Motogp Test di Jerez sempre Valentino Rossi il più veloce



Valentino Rossi 46 prove libere Yamaha Motogp 2013MotoGP – Valentino Rossi chiude i test davanti a Lorenzo
La sessione invernale di test della MotoGp si chiude con il fuoriclasse di Tavullia (2°) che per il secondo giorno di fila precede Lorenzo ed è la Yamaha ufficiale più veloce in pista. Il Dottore però non è il pilota più veloce in pista perché Crutchlow fa regitstrare il miglior crono in 1’39″511, quinto Marquez dietro a Lorenzo mentre Iannone è la migliore Ducati in pista

Tutti quelli che pensavano che il primo tempo fatto registrare da Valentino Rossi domenica ad Jerez fosse solamente una splendida eccezione sono stati smentiti. Il Dottore c’è e chiude a sorpresa i test invernali davanti al compagno di squadra Jorge Lorenzo. In grado di precedere il fuoriclasse di Tavullia solamente di Cal Crutchlow, grande sorpresa di questa ultima giornata capace di stampare il miglior tempo in 1’39”511.
Rossi; che è sceso in pista come Lorenzo, Marquez e tutti i big attorno alle ore 16 quando la pista si è asciugata dopo l’acquazzone mattutino; non è riuscito ad abbassare il tempo fatto segnare ieri dal nove volte campione del mondo fermo a 1’39” 735 (1’39”525) a due decimi da Lorenzo che prende quasi sei decimi di ritardo nei confronti di Crutchlow.
La migliore Honda in pista è quella di Bradl che ha concluso il terzo tempo a 464 millesimi da Crutchlow mentre Marquez ha fatto segnare il quinto tempo (1.40.130) proprio davanti ad Andrea Iannone, migliore Ducati in pista e in grado di precedere la coppia di pilota ufficiale formata da Nicky Hayden e Andrea Dovizioso. Ha abbandonato il circuito senza scendere in pista Dani Pedrosa, già soddisfatto del lavoro svolto nei precedenti giorni e che è già concentrato ed ottimista per il primo appuntamento della stagione a Qatar.

da eurosport

Dopo dieci anni tornano a crescere i furti d’auto


furto-autoFurti d’auto in crescita nel 2012, maglia nera a Campania e Lazio

Roma è in testa fra le città più colpite, mentre le auto preferite dai ladri restano quelle del Gruppo Fiat
Furti 2013
I numeri purtroppo non lasciano molti dubbi. Erano almeno 10 anni che i furti d’auto avevano subito un calo progressivo grazie a sistemi sempre più moderni ed efficienti, in grado se non di sconfiggere per lo meno di ridurre significativamente il fenomeno. Ma nel 2012 il numero dei furti è tornato a crescere (+1,84%), con una contestuale diminuzione dei recuperi di auto rubate. Lo scorso anno solo 49.572 delle 115.451 vetture sottratte in modo criminale sono state restituite ai legittimi proprietari, pari al 43% (erano il 45% nel 2011 e il 47% nel 2010). Di quasi 66mila veicoli si sono perse le tracce.

A parlare è il “Dossier annuale sui Furti d’Auto 2012” elaborato da LoJack Italia, azienda leader nel rilevamento e recupero di beni rubati, che raccoglie e analizza i dati forniti dal Ministero dell’Interno. E a proposito dunque di numeri, basti pensare che le vetture rubate ogni giorno sono 316 vetture, ben 6 in più del 2011, più di 13 ogni ora e una ogni 5 minuti.

E a ciò va aggiunto che dai circa 130mila veicoli ritrovati del 1990 si è passati ai 123mila del 2000, fino ai 58mila del 2010 e ai 51mila del 2011 (- 24,48% nel raffronto 2011/2009), per giungere al minimo storico dei 49mila registrati lo scorso anno. In un anno, cioè dal 2011 al 2012, i veicoli spariti nel nulla sono cresciuti di 3.853 unità (da 62.026

a 65.879), anche a causa dei sistemi sempre più sofisticati e tecnologici di cui si avvalgono i “topi d’auto” e della crescente capacità da parte delle organizzazioni criminali di creare network efficaci di commercio internazionale in grado di movimentare rapidamente sull’intero territorio europeo centinaia di migliaia di automobili.

