Vettel contro Webber Rifarei tutto, il mio compagno non meritava di vincere



vettel melbourne 2013Vettel shock: “Rifarei tutto, Webber non meritava di vincere”

Ok, indipendentemente da come la pensiate sulla questione Vettel/Weeber, sia che siate d’accordo con il nostro Dino Zoff (Seb ha fatto quello che doveva), sia che riteniate che Vettel abbia sbagliato, leggete qua cosa ha sparato, il biodino Kinder tricampione in conferenza stampa, oggi pomeriggio a Shanghai.

Un giornalista gli ha chiesto cosa farebbe adesso – dopo aver chiesto scusa, dopo aver fatto la faccia da vitellino sul podio, dopo essersi cosparso il capo di cenere – se si trovasse nuovamente nella stessa situazione (dietro a Webber con la scuderia che ha dato l’ordine, scemo ma pur sempre un ordine, di tenere le posizioni congelate e di trasformare il resto della gara in un simpatico carosello stile tangenziale). “Sinceramente – ha detto il tedesco – non saprei darti una risposta precisa, perché ogni momento è diverso dagli altri e quel momento potrebbe di certo essere differente. Però – dice dopo una lunga pausa – è probabile che alla fine rifarei la stessa cosa”. Cioè se ne infischierebbe e andrebbe a stappare la sua bottiglia di Mumm.

Resosi conto dell’incredulità scesa istanteamente per la sala, Sebastian ha fatto una lunga pausa. Ma quando ha ripreso il discorso era tutt’altro che intenzionato a ritrattare: “Il punto è che lui non si meritava di vincere. E questo determina in me un certo conflitto: perché da una parte io non sono il tipo da fare sgarbi del genere, non sono uno che non rispetta le regole, ma dall’altra parte Mark non è il tipo che si merita un sacrificio simile. Io da parte sua non ho mai avuto alcun tipo di aiuto. In termini di rapporti con Mark, io lo rispetto molto come pilota, ma penso che in più di un’occasione nel passato avrebbe dovuto aiutare di più il team e non l’ha fatto”.

marco mensurati da repubblica.it

La donna alla guida in Usa che è riuscita a infilzare un iPad nel paraurti …..


ipad donna infilzato paraurtiUSA: incidente in auto con iPad, si incastra nel paraurti ma funziona ancora

Arrivata a casa una donna della Georgia scopre che nel paraurti della sua auto è stato trafitto da un iPad: il tablet è talmente incastrato che per rimuoverlo occorre un martello ma funziona ancora ed è così possibile risalire al proprietario per la restituzione. Un incidente improbabile si trasforma in un test estremo di resistenza

Un piccolo tonfo e niente più: una giovane donna della Georgia in USA scopre un iPad saldamente incastrato nel paraurti della propria automobile ma non sa spiegarsi come il tablet della Mela sia potuto finire in quella posizione. La scoperta è avvenuta solo in un secondo tempo, quando la donna è scesa dall’auto ed ha constatato il danno.

Il tablet era così ben incastrato nel paraurti che per rimuoverlo è stato utilizzato un martello: ancora più sorprendente sapere che iPad funzionava perfettamente ed è stato così possibile individuare il proprietario e il numero di telefono per la restituzione. Il mistero dell’iPad incastrato nel paraurti si è diffuso sottoforma di una originale fotografia dilagata sul web e sulle piattaforme social nelle scorse ore. Il mistero è stato svelato solo successivamente grazie a un reportage video di una emittente TV locale.

Mentre era alla guida la donna, Lexie Crisa di Atlanta, ha avvertito solo un rumore dopo avere visto volare qualche cosa ma non ha notato nulla di strano: la donna ha così proseguito la strada per casa. Una volta passando davanti alla vettura, ha scoperto il mistero: un tablet Apple si era schiantato sul paraurti, provenendo dal tettuccio dell’auto dove l’aveva dimenticato il proprietario.

di Daniele Piccinelli da macitynet.it

Trapattoni testimonial della Fiat in Germania


giovanni-trapattoni- fiat-professionalTrapattoni ambasciatore in Austria e Germania
Wien (Austria) – In Austria e Germania, Giovanni Trapattoni è il volto di Fiat Professional.

