Wang cinese distrugge a mazzate la sua Maserati Quattroporte video «Spero che le case automobilistiche straniere di lusso capiscano che i clienti cinesi devono ottenere un servizio degno del marchio
Scontento dell’officina: fa distruggere
a mazzate la sua Maserati
Qingdao, Cina: il proprietario della Quattroporte
da 330 mila euro ha lasciato l’incombenza ad alcuni operai
Quattro uomini contro un’auto. Nel bel mezzo della metropoli cinese di Qingdao, un proprietario scontento del servizio effettuato da un’officina sulla sua Maserati Quattroporte nera da quasi 330 mila euro ha deciso di inscenare una protesta particolare: ha fatto distruggere la lussuosa supercar da alcuni operai armati di martelli, davanti a decine di curiosi e giornalisti.
MESSINSCENA – La scenografica distruzione è stata messa in piedi martedì davanti al centro congressi di Qingdao, nella provincia cinese dello Shandong, proprio nel giorno del via della dodicesima edizione del salone internazionale dell’auto e davanti agli obiettivi di molti fotografi. A quanto riferisce il blog CarNewChina, il frustrato proprietario aveva acquistato la lussuosa vettura italiana nel settembre del 2011 per 2,6 milioni di yuan (circa 330 mila euro). Dell’uomo è noto solo il cognome: “Wang”. Avrebbe avuto alcuni problemi con il rivenditore cinese per una riparazione, riferisce il Qingdao Morning Post. Successivamente non sarebbe stata messa a posto una porta difettosa. Inoltre, i dipendenti gli avrebbero graffiato il veicolo. «Spero che le case automobilistiche straniere di lusso capiscano che i clienti cinesi devono ottenere un servizio degno del marchio», ha raccontato Wang al giornale. La protesta è stata organizzata anche per sensibilizzare il pubblico e chiedere al produttore di rispettare i diritti dei consumatori.
La Maserati che il padrone ha fatto distruggere a martellate
AUTO DI FAMA MONDIALE – La rappresentanza della casa automobilistica italiana in Cina ha espresso disappunto per come si è comportato il cliente: «Siamo profondamente spiacenti che il cliente abbia scelto di interrompere i colloqui tra le due parti in un modo così sorprendente», si legge in una dichiarazione ripresa dall’agenzia France presse. La Maserati a Qingdao ha scritto un breve messaggio sul microblog cinese Sina Weibo sottolineando che è «deplorevole» che il cliente abbia distrutto «il veicolo di fama mondiale in pubblico» (…) solo per «fare sensazione».
LA GALLARDO – L’anno scorso, sempre a Qingdao, un imprenditore cinese aveva fatto distruggere da alcuni operai la sua Lamborghini Gallardo L140 di lusso nella giornata mondiale dei diritti del consumatore dopo che si era rivolto senza successo al servizio di assistenza. La Cina, con 930 vetture ed un incremento superiore al 10% rispetto all’anno precedente, è stata nel 2012 il secondo mercato per la Casa del Tridente.
Elmar Burchia da corriere.it
Fiat per Bloomberg sposta il quartier generale negli Stati Uniti
Fiat, il quartier generale negli Usa?
Il Lingotto: «Non è all’ordine del giorno»
L’agenzia Bloomberg: Marchionne valuta lo spostamento della sede principale dopo la fusione con Chrysler
La notizia arriva dall’agenzia americana Bloomberg. Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, starebbe valutando la decisione di spostare il quartier generale del gruppo da Torino agli Usa una volta completata la fusione fra le due società. Ma il Lingotto smentisce con una nota spiegando che il tema non «è all’ordine del giorno». «Si tratta di un’informazione tuttaltro che nuova, questo argomento più volte trattato nell’ultimo anno dai media di tutto il mondo, non è all’ordine del giorno come recentemente ha ricordato l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne» dichiara un portavoce.