“L’inversione di tendenza registrata lo scorso anno con l’aumento dei furti”, osserva Maurizio Iperti, Amministratore Delegato di LoJack Italia, “conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, la rilevanza di un fenomeno sociale che vede l’Italia da sempre ai primi posti a livello europeo, insieme a Regno Unito e Francia. Gran parte dei furti di veicoli è perpetrato oggi da bande organizzate, che hanno strutturato reti internazionali per trasportare i beni rubati e che utilizzano metodi simili in tutta Europa, tra i quali sono sempre più diffusi i dispositivi ad alta tecnologia”.
“Questo scenario, come testimoniato anche dai dati di questo Dossier, rende sempre più ardua l’opera di recupero dei veicoli sprovvisti di sistemi di antifurto ‘intelligenti’ in grado di localizzarli. Nonostante questo preoccupante trend, anche lo scorso anno, grazie alla nostra unica tecnologia in radio frequenza e alla sinergia strategica con le Forze dell’Ordine, siamo riusciti a garantire il recupero del 90% dei veicoli rubati (equipaggiati con i nostri dispositivi) nelle 48 ore successive al crimine e di supportare efficacemente l’attività investigativa di Polizia e Carabinieri”.

L’analisi regionale dei furti di auto nel 2012 ben riflette il dato nazionale in crescita (+1,84%); complessivamente sono 13 le Regioni in cui si evidenzia l’aumento del fenomeno criminale, mentre in 7 è possibile riscontrare una leggera contrazione.
Tra le Regioni colpite in modo significativo dalla piaga dei furti, aumenti rilevanti si mostrano in Campania (+6,70%), Calabria (+26,25%), Abruzzo (+9,10%), Sicilia (+4,56%) e Toscana (+4,40%); tra quelle, invece, su cui nel 2012 la morsa criminale si è attenuata figurano Liguria (-2,42%), Puglia (-5,17%), Sardegna (-2,90%) e Piemonte (-4,71%).

Conferma e consolida, rispetto al 2011, il primato di terra “felix per i topi d’auto” la Campania (22.350 episodi), che lo scorso anno ha subito 1.404 episodi di furto in più rispetto all’anno precedente. Si tratta della maggiore crescita in termini assoluti a livello nazionale. In questa poco virtuosa classifica, la Regione con maggiore densità abitativa del Paese è seguita da Lazio (20.663 furti), Sicilia (16.453), Lombardia (16.017) e Puglia (14.981).

Senza contare che il dato campano in particolare ma anche quello della regione Puglia, non tengono conto del sommerso, ovvero della diffusa pratica illegale, un’estorsione, che prevede il pagamento di un riscatto da parte di chi ha subito il furto per riottenere la propria auto: il cosiddetto “cavallo di ritorno”.

Guardando alla distribuzione regionale dei dati, emerge con chiarezza una disomogenea dislocazione del fenomeno furti, fortemente concentrato in alcune aree geografiche all’interno delle quali il tradizionale radicamento delle organizzazioni malavitose e/o la penetrazione delle attività industriali e di business del Paese sono polarizzate.
Scendendo nel dettaglio delle province, il primato della Campania lascia invece spazio a quello di Roma Capitale che nel 2012 è stata sede logistica di 18.951 furti (nel 2011 erano 19.225), seguita da Napoli con 17.155 episodi (15.513 nel 2011), Milano con 9.815 (11.222 l’anno precedente), Catania con 8.720 (8.582 nel 2011), Bari con 5.690 (in calo rispetto agli 8.725 del 2011), Torino con 5.427 (5.664 l’anno precedente) e Palermo con 4.699 (4.220 nel 2011).

La leadership della “città eterna” si conferma anche se si guarda al numero delle auto rubate e non recuperate, 14.115 contro le 11.182 di Napoli. In quasi tutte queste province, comunque, le possibilità, in percentuale, di riavere l’auto sottratta è ben al di sotto della media nazionale. A Roma, addirittura, solo un’auto rubata su 4 viene recuperata (26%, in calo rispetto al 29% del 2011 e al 31% del 2010), mentre a Napoli 1 su 3.
Le province più colpite evidenziano trend altalenanti nel raffronto con il precedente anno: pressoché stabili Roma (-1%) e Catania (+2%), in leggera contrazione Torino (-4%); presentano preoccupanti evoluzioni Napoli, che con il +10% sul 2011 (da 15.513 a 17.155) traina la crescita del fenomeno nell’intera regione Campania, e Palermo che raggiunge la significativa market share dell’8% dell’intero quantitativo dei furti.
Notizie positive arrivano invece da Milano e Bari che mostrano le più rilevanti percentuali di riduzione delle sottrazioni dolose, rispettivamente -13% e -35%.
Sommando i valori percentuali dei furti registrati in questi 7 centri, si raggiunge il 66% del totale nazionale, a dimostrazione di come una buona fetta di questo business criminale ruoti ancora attorno ai centri metropolitani. La palma della “provincia meno colpita” va, ex aequo, a Belluno e Aosta dove lo scorso anno si sono registrati solo 26 furti in 365 giorni. A seguire, gli automobilisti meno ossessionati dal timore di non trovare la propria auto dove la si è parcheggiata sono i residenti nelle province Sondrio (30 episodi), Gorizia (37), Verbania (38) Isernia (44) e Oristano (60).

