FIat 500 nella Top Ten europea dei modelli più venduti stilata da Jato Dynamics


Jato DynamicsIn febbraio Fiat Panda, in marzo Fiat 500. Per due mesi consecutivi un modello italiano compare nella Top Ten europea dei modelli più venduti stilata da Jato Dynamics (non accadeva da anni). Che riserva alla “forte crescita” della piccola italiana (e di Opel/VAuxhall Astra, +8% nel mese ma -10,3% del trimestre) il titolo del proprio comunicato. Le immatricolazioni sono salite del 23,4% rispetto al marzo del 2013 (quasi 22.000). Da inizio anno ne sono stati venduti 46.572 esemplari (+19,5%). Nella Top Ten è il modello le cui vendite sono aumentate di più, perfino più della incontrastata regina VW Golf (+15,3% nel trimestre e +14,1% in marzo). Jato precisa che la domanda è stata particolarmente elevata in Francia, Germania, Gran Bretagna e, naturalmente, Italia.

In marzo, alle spalle di Golf ci sono Ford Fiesta (+6,9%) e Opel/Vauxhall Corsa (-0,1%) seguite da Renault Clio (+2,8%), Ford Focus (+6,2%) e VW Polo (+8%). Da inizio anno dietro Golf e Fiesta (+10,1%) ci sono Renault Clio e Polo (che era terza anche un anno fa, ma con un significativo calo). Fuori dalle prime dieci, altri modelli sono andati bene nel primo trimestre 2014, fra questi Jato segnala la nuova Citroën C4.

In Teoria dal 30 Aprile si potrà fare il pieno Self Service anche di Gpl e Metano


auto_metano_gpl_incentiviGPL e metano al self service. Dal 30 aprile si potrà, dopo che il 31 marzo il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e quello dell’Interno Angelino Alfano hanno firmato due decreti (uno per il GPL e uno per il gas naturale) ad hoc, che entraranno in vigore, appunto, a fine mese.
Fin qui, la buona notizia. Peccato che le cose siano – come sempre in Italia – complicate dalla burocrazia. I due decreti impongono infatti quanto segue: “E’ consentito il rifornimento self-service in aree di servizio non presidiate a condizione che siano osservati i seguenti punti: gli impianti siano dotati di videosorveglianza, con registrazione delle immagini in conformità alla normativa vigente, che consenta la visione dell’apparecchio di distribuzione e della zona di rifornimento dei veicoli; gli utenti siano stati preventivamente autorizzati da parte di soggetti abilitati mediante l’attivazione di apposita scheda a riconoscimento elettronico rilasciata dai gestori o da altri soggetti che ne hanno titolo. Inoltre, nell’area di servizio ci deve essere adeguata istruzione (con cartellonistica) del proprietario del veicolo sulle modalità di effettuazione del rifornimento self-service e dei rischi connessi, nonché delle avvertenze, limitazioni, divieti e comportamento da tenere in caso di emergenza”.
In sostanza, il testo del decreto prevede che a rilasciare la tessera all’automobilista sia il titolare o il gestore dell’impianto, una volta verificata l’idoneità del veicolo e dei serbatoi. Non solo: la tessera avrà un costo, per quanto (presumibilmente) ridotto. Il problema, piuttosto, è di natura pratica: la tessera non avrà valore in tutti i distributori, ma solo all’interno di aree appartenenti allo stesso proprietario o alla stessa compagnia petrolifera.
In conclusione, sarà ben difficile che il 30 aprile i distributori italiani di metano abilitino la funzione self-service, visto che vanno calcolati gli inevitabili tempi tecnici per l’ordine e il montaggio delle attrezzature di cui sopra e che magari il cliente finale (specialmente se viaggia molto) potrebbe non trovare conveniente spendere soldi per una tessera valida solo in un’area di servizio.

Peugeot 308 SW test drive prova su strada


Peugeot 308 sw station wagon 02  Più spazio e più personalità: il tutto conservando le altre doti che hanno permesso alla Peugeot 308 di conquistare il premio di Auto dell’Anno 2014. La versione station wagon SW costa 800 euro in più (a parità di motore e allestimento) della compatta da cui deriva ma in cambio offre molta più versatilità.

I 33 cm in più di lunghezza (da 4,25 a 4,58 metri), uniti ad un passo aumentato di 11 cm, hanno consentito di ricavare più “aria” per le gambe dei passeggeri posteriori (complice anche l’arretramento di 3 cm del divano) e un bagagliaio (610 litri che diventano 1.660 quando si abbattono i sedili dietro) ulteriormente più ampio.

Modifiche che non hanno cambiato più di tanto l’ottimo comportamento stradale della Peugeot 308 SW: la familiare compatta transalpina è sempre estremamente agile nelle curve e il piacere di guida è garantito anche da uno sterzo sensibile (unito ad un volante piccolo molto piacevole da maneggiare) e da un impianto frenante mai deludente.

