Renault Twingo 2014 da 9950 euro


nuova-renault-twingo 2014Nuova Renault Twingo
Si parte da 9.950 euro

Sono stati ufficializzati in queste ore i listini per l’Italia di Nuova Twingo, la city car di Renault che ritrova il suo spirito originario ed originale nello stile della piccola ranocchia che l’ha storicamente contraddistinto.

La terza generazione, completamente rielaborata, punta tutto sull’innovazione, sul divertimento di guida e si presenta come ultra maneggevole. Con la sua espressione simpatica e familiare, si fa notare per i suoi colori vivaci e le innumerevoli personalizzazioni.

Il «nuovo corso» di Twingo sarà proposto in cinque diversi allestimenti con un prezzo di partenza di 9.950 euro chiavi in mano. A questo costo si potrà acquistare la versione 1.0 SCe 70 cavalli nell’allestimento Wave, con lo stesso motore che sarà proposto a 11.550 euro nella versione Live. Più completo ancora l’allestimento Energy. Al top di gamma l’Energy Sport: 14.750 euro.

Nuova Renault Twingo ritrova gli elementi caratterizzanti della storica R5, quali le spalle ben marcate, l’inclinazione del lunotto ed il motore posteriore, ma con un tocco della celebre Twingo I e tutto il Dna Renault. Il frontale riprende i codici della nuova identità di marca Renault, con un logo ben visibile su fondo nero e un frontale «espressivo», con gli ampi proiettori messi in risalto dagli indicatori di direzione e le luci diurne tonde a Led che associano tecnologia e un richiamo alle precedenti generazioni. La vettura, inoltre, guadagna in versatilità proponendo per la prima volta una carrozzeria a cinque porte, senza perdere fluidità grazie alle maniglie posteriori nascoste nei montanti.

Nuova Renault Twingo regala un’agilità sorprendente grazie all’innovativa architettura con motore posteriore. Il miglior raggio di sterzata della categoria con 4,30 metri le consente di parcheggiare in uno spazio ridotto e da una posizione di guida rialzata, a vantaggio di una visibilità anteriore. Grazie al vantaggio delle cinque porte e della modularità assicurata da un pianale di carico totalmente piatto, la piccola di Renault può, ora, comodamente ospitare quattro adulti e – dichiara il costruttore – «è l’unica city-car con una lunghezza di carico record di 2,31 m che le permette di trasportare oggetti ingombranti come una libreria svedese o un contrabbasso, o addirittura un giocatore di pallacanestro dell’Nba sdraiato».

Sono proposte due motorizzazioni benzina tre cilindri, aspirata e turbo, economiche e grintose: l’Energy TCe 90 dal temperamento marcato e già disponibile su Nuova Clio e Captur. Con una potenza di 90 cv e una coppia di 135 Nm, assicura riprese reattive fin dai bassi regimi e un autentico piacere di guida in città e fuori (consumi dichiarati in ciclo misto di 4,3 l/100 km ed emissioni di Co2 di 99 g/km). Poi c’è il propulsore Sce 70: con 70 cv erogati a 6.000 g/min, questo motore aspirato di 999 cm³ di cilindrata si dimostra particolarmente flessibile nell’utilizzo urbano, grazie ad una coppia massima di 91 Nm (circa il 90% disponibile da 1.000 g/min, il che evita un cambio di rapporto troppo frequente e potenzia il comfort di guida). Consumi misti di 4,2 l/100 km ed emissioni di 95 g di Co2/km. Questo motore è proposto con o senza Stop&Start (105 g Co2/km sulla versione senza S&Stop).

Daniele Vaninetti da lastampa.it

Motogp Silverstone Inghilterra pole position di Marc Marquez davanti a Dovizioso


Dovizioso ducati MotoGp, Gp Inghilterra, pole di Marquez, Rossi solo sesto
Dietro il campione del mondo alla decima prima posizione della stagione, volano le Ducati. Secondo tempo per Dovizioso, poi Lorenzo, Espargarò e Pedrosa. Peccato per Iannone che è scivolato nella parte finale delle prove

SILVERSTONE – Marc Marquez non perdona: sua la pole del Gp d’Inghilterra, (decima della stagione…) con l’ennesimo tempo record, inavvicinabile per tutti. Ma se il giovane campione del mondo resta imprendibile – oltre alle prove ufficiali ha dominato anche tutte le libere – va detto che gli altri si avvicinano. E per “gli altri” intendiamo tutti i piloti della Yamaha e della Ducati che soprattutto in prova rendono sempre più difficile la vita a Marquez.