Ma quali sono le auto più gettonate? Le preferenze dei ladri continuano a orientarsi sulle vetture più vendute sul mercato nazionale, spesso cannibalizzate per il mercato nero dei ricambi o inserite sulle rotte internazionali dei traffici di auto. Le vetture che compongo la top ten 2012 del furto sono tutte utilitarie e “auto da città”.
Il Gruppo Fiat Automobiles resta, di gran lunga, il più colpito dal fenomeno, occupando le prime 5 posizioni della graduatoria e complessivamente 6 dei primi 10 gradini di questa speciale classifica. Tutti i modelli della casa torinese, ad eccezione della Uno, vedono incrementare il dato assoluto sul numero di veicoli rubati e al decimo posto della graduatoria la Grande Punto fa la sua comparsa, scalzando la Clio (Renault) che nel 2011 chiudeva la top ten.

In particolare, questi sono i numeri che testimoniano la crescita del fenomeno in casa Fiat: la Panda passa da 10.096 a 11.004 furti; la Punto da 9.533 a 10.116, la 500 da 5.717 a 5.837, la Ypsilon da 4.307 a 4.567, la Grande Punto da 1.621 a 1.651. Aumenta, anche se di poco, l’incidenza percentuale delle prime dieci vetture sull’intero parco auto sottratte ai legittimi proprietari che nel 2012 prosegue il suo percorso di avvicinamento alla soglia del 50% (nel 2011 fermo al 42,98%).

Questa comunque la top ten: Fiat Panda (11.004), Fiat Punto (10.116), Fiat Uno (5854), Fiat 500 (5.837), Lancia Ypsilon (4.567), Ford Fiesta (3.481), Volkswagen Golf (3.295), Smart Fortwo Coupé (2.215), Opel Corsa (1.790), Fiat Grande Punto (1.651).
Nel raffronto 2012/2011 quasi tutti i principali brand premium assecondano il trend nazionale in crescita: il Gruppo Mercedes-Benz sale da 4.397 a 4.668 furti, BMW da 4.609 a 4.839, Audi da 3.521 a 3.680. Tra gli oltre 800 modelli di vetture sottratte figurano anche diverse vetture di lusso e, in particolare: primo Porsche (532 esemplari), secondo Jaguar (205) e, tra le altre, Maserati con 49 supera Ferrari 20.
Insieme al dato sul ritorno alla crescita dei furti, come già accennato, non può non destare preoccupazione la forte riduzione dei recuperi di auto rubate: nel 2012 ne sono state riportate “a casa” 1.762 in meno dell’anno precedente. Il tasso di recupero del veicolo in caso di sottrazione criminale scende così ulteriormente, rispetto ai precedenti anni, al 42,94%; nel 2011 era al 45,28%, nel 2010 al 47,34%.

La contrazione dei recuperi è generalizzata a livello geografico, con l’eccezione di Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto. Emilia Romagna (81%), Liguria (78%), Toscana (78%), Umbria (80%), Veneto (79%) sono le regioni che presentano percentuali di recupero più elevate.
Quasi tutte le Regioni mostrano, comunque, tassi di recupero in linea, se non più elevati della media nazionale, trainata rovinosamente verso il basso dai dati delle due aree geografiche leader nella graduatoria dei furti: nel Lazio solo un’auto rubata su 4 (26%) torna “a casa”, in Campania meno di 1 su 3 (31%). Per avere un’idea dell’impatto sul trend nazionale, basta evidenziare che 30.535 dei complessivi 65.879 veicoli spariti nel nulla nel 2012 sono stati rubati in queste due Regioni.
Come si colloca “l’Italia dei furti” a livello internazionale? Purtroopo siamo la
seconda nazione europea per tasso di furti di veicoli, 31 ogni 10mila circolanti, preceduto dalla sola Francia (37 ogni 10mila) e seguito da Gran Bretagna (30 ogni 10mila) e, ex aequo, Russia e Spagna (28 ogni 10mila). I Paesi più sicuri per gli automobilisti sono la Polonia (9 furti ogni 10.000 veicoli) insieme a Tailandia (6) e Giappone (4).

