Rally Finlandia vince Latvala davanti ad Ogier per 3,6 secondi


rally svezia latvala poloMondiale Rally, Latvala vince in Finlandia; Ogier si inchina per 3″6
Il finlandese della Volkswagen Polo si impone in volata sul compagno di marca e risale a -44 da lui nella classifica generale. Terzo Meeke su
Jari-Matti Latvala vince il rally di Finlandia e interrompe la serie di vittorie francesi sugli sterrati di casa sua che durava da tre anni. La spunta in volata su Sebastien Ogier (+3″6), il compagno della Volkswagen al volante della Polo R nell’ultima giornata al termine di una maratona di 26 velocissime prove speciali. Sebastien Ogier, vittorioso nella power stage conclusiva di Ruuhimaki, ha fatto di tutto per piazzare la zampata vincente quando Latvala si è trovato con l’impianto frenante della sua vettura compromesso dopo essere finito con una ruota in un buco nel corso della speciale n.20. Il driver di casa si è difeso a denti stretti. Ogier incassa punti preziosi in campionato. E’ sempre più vicino al titolo iridato dopo l’ottava prova del mondiale. Il vantaggio del transalpino è di 44 punti.

FELICITA’ — “Sono felicissimo – dichiara Latvala all’arrivo. Non è stato per nulla facile vincere la gara di casa. E’ stato come combattere una guerra quando il gap tra me e Ogier si è ridotto a pochi secondi. Un ottimo feeling con la vettura. Mi godo questa vittoria meritatissima”.
GLI ALTRI — Sul terzo gradino del podio un brillante Kris Meeke (Citroen DS3). La top five si completa con Andreas Mikkelsen (VW Polo R) quarto e Mikko Hirvonen (Ford Fiesta RS) quinto. Bene anche Juho Hanninen (Hyundai i20) che conclude con un ottimo sesto posto la gara di casa approfittando della rottura del servosterzo sulla vettura gemella da Hayden Paddon. Altro flop per Robert Kubica (Ford Fiesta RS) che conclude nelle retrovie dopo il volo in fosso nella seconda giornata di gara.
Antonio Gattulli da gazzetta.it

Gran Bretagna bando per le auto senza pilota 10 milioni di sterline di fondi pubblici,


Google Car auto senza pilota 05UK, semaforo verde per l’auto senza pilota

Le macchine senza autista si preparano a battere le strade del Regno Unito, a partire da gennaio 2015. E all’orizzonte c’è anche un progetto europeo (che parla anche italiano)
Roma – Il Regno Unito ha deciso di permettere la circolazione delle auto senza pilota sulle strade a partire da gennaio 2015. Si tratta di un progetto da 10 milioni di sterline di fondi pubblici, che cerca il supporto di enti di ricerca ed imprese private.

Teatro dell’esperimento saranno tre città ancora da selezionare per condurre test della durata compresa tra i 18 ed i 36 mesi.

Accanto a questa prova sul campo, poi, il governo intende lanciare una revisione dell’attuale codice stradale per capire dove e come intervenire per ricomprendere la fattispecie delle auto senza pilota (e per il momento per la loro sperimentazione), sia nel senso di tecnologie in grado di assistere i guidatori in specifiche manovre, sia come sistemi completamente autonomi.
Mentre negli Stati Uniti un sondaggio mostra che i consumatori sarebbero pronti a considerare l’acquisto di auto con sistema automatici di guida, entrerà nel vivo anche un progetto di ricerca dedicato ad un sistema di guida per le auto senza pilota finanziato con fondi strutturali europei: si chiama V-Charge, e riguarda in particolare un sistema per il parcheggio ed la ricarica automatica dei veicoli elettrici.

La prima sperimentazione sarà condotta all’aeroporto di Stoccarda e ad occuparsi di questo progetto multimilionario vi sono anche italiani: insieme, ai gruppi di ricerca dell’Istituto di Tecnologia di Zurigo (ETH), delle università di Braunschweig, Oxford e di Bosch e Volkswagen AG, anche l’Università di Parma.

Claudio Tamburrino  da punto-informatico.it

Marchionne pensa di far fuori Montezemolo ?


marchionne-montezemoloNON TUTTO FIAT LISCIO – ALL’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI CHE HA DATO IL VIA ALLA FUSIONE CON CHRYSLER, L’8% DEI SOCI HA VOTATO CONTRO – E COSA SUCCEDE SE QUESTI ULTIMI ESERCITASSERO IL DIRITTO DI RECESSO E LA FIAT DOVESSE SBORSARE PIU’ DI 500 MILIONI? – MONTEZEMOLO FUORI DAL CDA0 – -