Secondo si è infatti piazzato Dovizioso (peccato per Iannone che stava andando fortissimo, ma è scivolato proprio alla fine delle qualifiche), che si è portato a casa la terza prima fila di seguito.  Poi al terzo posto si è piazzato Lorenzo, Espargaro e Pedrosa. Rossi? Solo sesto, domani dovrà inseguire, ma dalla seconda fila le rimonte non sono certo impossibili.

“Gara dopo gara ci stiamo avvicinando ai top rider – ha spiegato Dovizioso – e questo non solo nelle prove, ma anche per quanto riguarda il passo di gara. Domani possiamo fare una bella gara, anche se guidare qui è piuttosto complicato, ci sono tante buche e rischi di cadere sempre”. A proposito di cadute: “Mi dispiace – spiega Iannone – stavo proprio facendo un bel giro, ma non sono riuscito a finirlo… Sono comunque contento perché la messa a punto per domani sembra perfetta”. Vedremo.

GRIGLIA DI PARTENZA
1 MARQUEZ M. Repsol Honda Team 2:00.829
2 DOVIZIOSO A. Ducati Team +0.311
3 LORENZO J. Movistar Yamaha MotoGP +0.346
4 ESPARGARO A. NGM Forward Racing +0.619
5 PEDROSA D. Repsol Honda Team +0.635
6 ROSSI V. Movistar Yamaha MotoGP +0.721
7 SMITH B. Monster Yamaha Tech 3 +0.764
8 ESPARGARO P. Monster Yamaha Tech 3 +0.918
9 BRADL S. LCR Honda MotoGP +1.144
10 IANNONE A. Pramac Racing +1.235
11 REDDING S. GO&FUN Honda Gresini +1.287
12 BAUTISTA A. GO&FUN Honda Gresini +2.789

di VINCENZO BORGOMEO da repubblica.it

Fiat Chrysler avanti con la fusione soglia di recesso non superata


marchionne 2013Fiat, soglia di recesso non superata: avanti fusione con Chrysler
Il Lingotto ha annunciato che l’esposizione complessiva non supererà i 500 milioni di euro

Scongiurato il timore che molti azionisti esercitassero il diritto di “recesso”, dopo il progetto di fusione con Chrysler approvato a inizio agosto, la fuzione con Fiat può andare avanti.

Il Lingotto aveva messo a 500 milioni di euro il limite spendibile per ripagare gli azionisti che avessero chiesto il recesso. Se il tetto fosse stato sfondato, una clausola avrebbe decretato lo stop alla fusione e al trasferimento della sede legale in Olanda.

Anche se i dati ufficiali sono attesi per il 4 settembre, comunicazioni e certificazioni ricevute finora hanno fatto annunciare a Fiat che il limite non è stato toccato. “Anche se tutte le comunicazioni e conferme da abbinare fossero abbiante”, ha detto il Lingotto, l’esposizione complessiva non raggiungerebbe i 500 milioni di euro.

Franco Grilli  da ilgiornale.it

Volvo XC90 2014 tornano gli svedesi


Volvo Xc 90 2015 05Volvo oggi ufficialmente ha presentato la nuova XC90, una parte fondamentale del progetto della casa automobilistica per  raddoppiare le vendite di veicoli annui a 800.000 veicoli entro il 2020.

La SUV ammiraglia ha un nuovo design, nuove tecnologie di sicurezza, più motori dai consumi ridotti e interni premium rispetto alla macchina corrente, il tutto confezionato su una nuova piattaforma flessibile. E ‘la prima vettura sviluppata da Volvo dopo essere stata venduta a Geely da Ford

Volvo inizierà le consegne della XC90 nei mercati globali, tra cui l’Europa e gli Stati Uniti all’inizio del prossimo anno. Il SUV  debutterà   al salone dell’auto di Parigi nel mese di ottobre.

Volvo punta molto  sulla XC90 di seconda generazione, che dal 2002 non era stato rivisto .

“Questo è uno dei giorni più importanti della nostra storia. Non stiamo solo lanciando una macchina, ma rilanciando il nostro marchio. La giornata di oggi segna una nuova era per la nostra azienda”, ha dichiarato il CEO di Volvo Hakan Samuelsson. “La XC90 apre la strada per un portafoglio di nuove emozionanti vetture a venire nei prossimi anni. ”

Volvo ha trascorso tre anni per sviluppare la XC90 come parte di un investimento di 11 miliardi in nuovi veicoli e in fabbriche. La XC90 formalmente recide i legami di Volvo con l’ex controllante Ford; non ci sono parti o componenti sulla nuova XC90 presi a prestito o condivisi con Ford.

La nuova XC90 è parte di una strategia per sviluppare auto più attraenti e per colmare il divario di vendite con le BMW, le Audi e le Mercedes-Benz. Dopo aver venduto 427.840 vetture l’anno scorso, Volvo prevede una crescita di quasi il 10 per cento nel 2014 Piuttosto che inseguire una politica di bassi salari, Volvo manterrà gli investimenti in ingegneri  e continuarà a costruire la XC90 nella città natale svedese di Göteborg.