VERSO LA FUSIONE-Bloomberg citava in maniera anonima persone informate dei fatti, sottolineando però che al momento nessuna decisione è stata presa. La stessa Bloomberg ammetteva che allo studio ci sarebbero altre opzioni oltre a Torino e Detroit. Maurizio Landini, leader della Fiom, parte subito all’attacco: «Non mi pare sia una novità è da tempo che il dottor Marchionne sta dicendo che il quartier generale andrà via del nostro paese». E poi aggiunge: «l’Italia è l’unico paese in cui si producono auto in cui il governo, Berlusconi prima Monti poi, è stato a guardare. In tutto il mondo il settore ha bisogno di finanziamenti pubblici, mentre qui si pensa che sia un conflitto tra la Fiom e la Fiat che non esiste e il rischio è che tra un po’ raccoglieremo le macerie e gli investimenti saranno fatti da altre parti»
LO SCONTRO CON VEBA-Per ora l’amministratore delegato Sergio Marchionne è concentrato sull’integrazione fra i due gruppi: sulla strada della fusione infatti resta da risolvere il nodo Veba, il fondo sanitario dei sindacati, che controlla ancora il 41,5% della Chrysler e che vorrebbe «monetizzare» la cessione: entro giugno un tribunale del Delaware si esprimerà sul valore di un 3,3%. In base agli accordi del 2009 Fiat doveva pagare 139.7 milioni di dollari, mentre il trust ne ha chiesti 342.
da corriere.it
Dino Zoff il sorpasso di Alonso diamo merito alla Ferrari che è un missile
L’uscita di Zoff Il sorpasso sopravvalutato di Alonso e la Ferrari che ha rubato le ali alla Red Bull
Cominciamo dai giornali di lunedì. Dappertutto ho letto complimenti incredibili a Fernando Alonso. Diciamo subito che penso che sia un grande, grandissimo pilota, così almeno ci mettiamo al riparo dalle critiche degli alonsisti più estremi. Poi però diciamo la verità: quel sorpasso “magico” su Hamilton e Rosberg è stato possibile solamente grazie a una macchina che andava come un siluro.
Non dico che li passavo pure io, ma quasi. La verità è che con quella macchina lì, in questo momento, la Ferrari, in gara non ha rivali. Guardate i distacchi. Guardate che fatica enorme che hanno fatto gli altri. Prendete Raikkonen, è arrivato secondo ma, di fatto, ha partecipato ad un’altra gara. Se dovesse competere con una strategia simile a quella di Alonso, in questo momento arriverebbe staccato anche lui di un minuto.
Io sono mesi che lo ripeto, questa Ferrari ha qualcosa in più, persino della Red Bull. Occorre dirlo chiaramente per restituire un po’ di merito agli ingegneri, gli stessi che erano stati massacrati quando le cose – e non parlo di tanto tempo fa – non andavano al meglio.
Detto questo, non si può non commentare la vicenda delle gomme Pirelli. Mi chiedo: in molti pensano che adesso, cambiando il tipo di coperture, la dimensione agonistica della F1 venga in qualche modo sbilanciata. Io non credo, io penso che i valori rimarranno più o meno quelli che abbiamo visto fino a qui, ma mi chiedo: occorreva davvero arrivare fino a questo punto? Ce ne eravamo accorti noi da casa che le cose non andavano come dovevano, non si poteva intervenire per tempo? e meglio?
Come è possibile sentire che dai box è tutto un richiamare i piloti, un incitarli ad andare piano, a proteggere le gomme e non capire che no va bene? Io sono vecchio e mi ricordo di quando il campionato costruttori nemmeno esisteva. A fatica ho sopportato l’introduzione della classifica delle squadre. Ma perché impormi anche il campionato del mondo di strategie? Che senso ha? Non vi bastava il Drs e il Kers? Ma dico, c’era proprio bisogno di vedere una Mercedes con a bordo Hamilton agonizzare dietro alla Marussia di Chilton per rendersi conto che le cose stavano andando in una direzione sbagliata? Insomma, questa non era più la mia Formula 1, non voglio parlare dell’aspetto spettacolare, per carità, però dal punto di vista sportivo e agonistico era diventato qualcosa di diverso.