Lowestoft Inghilterra Audi TT dentro una casa


Audi Tt si conficca in una casa in Inghilterra 08 Incidente spettacolare a Lowestoft, nel Suffolk, sulla costa nord-est dell’Inghilterra. Un uomo, dopo aver perso il controllo del veicolo, è praticamente finito dentro questa abitazione. Probabilmente a causa dell’alta velocità, l’automobile è decollata sulle macchine parcheggiate e  si è schiantata contro la casa rimanendo incastrata nella finestra. Fortunatamente gli inquilini non sono stati coinvolti nella disaventura ma l’autista è stato ricoverato all’Addenbrooke’s Hospital, a Cambridge

da kataweb.it

Red Bull troppo forte Alonso perde la testa


vettel melbourne 2013Troppa Red Bull, Alonso perde la testa
Rompe l’ala e decide di continuare: un errore senza alibi
Se la Red Bull torna a fare la Red Bull e la Ferrari torna a fare errori di strategia d’altri tempi, l’esito è scontato. Vettel primo, Webber secondo. I due se le sono dette (via radio, con tramite dei rispettivi ingegneri), se le sono date in pista arrivando al limite della sportellata, se le sono dette – stavolta in faccia – prima, durante e dopo la cerimonia sul podio. Ma il dato di fondo è che hanno dominato. La Mercedes ha provato a resistere ed è rimasta vicinissima, la Lotus invece è scivolata indietro. E la Ferrari? Una partenza suicida, poi ordinaria amministrazione fino al 5° posto di Massa. Date le premesse, un disastro. Se facciamo il confronto con il 2012, visto che a Maranello lo fanno sempre per sottolineare i miglioramenti, il paragone è impietoso: Alonso l’anno scorso aveva vinto soprattutto grazie alla saggezza dei suoi strateghi. Stavolta l’ha persa al secondo giro per un errore di presunzione tanto grande quanto incomprensibile. Fernando ha tamponato Vettel alla seconda curva, spaccando l’ala anteriore che ha cominciato a strisciare sull’asfalto. Invece di fermarsi a sostituirla, ha continuato finché si è verificato l’irreparabile: l’ala si è staccata e la Ferrari è finita fuori pista.  “E’ stato un rischio inutile”, l’ha bollato uno Stefano Domenicali poco incline per una volta alla diplomazia.
Il muretto del Cavallino ha poi sbagliato una seconda volta quando la pioggia ha smesso di cadere: per marcare Vettel (stesso errore, solo che lui poi ha rimediato), ha richiamato ai box Massa, peraltro partito malissimo, quando l’asfalto era ancora bagnato. Il pilota brasiliano ha così perso almeno cinque secondi, si è trovato in mezzo al gruppo e non ha avuto la forza, il mezzo, le capacità per venirne fuori. Alla fine il quinto posto davanti alle Lotus è stato il massimo risultato possibile. Un peccato, perché i tempi sul giro erano almeno sul livello della Mercedes.
Un’ultima considerazione per Hamilton: ottima la sua corsa, meritato il podio, commovente (e anche un po’ comica) la sua sosta al box McLaren invece che a quello della Mercedes, esemplare il fair play del suo compagno di squadra. Rosberg l’ha scortato fino al traguardo senza sorpassarlo, pur avendo la velocità per riuscirci. Lewis, infatti, ha guidato con parsimonia perché stava finendo la benzina.

Stefano Mancini lastampa.it

Salone di New York 2013 presentata la nuova Jaguar XJR


Jaguar XJR berlina New YorkJaguar amplia la sua gamma delle auto ad alte prestazioni R con la presentazione
della XJR al Salone dell’Auto di New York 2013.
Il nuovo modello ad alte prestazioni, la dinamica ammiraglia della serie XJ, si
aggiungerà alla gamma Jaguar in esposizione che include le berline All-Wheel Drive
e la sportiva F-TYPE, che sarà in vendita all’inizio dell’estate.
Grazie al suo motore 5.0 litri V8 sovralimentato che eroga 550 Cv, al suo telaio
eccezionale e ai miglioramenti aerodinamici, è la Jaguar XJ più agile, reattiva e
dinamica che sia mai stata prodotta. Offre le prestazioni di una supercar e un look
assertivo con i più alti livelli di lusso.
Adrian Hallmark, Global Brand Director di Jaguar, ha detto: “La nuova XJR
rappresenta i tre fondamenti grazie ai quali Jaguar affronta le sfide del Ventunesimo
secolo: tecnologia, prestazioni e design contemporaneo, offrendo, nello stesso
tempo, nuovi livelli di capacità dinamiche in una berlina di lusso.”

Formigoni passa col rosso con la scorta a Milano video


MILANO, FORMIGONI E LA SUA SCORTA
PASSANO COL SEMAFORO ROSSO

MILANO – L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni non ha più incarichi istituzionali imminenti e improrogabili, ma sembra comunque avere una gran fretta. Nel centro di Milano la sua auto con scorta al seguito sfreccia senza tenere conto degli altri automobilisti e delle regole della strada. Il filmato diffuso in rete mostra che la vettura supera l’incrocio al semaforo rosso.

da leggo.it

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