Nuovo design esterno e interno

La XC90 introduce un nuovo modello di progettazione per Volvo ed è il primo veicolo che utilizzerà la nuova architettura scalabile di prodotto. La nuova architettura sarà alla base di tutti i futuri modelli Volvo ad eccezione di una nuova generazione di utilitarie che sarà  co-sviluppata con Geely.

SPA ha permesso all’azienda di migliorare lo spazio interno e creare un veicolo con il “comfort di una vettura molto più piccola e più bassa,” ha dichiarato Peter Mertens, Senior Vice President di ricerca e sviluppo per Volvo.

La nuova XC90   aggiorna anche  “marchio di ferro” di Volvo – la famosa freccia con una barra diagonale attraverso la griglia che è stata il volto di modelli Volvo per anni. I fari sono decorati con una sorprendente T orizzontale – per Hammer del Nordic Thor , è un cenno alle radici scandinave di Volvo – che sarà caratteristica  visibile su tutti i futuri modelli Volvo.

La XC90 ha anche un cappuccio più lungo, le spalle più nitide e un corpo più muscoloso rispetto alla forma corrente del veicolo. Ha anche nuove luci posteriori.

“L’impressione generale ha un forte legame con gli elementi chiave dello stile di vita svedese: ampio spazio, celebrazione della luce e concentrazione sul benessere”, ha detto Thomas Ingenlath, senior vice president di Volvo design.

Volvo ha detto che la XC90 ha l’interno “più lussuoso”con un layout moderno e ordinato. Un tavolo touchscreen nella consolle centrale controlla le funzioni del veicolo, l’intrattenimento e le comunicazioni.

Il sistema non ha pulsanti e “rappresenta un modo completamente nuovo per i conducenti di  controllare la loro auto e accedere a una gamma di prodotti e servizi basati su Internet”, ha detto la società.

Materiali interni sono in pelle, legno e una leva del cambio in vetro cristallo fatto da Orrefors, il famoso vetraio svedese, e   diamante per il pulsante di avvio / arresto e regolazione del volume.

Elio, il triciclo americano low cost che fa 36 km con un litro


Elio triciclo Usa 01L’IDEA DI UNA START UP AMERICANA
Elio, il triciclo «low cost»
che fa 36 km con un litro
È grande come una Vw Polo ma consuma pochissimo ed è piena di tecnologia
La vettura pronta a sbarcare in America a un prezzo di 5.100 euro

Il futuro della mobilità urbana è nei bassi consumi. Persino gli Stati Uniti se ne sono accorti e dopo il rinnovato interesse per l’elettrico ora tentano l’affondo con Elio, un triciclo a due posti non proprio piccolissimo per i nostri standard ma che ha numeri degni di attenzione: permette infatti di percorrere 36 chilometri con un litro e e promette di costare pochissimo, 6.800 dollari, ovvero 5.100 euro.

La lunghezza di quattro metri per 2,7 di larghezza e 1,3 metri di altezza – come una Clio o una Polo- mentre all’interno c’è abbastanza spazio per ospitare due posti in linea, con il guidatore posizionato al centro della vettura e il passeggero subito dietro.L’estetica è futuristica e scanzonata, con una sola portiera sul lato sinistro e colori accesi che vanno dall’arancio metallizzato al blu elettrico passando per il verde limone e il rosso acceso. Chiaramente non mancano scelte più comuni come il nero, il bianco e il grigio. Sotto il cofano invece troviamo un tre cilindri a benzina da 900 cm3 e 55 cavalli capace di portare la vettura fino a 160 chilometri orari con lo 0-100 in 9,6 secondi. Abbastanza insomma per divertirsi senza spendere una fortuna. Il cambio può essere manuale a 5 marce o automatico, e nonostante il prezzo, Elio offre optional tipici delle comune citycar come l’ABS, gli airbag frontali e laterali e la radio.
In vendita dall’autunno
Costruita da una startup di Phoenix, in Arizona, questo triciclo è una vecchia presenza di fiere ed eventi dedicati all’automobilismo ma ora sembra arrivato il momento della svolta. Come annunciato dalla Casa madre, la vettura arriverà negli Stati Uniti in autunno e l’obiettivo è arrivare a produrre 250 mila auto entro il 2016, una cifra enorme se si pensa che equivale alle Mazda vendute sul suolo americano. Seguendo la strategia inaugurata da Tesla, il triciclo sarà venduto solo in punti vendita dedicati. L’arrivo in Europa invece sembra più difficile.

di Alessio Lana da corriere.it

La Red Bull è tornata, la Ferrari no dopo Spa


red bull f1 2014 jerezLa Red Bull è tornata, la Ferrari no

Il punto tecnico: il segreto della vittoria nel Gp del Belgio è l’aerodinamica. Che rimane il punto debole della Rossa
Il Gp del Belgio è stato vinto da Daniel Ricciardo, l’unico quest’anno ad aver spezzato il monopolio Rosberg-Hamilton. Che cosa manca alla Ferrari che la Red Bull possiede? Ecco le risposte nel Punto tecnico di Paolo Filisetti.