Fca, intanto, una volta avviata la fusione avrà un nuovo cda del quale non farà più parte, insieme a René Carron e Joyce Victoria Bigio, anche il presidente di Ferrari (nonché ex di Fiat) Luca di Montezemolo – Per lui anche la frecciata di Marchionne: “Nell’ultimo trimestre 2013, Maserati ha fatto meglio di Ferrari”… -

Pierluigi Bonora  per “il Giornale”

Ieri 1 agosto 2014 si sono chiusi 115 anni di storia di Fiat e, allo stesso tempo, si sono scritte le prime pagine della nuova Fiat Chrysler Automobiles. «Sarà un gruppo – ha subito puntualizzato il presidente John Elkann, rispondendo a voci che davano gli Agnelli ?stanchi? – che vedrà sempre l’impegno mio personale e della mia famiglia, a maggior ragione ora che si profilano all’orizzonte grandi opportunità».

L’assemblea degli azionisti ha approvato, con l’84% del capitale presente e il 44% delle azioni complessive, la storica fusione tra i gruppi di Torino e Auburn Hills. Contrari sono stati invece i rappresentanti di 100 milioni di azioni, con un controvalore di oltre 700 milioni di euro, pari al 15% del capitale azionario presente ieri al Lingotto e al 7,5% del capitale totale. Ad astenersi, invece, lo 0,5% del capitale presente.

Il fatto che l’operazione che proietta Fiat in una realtà globale non abbia avuto il 100% dei consensi lascia però un margine di dubbio sulla riuscita. L’ostacolo alla fusione è rappresentato dal diritto di recesso: se l’esborso di Fiat per i soci che volessero esercitarlo superasse i 500 milioni, la fusione con Chrysler sarebbe inefficace. «Il rischio c’è – ha ribadito l’ad Sergio Marchionne – ma è totalmente gestibile».

Ed Elkann: «Il fatto che l’8% degli azionisti abbia votato contro la fusione non implica che tutta questa percentuale si traduca in recesso». Nei prossimi mesi se ne saprà di più. Fca, intanto, una volta avviata la fusione avrà un nuovo cda del quale non farà più parte, insieme a René Carron e Joyce Victoria Bigio, anche il presidente di Ferrari (nonché ex di Fiat) Luca di Montezemolo.

Elkann e l’ad Marchionne avranno come consiglieri i riconfermati Andrea Agnelli, Tiberto Ruy Brandolini d’Adda, Glenn Earle (ex capo di Goldman Sachs) e Patience Wheatcroft, insieme ai membri del board di Chrysler, Ruth J. Simmons, Ronald L. Thompson e Stephen M. Wolf; due le new entry, appartenenti alle grandi famiglie del capitalismo: Valerie A. Mars (il cognome è legato ai famosi cioccolatini americani) e l’imprenditore della moda Ermenegildo Zegna, che Elkann ha voluto per le sue doti di alfiere del made in Italy.

E l’uscita di scena di Montezemolo, il cui nome è stato più volte accostato alla futura presidenza di Alitalia-Etihad? «Il cda ha una componente Fiat e una Chrysler – la spiegazione di Elkann – e rispetta i vincoli di indipendenza, genere, nazionalità e competenze. Quella scelta è una composizione ottimale».

Allo stato dell’arte, dunque, nessun retroscena (Montezemolo, comunque, ieri era «assente giustificato» insieme a Brandolini d’Adda), anche se è arcinoto che i rapporti tra l’ad di Fca e il capo della Ferrari, al di là dei sorrisi e degli abbracci in pubblico, sono sempre stati tesi. E ieri non è passata inosservata la frecciatina di Marchionne nel momento in cui ha sottolineato come, «nell’ultimo trimestre 2013, Maserati ha fatto meglio di Ferrari».

Marchionne, a questo punto, salvo imprevisti causati dagli azionisti che recedono («andremo comunque avanti, e nel caso ci riproveremo con i tempi che sceglieremo noi», ha chiarito), può guardare ora alla crescita della nuova creatura che si impone rapida: «Per Fca si aprono prospettive solide e concrete. Questa azienda può e deve puntare in alto».

E il piano di rilancio che l’ad ha annunciato in maggio è molto ambizioso: per l’Italia, con la produzione dei marchi Maserati (a Mirafiori il Suv Levate sarà pronto a fine 2015), Alfa Romeo e Jeep, è previsto un ritorno al 100% dell’utilizzo degli impianti ed esportazioni stimate al 40% di quanto uscirà dalle linee. Sia Elkann sia Marchionne hanno ribadito il rispetto degli impegni presi in Italia, anche se, ha rimarcato l’ad «produrre qui è meno attraente che altrove».
Su possibili interventi sul capitale Marchionne è stato chiaro: «Sono tranquillo, visto che in cassa abbiamo 22 miliardi. Aumentare il capitale in queste condizioni? Per il mio carattere non lo farei, ma è una cosa da studiare nei dettagli». Tra gli azionisdti, intanto, è spuntata con il 2% la People’s Bank of China. Nonostante l’ok alla fusione, anche ieri la Borsa ha risposto picche: per Fiat -1,86%.

