Pedrosa scatta subito in testa, Rossi rimane un po’ nelle retrovie a studiare la situazione e Marquez seguito da Lorenzo si lanciano all’inseguimento dello spagnolo che vola via: il Gp delle Americhe parte esattamente come previsto. Ma a scombussolare le carte in tavola ci pensa la potenza mostruosa della Honda che ha reso quasi subito la gara una questione fra Pedrosa e Marquez da soli in testa, da soli a giocarsi la vittoria e – soprattutto – il ruolo da leader nel team.
Alla fine ha avuto la meglio Marquez ma lo spettacolo – un po’ carente perché i distacchi fra i primi due e Lorenzo, terzo, sono diventati subito abissali – lo hanno fatto praticamente solo i due piloti lì in cima al mondo. Pedrosa e Marquez hanno infatti corso per tutta la gara vicinissimi, anzi appiccicati. Marquez ha avuto l’accortezza – e per certi versi l’umiltà – di lasciare il ruolo di battistrada a Pedrosa: fare il tempo, stare davanti da soli e avere lo stesso ritmo per tutti i giri non è facile, serve esperienza con le MotoGp. Una tattica che ha trasformato la gara di Pedrosa e Marquez in una specie di parata fino al duello finale. Ossia a nove giri dalla fine, quando Marquez ha attaccato, è passato in testa, volando inesorabilmente via verso la vittoria. E lo spettacolo allora? E’ stato tutto (un po’ poco, ok) nello stile dei due, precisissimo e pulito per Pedrosa, fantasioso e tutto fuori dalla moto per Marquez.
Terzo come dicevamo si è piazzato Lorenzo, che ha preceduto Crutchlow e Bradl. E Rossi? Solo sesto (come nel warm up) davanti Dovizioso con una Ducati che è riuscito comunque a tenersi dietro qualche Honda e Yamaha. Valentino ha pagato tutti i guai accusati nel week end con una moto che non è mai sembrata a punto. Guai che comunque non l’hanno obbligato all’onta di arrivare dietro la moto che guidava lo scorso anno. Di poco…
VINCENZO BORGOMEO da repubblica.it
La Red Bull taglia le ali alla Ferrari
La Red Bull toglie le ali alla Ferrari
Vettel domina, le Rosse sprofondano. Solo Raikkonen resiste
Formula 1 imprevedibile? Prego, ricontrollare il podio dell’anno scorso in Bahrein: Vettel, Raikkonen, Grosjean. Uguale a quello di oggi. Le gare saranno incerte e bizzarre nel loro svolgimento (straordinari per intensità i primi tre giri), ma alla fine vince chi lo merita. Al netto delle attenuanti, la Ferrari avrebbe perso lo stesso. Vettel ha ritrovato l’ispirazione e la Red Bull è di nuovo un mostro di velocità. Il Gran premio del Bahrein non ha avuto storia: il campione del mondo ha avuto un solo grattacapo all’inizio, dovendo risorpassare Alonso al primo giro. Poi si è liberato con una certa facilità di Rosberg e gli altri l’hanno rivisto dopo il traguardo. Dettaglio: al penultimo passaggio il campione del mondo ha firmato il miglior giro della gara, un secondo e mezzo sotto il ritmo degli avversari. Non aveva bisogno di spingere: l’ha fatto perché non gli costava niente o perrché voleva umiliare gli avversari. O entrambe le cose.
Dietro di lui ha resistito un Raikkonen che, negli anni della maturità, da irruento e aggressivo è diventato saggio e attento nell’applicazione delle strategie: 21 gare consecutive a punti e secondo posto in classifica a meno 10 da Vettel. Solo la sua regolarità sembra in grado di contrastare le prestazioni (straordnarie ma incostanti) di Vettel.
Capitolo Ferrari: una Caporetto. Dopo pochi giri Alonso si è fermato ai box perché l’ala mobile non tornava al suo posto. Un meccanico gliel’ha messa a posto con un pugno, ma Fernando ha dovuto affrontare l’intera gara senza il drs, il magico aiutino che facilita i sorpassi. Problema a un flap (anteriore) anche per Massa. “La Red Bull ti toglie le ali” è stata la battuta di un collega. Il brasiliano ha poi distrutto una gomma in frenata e ha dovuto anticipare un pit stop . Successivamente ha forato (altro pit). Risultato finale: Fernando 8° (quattro punti fatti, trenta di distacco da Vettel), Felipe 15° a meno 47 dal leader della classifica. Morale per la Ferrari: un po’ di prudenza alla vigilia non guasterebbe.
Altri protagonisti: bravo stavolta Grosjean (3°), una sorpresa Di Resta (4°), una conferma Hamilton (5°). Male Rosberg (9°): la sua pole position è evaporata in pochi giri.
stefano mancini da
La Ferrari scultura in bronzo del Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
La nuova Ferrari diventa una scultura
La nuova Ferrari, la famosa “LaFerrari” diventa una scultura in bronzo laminato palladio, che riproduce, nei minimi dettagli, la più recente vettura prodotta dalla casa automobilistica di Maranello. Prezzo da capogiro: 5000 euro per una tiratura limitata a 499 pezzi.
Realizzata da Editalia – Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il modellino è stato presentato a Top Marques, il salone del lusso del Principato di Monaco.
L’auto progettata da Le Corbusier
Auto, il capolavoro di Le Corbusier
Negli anni ’30 il grande architetto svizzero, Charles-Edouard Jeanneret, noto come Le Corbusier, si cimentò nel design di un’auto. Nel ’36 ‘realizzò un progetto di vettura “minimalista, a funzione massimizzata”, insieme al cugino, Pierre Jeanneret. I due, come segnala il mensile elvetico, Bilan, parteciparono ad un concorso ma non ebbero fortuna