Molto interessante anche il nuovo motore 1.2 e-THP (turbo benzina) a tre cilindri da 131 CV della nostra prova su strada: può vantare una coppia notevole (230 Nm), rispetta già le normative Euro 6 ed è decisamente elastico. L’unica nota negativa (ma si tratta di sottigliezze) riguarda la rapportatura lunga del cambio, che penalizza – ma non troppo – la ripresa prvilegiando i consumi: 5,0 l/100 km dichiarati, mai sopra i 6,5 rilevati adottando uno stile di guida tutt’altro che tranquillo.

Le ottime qualità dinamiche rischiano di oscurare un altro grande punto di forza della Peugeot 308 SW: il comfort. Le sospensioni, pur non essendo troppo soffici, assorbono efficacemente ogni sconnessione dell’asfalto, l’abitacolo è ben insonorizzato e ottimamente rifinito e la particolare posizione di guida – contraddistinta dalla strumentazione alta e da un ampio touchscreen da 9,7” che racchiude buona parte dei comandi – si rivela azzeccata una volta presa confidenza.

La Peugeot 308 SW 1.2 e-THP da noi provata costa 23.600 euro nell’allestimento più ricco Allure, che comprende – tra le altre cose – cerchi in lega da 17”, fendinebbia, navigatore satellitare, retrovisori ripiegabili e rilevatore di ostacoli anteriore. A luglio debutterà, per chi non può rinunciare al diesel, l’ottimo 1.6 BlueHDi Euro 6 da 120 CV: vivace già ai bassi regimi e in grado di dichiarare emissioni di CO2 bassissime: 85 g/km.

Volkswagen Golf R 400


volkswagen golf r 400 conceptUna Golf da 400 cavalli. Volkswagen presenta al Motor Show di Pechino il concept di VW Golf R 400. L’assetto sembra estremamente ribassato, quasi come una Scirocco, ma poco importa perché è solo un bozzetto. Il modello dovrebbe celebrare i 40 anni dal lancio della best seller tedesca anche se si tratta di una vettura da esposizione per presentare le potenzialità sportive di Golf: “Al momento non esistono piani per uno sviluppo di un modello di serie”, chiarisce il costruttore. Golf R 400 monta cerchi in lega da 19” ed è di 4 centimetri più larga rispetto al modello dal quale deriva.

Qualche richiamo estetico ricorda la Golf Rally G60. Sotto il cofano c’è il 2.0 litri benzina TSI naturalmente rivisitato: la potenza passa da 300 a 400 CV e la coppia da 380 a 450 Nm. La trasmissione è DSG a doppia frizione a 6 marce con sistema di trazione integrale permanente. È accreditata di uno spunto da 0 a 100 in 3,9 secondi con una velocità di punta di 280 chilometri all’ora. Volkswagen aveva già azzardato una versione ancora più esplosiva, con una Golf GTI molto aerodinamica da 4,253 metri di lunghezza equipaggiata con un V6 TFSI biturbo da 2 litri da 503 CV (560 Nm di coppia massima) accreditata della stessa accelerazione – 3,9 secondi – ma con una velocità massima di 300. E nelle scorse settimane una GTI “diversa” stava girando al Nürburgring.

Marco Mensurati intervista a Briatore perchè non sei venuto tu in Ferrari dopo Domenicali ?


briatore 2011 Briatore: “Capire di F1 non serve, io vendevo magliette,   Mattiacci   auto”

SHANGHAI – FLAVIO Briatore, si dice che Alonso per il dopo- Domenicali abbia provato a spingere per il suo nome.
“Io faccio un altro lavoro”.

Si dice anche che Mattiacci troverà molte difficoltà perché la F1 l’ha vista solo in tv. Proprio come lei quando arrivò in Benetton.
“Io vendevo magliette per la Benetton in America, lui macchine per la Ferrari, sempre in America. Ma i punti in comune finiscono qui”.

Non ci si rivede?
“Io sono andato a lavorare per il team Benetton. Lui per la scuderia Ferrari. Direi che sono due cose molto diverse “.

L’essere a digiuno di F1 non è stato un problema?
“Un team di F1 è un’azienda. Crea un prodotto che deve competere con altri prodotti. E il tuo ruolo è quello di assembleare un gruppo di gente, cercando di mettere ciascuno nelle condizioni di dare il massimo”.

E capirci di queste cose non sarebbe meglio?
“Non serve. Arrigo Sacchi diceva che non devi essere stato un cavallo per fare il fantino. Io dico che puoi anche spendere un milione di dollari con la carta di credito, ma non per questo sei capace di fare l’ad dell’American Express”.

Meglio quella di Sacchi.
“Ma poi, anche volendo, non esiste nessun manager che abbia tutte quelle competenze specifiche. Spesso non ci capiscono niente nemmeno gli ingegneri. Guardate cosa sta succedendo con i motori! Quel che serve è solo la capacità di far lavorare insieme la gente e di farla rendere al massimo”.