Adesso, ci assicurano dalla Pirelli, si tornerà ad una condizione più sensata, più o meno quella del 2012. Penso che la Ferrari rimarrà la macchina da battere ma almeno avremo gare più sensate e sportivamente comprensibili. Dal Canada, però. Rimane l’incognita di Monaco dove, in quei budelli, non avere più le gomme dopo cinque o sei giri rende tutto molto imprevedibile e a mio avviso anche un po’ pericoloso.
Dino Zoff da repubblica.it
Opel Astra Turbo 1.6 Sidi
OPEL Turbo 1.6 Sidi debutta su Opel Astra, -14% consumi
Rüsselsheim (Germania) – Un nuovo motore per Opel Astra: l’unità 1.6 Turbo SIDI (Spark Ignition Direct Injection) da 170 cavalli sarà disponibile per le carrozzerie del modello a 5 porte, Sedan 4 porte e Sports Tourer.
Con questo debutto si apre la stagione del rinnovo della gamma di motorizzazioni sulle quali Opel (e la casa madre General Motors) punta per riportare i bilanci in attivo: 3 nuove famiglie per un totale di 13 propulsori inediti entro il 2016. L’1.6 Turbo SIDI ha 50 Nm di coppia in più (280) ma consuma fino al 14% in meno rispetto alla precedente: su Opel Astra 5 porte e Sedan 4 porte scende a 5,9 litri/100 km con la tecnologia Start/Stop.
Il motore è abbinato alla nuova generazione di cambi manuali a 6 marce. Sborsando qualche euro in più è possibile avere anche il cambio automatico a sei velocità, con Active Select. Montata su Opel Astra 5 porte, l’unità 1.6 Turbo SIDI ha un’accelerazione da 0 a 100 di 8,7 secondi e raggiunge i 220 orari di velocità massima. Su Sedan 4 porte arriva a 222 all’ora, mentre su Opel Astra Sports Tourer passa da 0 a 100 in 8,8 secondi.
Jaguar F-Type e Ferragamo
Ferragamo ambasciatore italiano di Jaguar F-Type
Quando la moda sposa lo stile. Jaguar ha scelto Salvatore Ferragamo, omonimo e nipote del fondatore della famosa maison, quale Ambassador per l’Italia della nuova Jaguar F-Type.
Presso il castello di Gabbiano (Mercatale Val di Pesa), nella settimana della Mille Miglia, il presidente di Jaguar Land Rover Italia Daniele Maver ed il direttore delle European Operations Bernard Kuhnt, hanno consegnato a uno degli eredi dello stilista, una F-Type 3.0 V6 S.
Salvatore Ferragamo parteciperà alla rievocazione storica della leggendaria corsa automobilistica italiana a bordo di una Jaguar C-Type del 1952 (numero di gara 197), in coppia con un altro “rampollo” di una grande famiglia che, come Ferragamo, ha fatto la storia del design e dell’automobile. Co-pilota di Salvatore Ferragamo sarà Michael Quinn, nipote di Sir William Lyons, fondatore di Jaguar Cars.
Le Passat blindate della guardia di finanza
Passat blindate per la Guardia di Finanza
Anagni – Blindati tedeschi per la Guardia di Finanza Italiana. L’anno scorso Volkswagen aveva avviato la collaborazione con le Famme Gialle con la fornitura di Volkswagen Caravelle 4Motion alle Stazioni del Soccorso Alpino del Corpo.
Volkswagen ha vinto un nuovo appalto per un lotto di Passat blindate che verranno impiegate in specifici servizi di sicurezza e scorta. Questi modelli speciali hanno motori più potenti ed un telaio differente (più pesante) rispetto a quelli di serie. Prima di affidarle agli autisti della GDF è stato necessario un particolare addestramento presso il circuito dell’Istituto Sperimentale Auto e Motori (ISAM) di Anagni. Le VW Passat blindate sono dotate di trazione integrale e cambio DSG.