da dagospia.com

Luca Marmorini, 53 anni, responsabile motori Ferrari dal 2009 giubilato da Maranello


luca marmorini ferrariFerrari, il capo dei motori
licenziato senza un grazie

Luca Marmorini, 53 anni, responsabile motori Ferrari dal 2009
Ufficializzato il divorzio da Marmorini. Dai difficili rapporti con i “telaisti” all’ossessione dell’affidabilità: così il Cavallino ha perso la sfida sulla power unit

“Il direttore motori ed elettronica Luca Marmorini lascia la Ferrari”. Mancava solo l’ufficialità, che è arrivata oggi in un comunicato di poche righe. Non c’è una sola parola di ringraziamento al tecnico dopo cinque anni di servizio, segno che l’addio, preceduto da un lungo periodo di ferie, è stato tutt’altro che sereno. Al vice di Marmorini, Mattia Binotto, va la direzione operativa della power unit.
Riassumiamo l’organigramma della Ferrari, come ricordato nel comunicato: il direttore tecnico James Allison è responsabile del progetto di tutta la vettura. Questa è una novità voluta da Mattiacci: una persona sola al vertice, che sovrintende e coordina il lavoro del responsabile telaio Nick Tombazis e del nuovo responsabile motore Lorenzo Sassi.
Il motore, o power unit, è il punto debole della F14 T soprattutto perché, al contrario delle altre parti della vettura, non può essere modificato durante il campionato. E’ stato il rapporto tra ingegneri telaisti e motoristi a non aver funzionato in fase di progettazione: i primi hanno lasciato poco spazio al motore per privilegiare l’aerodinamica. Il risultato è noto: efficienza aerodinamica mediocre e motore poco potente. Marmorini paga, Tombazis viene riconfermato sebbene fino all’anno scorso il punto debole fosse proprio il telaio.
Di Marmorini ricordo, l’inverno scorso, la presentazione della power unit: “Il nostro principale obiettivo è l’affidabilità”, disse. Gli domandai se non fosse un atteggiamento troppo prudente. Risposta: “Se un motore si rompe, sono zero punti”. Oggi sappiamo che Alonso è l’unico pilota a essere sempre andato a punti, ma è quarto e staccatissimo in classifica. Con il senno di poi si poteva osare qualcosa in più. Vedremo nel 2015.

Stefano Mancini da lastampa.it

Video Pubblicità Renault Twingo sessista contro le donne


Pubblicità Twingo sessista, Renault la ritira dopo due ore
Per promuovere la sua nuova e più colorata generazione di Twingo, Renault Belgio ha ideato degli spot in cui le donne usano qualsiasi tipo di supporto per lasciare sul parabrezza messaggi di giustificazione ai propri parcheggi “creativi”.
In uno di questi ad esempio una donna scriveva “Non portatemi via la macchina, ho i tacchi alti”.
Originale o sessista, la pubblicità è stata immediatamente ritirata dalla casa madre ma non prima di essere notata sul web

da kataweb.it

Casey Stoner autobiografia oltre ogni limite, odio Valentino Rossi


Stoner Oltre ogni limiteSTONER, COSÌ NON VALE – L’EX CAMPIONE A SCOPPIO RITARDATO CONTRO VALENTINO ROSSI: “VOLEVA VINCERE A TUTTI COSTI E, PER INVIDIA O DISPERAZIONE, PIÙ DI UNA VOLTA CERCO DÌ BUTTARMI FUORI PISTA”

Nella sua autobiografia Stoner attacca “a freddo” il Dottore: “Ho sempre nutrito grande stima per tutti i miei avversari, ma non per Valentino: lui è un tipo subdolo che non si cura della sicurezza degli altri piloti. Per correre così vicini a quella velocità bisogna realmente rispettarsi e fidarsi l’uno dell’altro”…

Guido Andruetto per “la Repubblica”

E’ una lunga scia di rancori quella che Casey Stoner e Valentino Rossi hanno lasciato sull’asfalto dopo anni di confronto serrato e turbolento, sia sulla pista che fuori. Sebbene l’ex campione australiano di motociclismo abbia abbandonato i circuiti due anni fa, a soli 27 anni, i motori dei due piloti avversari tornano di nuovo a surriscaldarsi con la pubblicazione in Italia della prima autobiografia di Stoner, Oltre ogni limite , che uscirà a inizio settembre per Mondadori.