I tecnici sono davvero brutte bestie…
“Pensano di essere i migliori, e invece fanno su e giù, hanno i periodi. E da questo punto di vista la Ferrari è svantaggiata. La Formula 1 è uno sport inglese, e le principali fabbriche stanno tutte lì, nel giro di un chilometro. Se vuoi un ingegnere nuovo devi convincere a cambiare casa lui, la moglie e il figlio “.

Ci sono leggende sul suo primo giorno in F1.
“Ad esempio?”.

Vide tutti i manager inglesi fare la fila per passare dentro a una porticina. Lei invece entrò per il cancello spalancato lì a fianco, e capì che li avrebbe fregati tutti.
(Ride) “È vero che telefonai a Benetton e gli dissi che doveva investire un sacco di soldi”.

Dove ha sbagliato Domenicali?
“È un grande manager, che lavora 20 ore al giorno. Ha fatto un percorso straordinario, ci ha messo l’anima. Ma tutto ha una fine. E lui si è assunto le sue responsabilità”.

Non pensa che dietro di lui si siano nascosti gli errori di tutti, sia dei superiori, sia dei sottoposti.
“Penso che lui aveva la responsabilità di quel gruppo”.

Consigli a Mattiacci?
“Se è bravo come dicono saprà cosa fare. Il budget ce l’ha, gli uomini anche. Luca (Montezemolo, ndr) ha sempre messo a disposizione grandi risorse per il team”.

marco mensurati da repubblica.it

La Ferrari si arrende gap non recuperabile pensiamo al 2015


pat-fry-ferrariF1, la Ferrari già si arrende: “Pensiamo al 2015″
Il team di Maranello ammette il gap tecnologico con la Mercedes e punta al risultato minimo: “Cerchiamo di fare un campionato dignitoso”. Ma si teme una stagione fallimentare. Intanto Alonso nega le tensioni interne: “Tra noi zero problemi”

PECHINO – Nemmeno il tempo di sedersi alla sua nuova scrivania a Maranello, che per il nuovo team principal Marco Mattiacci è già tempo dei primi verdetti della pista. Da venerdì a Shanghai ricominceranno a girare i motori e la Ferrari, dopo una settimana infernale, dovrà tornare a fare i conti con la realtà che, paradossalmente, è ancora peggiore di quello che può sembrare. Il lungo rettilineo del circuito cinese (sul quale i motori Mercedes rischiano di fare polpette di quelli Ferrari) incombe simbolicamente sul morale della truppa rossa, ridotta a fare dichiarazioni agghiaccianti come quella di Pat Fry, responsabile del telaio tra gli uomini chiave del fallimento, che indica come “obbiettivo stagionale” quello di “riuscire a diventare la seconda forza”. Insomma, ormai è chiaro, la Ferrari sta per abbandonare agonisticamente il mondiale 2014 per manifesta inferiorità tecnica, nella speranza di poter fare qualcosa di buono nel prossimo. Una mossa che in Formula 1 fanno, di solito però a metà stagione, i team che hanno sbagliato tutto. Interrompono lo sviluppo della macchina per non disperdere inutilmente energie e ripresentarsi, carichi e competitivi al mondiale successivo. Una manovra di solito rischiosa, eppure inevitabile anche se molto costosa sul piano dell’immagine. Il dramma della Ferrari è che l’aveva già fatta lo scorso anno. Di fronte agli schiaffoni della Red Bull si arrese con largo anticipo per concentrarsi su questa stagione. Dalla quale ora si ritira già alla terza gara.

CAMPIONATO DIGNITOSO – “L’obbiettivo – spiegano ancora quelli di Maranello con il morale sotto le scarpe  – è fare il campionato più dignitoso possibile di qui alla fine, recuperare un po’ di potenza dal motore e cercare di arrivare al più presto dietro le Mercedes”. Che è un modo elegante per dire che al momento davanti, prima dei tedeschi, ci sta mezza F1: Red Bull Renault, McLaren, Williams e Force India. Una situazione incredibile, insomma, della quale si è fatto carico ben oltre le proprie responsabilità Stefano Domenicali che ieri da casa ha dovuto ascoltare il suo ex presidente dire che adesso ci mette la faccia e starà vicino alla Ferrari. Come se prima si fosse occupato di altro. “Sappiamo cosa fare, lo faremo”, ripete intanto, come un mantra ben augurante, Kimi Raikkonen che davvero tutto si aspettava lo scorso anno fuorché trovarsi in una situazione del genere dopo nemmeno un mese dal via del mondiale. A proposito di Raikkonen c’è da registrare il discorso distensivo affidato da Fernando Alonso alla Cnn: “Le cose tra di noi vanno bene, è chiaro che arrivare prima del tuo compagno di squadra, per un pilota, è importante. Ma tra di noi ci sono zero problemi”.

MARCO MENSURATI da repubblica.it

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