Può sembrare strano che nel titolo si faccia riferimento alla Red Bull piuttosto che alla Mercedes, ma in realtà per poter evidenziare meglio le carenze della monoposto made in Maranello è d’uopo partire da un termine di paragone che più facilmente possa accomunare, almeno su un punto, la F14T alla RB10.

Ci riferiamo ovviamente al propulsore, anzi alla Power unit come si usa dire quest’anno. Quella della Renault è stata nell’occhio del ciclone sin dai test pre-stagionali, dove aveva dimostrato una carenza di affidabilità incredibile, abbinata anche a prestazioni tutt’altro che ragguardevoli. Ebbene lo 059/3 nato con la priorità assoluta di garantire l’affidabilità, nel corso della stagione si è dimostrato subito poco potente, sebbene, a parziale consolazione, appunto dotato di una affidabilità granitica.

Ora, è onestamente difficile utilizzare una sorta di bilancino da farmacista per soppesare e paragonare le prestazioni della P.U. Renault e quella Ferrari, ma indubbiamente entrambe sono meno performanti rispetto a quella della Mercedes. Potrebbe dunque non essere avventato mettere entrambi i propulsori sullo stesso piano prestazionale. Partendo da questo presupposto, risulta estremamente semplice confrontare le due monoposto. Per quanto riguarda la dinamica del veicolo appare evidente l’impostazione profondamente diversa tra la RB10 e la F14T, a partire dalla sospensione anteriore, nello schema pull rod sulla Ferrari, unica ad adottare tale soluzione. Questo layout fu preferito dai tecnici di Maranello, per le positive implicazioni aerodinamiche in termini di gestione dei flussi d’aria nella parte anteriore della vettura. Di fatto, si è dimostrata, anzi oseremmo dire confermata, visto il suo utilizzo già nel 2013, una soluzione che non garantisce aderenza meccanica all’avantreno e precisione di inserimento in curva.

La latitanza di questi due elementi, ulteriormente peggiorata, da una cronica mancanza di carico generato dal corpo vettura, ha costituito uno dei maggiori problemi per Kimi Raikkonen. E’ infatti piuttosto intuitivo dedurre che se la F14T fosse dotata di un’efficienza e capacità di generare carico con il corpo vettura, analogamente a quanto mostrato dalla Red Bull, molto probabilmente, la necessità di adottare un set up carico, che privilegiava la guidabilità e precisione in curva, e si era dimostrato pagante in qualifica, non vi sarebbe stata. Anzi, proprio seguendo la strategia di Red Bull, sarebbe stato possibile adottare un assetto molto più scarico a favore delle velocità di punta, vero tallone di Achille della F14T su questa pista.

In sostanza si può tranquillamente sostenere, non per prendere le difese dell’epurato Luca Marmorini, ex responsabile motori della Rossa, che i limiti maggiori della monoposto di quest’anno risiedono non esclusivamente, e neppure principalmente, nella power unit, bensì nell’aerodinamica. La RB10, infatti ha ampiamente dimostrato che, sebbene la P.U. della Renault abbia dei limiti evidentissimi, nonostante i profondi miglioramenti evidenziati nel corso della stagione, la monoposto progettata da Newey sotto il profilo telaistico ed aerodinamico può essere definita la migliore in campo, a dispetto della supremazia dimostrata dalla Mercedes.

Per la Ferrari, comunque le carenze non riguardano solo, l’elemento tecnico progettuale per intenderci, ma anche procedurale. Marco Mattiacci infatti sta cercando di instillare nella squadra nuovi processi decisionali, nuove metodologie, procedure da consolidare per ridurre al minimo la possibilità di errori o disattenzioni, analoghi a quanto accaduto qui con Alonso poco prima dello start. Un’organizzazione dunque più alla tedesca, verrebbe da dire (o anglo tedesca) dove l’evento casuale sia ridotto fortemente come incidenza sull’economia dei risultati in pista. Per raggiungere questo scopo, sembra che la struttura del muretto subirà cambiamenti rilevanti in vista della prossima stagione, e che James Allison stia cercando di portare a Maranello un suo collega del recente passato in Lotus.

Stefano Mancini da lastampa.it

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