A freddo, contro il “Dottore” che fino al 2016 resterà in sella alla Yamaha per gareggiare in MotoGp, arriva il colpo ben assestato di Stoner che riaccende la vecchia rivalità fra i due, per altro mai nascosta. Nelle oltre duecento pagine in cui l’ex pilota di Honda e Ducati ripercorre la sua fulminante carriera nel mondo del motociclismo, dalle prime corse sulla pista sterrata di casa a Wongawallan, Australia, fino al circuito del Qatar, per una cinquantina di volte Stoner cita il nome di Valentino, riversandogli addosso tutto
il suo astio.

La memoria di Stoner non perdona, specie quando ricorda un episodio del 2008, «la famosa bagarre tra me e Valentino nella tappa successiva a Laguna Seca, una gara che probabilmente sarà sempre ricordata per il sorpasso di Rossi su di me nel Cavatappi. Naturalmente non fui felice di quella manovra in particolare, ma accaddero cose peggiori che non furono riprese dalle telecamere ».

Accuse che Stoner rinforza con critiche feroci. «La mia moto non era molto agile e avevo soltanto una traiettoria da seguire su quel tracciato, e lui fu così sveglio da accorgersene. Oggi l’ha capito fin troppo bene, ma quando ti trovi ad affrontare una curva su una Ducati non hai molte possibilità. Valentino sapeva che mettendosi davanti a me ogni volta che ne aveva l’occasione poteva rendermi molto difficile invertire le posizioni. Quando ero io a prendere il comando, la sua unica possibilità era contrattaccare immediatamente per impedirmi di prendere il largo.

Fu per lo più una gara pulita: mi superò in frenata all’interno e si comportò meglio di me su gran parte del tracciato. Se si fosse limitato a quello, l’avrei presa bene, ma un paio di manovre sfuggite alle telecamere non furono affatto corrette. Valentino cercò di buttarmi fuori pista mettendo seriamente in pericolo la mia sicurezza, e ciò mi deluse molto».

Se oggi Stoner sul suo profilo Twitter si definisce «ex campione del mondo di MotoGp, appassionato di pesca e padre orgoglioso», la sua scarsa considerazione di Rossi sembra bruciare ancora dentro di lui. «Mi ero accorto di questo lato subdolo di Valentino già nel 2006 – scrive nella sua autobiografia quando sia in gara, sia durante le prove, aveva tentato qualche manovra di sorpasso che mi era parsa quantomeno azzardata.

Fino a quel momento l’avevo sempre rispettato, ma quelle scelte mi resero sospettoso e mi portarono a dubitare della sua vera natura. È difficile capirlo dalla televisione, come è difficile rendersi conto di quanto andiamo veloci, ma per correre così vicini a quella velocità bisogna realmente rispettarsi e fidarsi l’uno dell’altro. Noi piloti arriviamo a capire il linguaggio del corpo dei nostri avversari e impariamo che si può sorpassare qualcuno senza creare contatto, senza spingerlo sul cordolo, ma credo che Valentino non si curasse affatto della sicurezza altrui.

Secondo me, era un tipo che voleva vincere a tutti i costi. Nel corso degli anni io e Valentino ci siamo misurati in parecchie battaglie epiche, ma ci sono state occasioni in cui, probabilmente per invidia o disperazione, lui ha provato diverse tattiche poco corrette. Laguna Seca fu una delle occasioni in cui era disperato.

Dopo aver vinto tre gare consecutive, cavalcavo l’onda del successo ed ero arrivato in America in piena forma. Dominai la tabella dei tempi con un vantaggio di oltre mezzo secondo per tutte le sessioni di prove libere e conquistai comodamente la pole davanti a Valentino, con un passo-gara migliore di un secondo rispetto al suo. Gareggiare con una strategia che considero apertamente aggressiva era l’unico modo che Valentino aveva di vincere quel giorno, e così fece». Giudizi pesanti che Stoner esprime in molti passaggi salienti di questo libro che in Italia verrà accolto con freddezza dai fan del ‘pilota da corsa con il numero 46’.

«Desidero che le persone si rendano conto che io ho sempre nutrito grande stima per tutti i miei avversari, ma non per Valentino – incalza Stoner – poiché lui non ne mostrava affatto per me. Tutti avevano creato l’immagine di Valentino come genio del motociclismo. Lo ritenevano migliore di chiunque altro si fosse confrontato con lui in passato, e questo gli dava una grande sicurezza che via via cresceva trasformandosi in ulteriori successi.

È soltanto la mia opinione, ma sinceramente penso che se avesse passato momenti più duri, come quelli che abbiamo affrontato io, Dani, Jorge, Dovi e Simoncelli, non avrebbe goduto dello stesso successo così presto e di conseguenza non sarebbe diventato lo stesso Valentino Rossi che conosciamo ».

da dagospia.com

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