Entrambi i mercati sono molto importanti per il brand dei veicoli commerciali del Lingotto: in Germania è al primo posto tra gli importatori di LCV con 35.500 immatricolazioni ed una quota dell’11,8% (che sale al 68% per i camper). Mentre in Austria, il Lingotto parla di “ottimi risultati di vendita”. Nonostante il Trap sia ormai impegnato in Irlanda alla guida della nazionale, in Germania è ancora amato e rispettato: non solo per i suoi 74 anni, ma anche per le sue “sfuriate” in diretta tv nel suo tedesco “ardito”.

Giovanni Trapattoni aveva allenato Bayern Monaco e VFB Stoccarda in Germania e l’RB Salisburgo in Austria. Già ct degli azzurri, Trapattoni incarna il volto “pulito” del calcio, un valore che Fiat Professional incarna grazie al suo primato in fatto marchio più ecologico: di recente anche il Royal Dutch Touring Club ANWB ha premiato Fiat Fiorino e Fiat Ducato per gli eccellenti valori di CO2 (rispettivamente 109 g/km e 179 g/km). Un altro allenatore come il Trap, diretto e schietto nel parlare, Jürgen Klopp (Borussia Dortmund), è ambasciatore di Opel.

 

Video LaFerrari a Fiorano guidata da Alonso con Bertolini due giri piano


«Due giri piano»: una raccomandazione entrata da un orecchio di Fernando Alonso e uscita dall’altro. Sulla pista del Cavallino,a Fiorano, il pilota asturiano ha provato la nuova LaFerrari, ultima supercar della casa di Maranello, e non ha resistito alla tentazione di premere a fondo l’acceleratore. Accanto a lui, divertito, il pilota Gt Andrea Bertolini.

Video Lamborghini Miura che va a fuoco si incendia a Londra


In fiamme la Lamborghini Miura
In fumo mezzo milione di euro

Una delle macchine più belle e costose al mondo, una Lamborghini Miura MV del 1971 prende improvvisamente fuoco nel centro di Londra. L’auto abbandonata in mezzo alla strada dal proprietario saltato giù al volo brucia per diversi minuti prima che arrivino i pompieri. Le cause dell’incendio sono ignote, ma potrebbe essre stato causato da una perdita di combustibile.

da corriere.it

La truffa dell’assicurazione auto nel web A 59,90 euro il pezzo di carta non ha nessun valore


assicurazione_kasko_incidentiAssicurazioni sul web
Low cost, ma è una beffa
IL CASO.Decine di automobilisti vicentini vittime di una “super offerta” da 59,90 euro. Le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme: il pezzo di carta non ha alcun valore. Nel mirino una società con sede negli Usa

VICENZA. Pare un affarone, ma in realtà è una beffa. Per risparmiare su una delle spese più indigeste decine di vicentini sono ricorsi alla rete internet, ma si sono imbattuti in un raggiro. Tanto da dover ricorrere all’aiuto delle associazioni dei consumatori o delle forze dell’ordine per denunciare la truffa e cercare di recuperare i loro quattrini. In molti infatti si sono lasciati convincere da un’«offerta lancio»: una polizza assicurativa per l’auto, di durata annuale, al costo di 59,90 euro.  Un prezzaccio, non c’è che dire, se non fosse che il cedolino che poi si ha in mano è carta straccia.  Nelle ultime settimane decine di vicentini hanno cliccato su un sito: in base all’allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori non sarebbe gratuito come invece fa credere, ma costerebbe, anche solo per una semplice lettura senza la conferma del clic finale, 59,90 euro. Mentre vi sono siti similari effettivamente gratuiti, e servono esclusivamente a orientare gli automobilisti verso la scelta della polizza più conveniente, alcuni indirizzi presentano offerte ingannevoli che puzzano di truffa. Infatti al navigatore, a cui è chiesto di indicare anche la targa dell’automobile, l’indirizzo di casa e il numero di telefono, poco dopo arriva, via e-mail, la fattura di 59,90 euro. A chi non paga subito viene spedita anche una lettera.  Non solo. A chi decide di comprare la polizza, sempre per la stessa cifra, arrivano la fattura e il cedolino. Che non ha alcun valore. Cosa fare dunque? «Non pagare – suggeriscono le associazioni -, esercitare subito il diritto di recesso e avvertire la polizia postale o i carabinieri e mettersi in contatto con le associazioni dei consumatori».  In particolare, alcuni dei siti truffaldini sono riconducibili a una società con due sedi legali, una in Sicilia che rimanda all’altra, negli Stati Uniti. Un aspetto che rende più complessa l’individuazione dei responsabili delle beffe.

Diego Neri da ilgiornaledivicenza.it

Back To Top