Giorgio Terruzzi la scommessa Ferrari su Marco Mattiacci


Marco MattiacciFerrari: la scommessa Mattiacci
Ora risolvere i problemi
Il Cavallino dopo l’addio di Domenicali

«La Ferrari è fatta di uomini». Questa frase di Enzo Ferrari rende omaggio a Stefano Domenicali, un uomo che alla Ferrari ha dato moltissimo. Passione, impegno, onestà. Il suo bilancio pare sbilanciato sul rosso anche se ci fu lui dietro e poi al fianco di Jean Todt nell’avventura memorabile di Schumi, nell’anno del Mondiale vinto da Raikkonen (2007) con Todt ormai orientato verso la presidenza Fia; nei giorni capricciosi in cui volarono via per un nulla il titolo di Massa 2008; i titoli di Alonso 2010 e 2012. Poca fortuna, certamente. Errori come improvvisi blackout imparabili. Il tutto dentro un’epoca segnata da budget assai più ridotti, dall’assenza di un gommista vicino alla Ferrari come fu la Bridgestone; dall’impossibilità di usare la pista di Fiorano, per fare chilometri e progressi. Nell’organigramma Ferrari mancano le stelle capaci di mettere in pista una macchina superiore. È un problema, questo, che Domenicali deve aver misurato con sconcerto; che peserà su chi prende il suo posto.
Marco Mattiacci rappresenta una scommessa, non ha alcuna esperienza in F1, lo stesso accadde a suo tempo con l’investitura del giovanissimo Luca di Montezemolo e di Jean Todt, in arrivo dai rally. Potrà contare su ambizione e dinamismo, dovrà lavorare per il 2015, accogliendo il probabile arrivo di Bob Bell, responsabile tecnico Mercedes, contattato proprio da Domenicali; dovrà ottenere dai progettisti quegli azzardi che sono mancati sin qui. Soprattutto e subito si tratterà di fare i conti con uno scenario ostile. Progressi nell’immediato? Previsti, certo. Così come gli allunghi della Mercedes, una squadra capace di umiliare tutti, compresa la Red Bull disegnata da Newey, sostenuta da un colosso come Renault. Domenicali non si è tirato indietro sulle proprie responsabilità. La sensazione è che si tratti di un gesto che non potrà modificare il futuro prossimo di una squadra afflitta da handicap tecnici complessi, stressata da una perenne prima linea che, ciclicamente, pretende un sacrificio. Figlio di una formidabile, collettiva impazienza.

Giorgio Terruzzi da corriere.it

Sabine Kehm la portavoce : Schumacher Progressi che ci fanno coraggio


Sabine KehmSchumacher, la portavoce: “Progressi che ci fanno coraggio”
Sabine Kehm torna a parlare delle condizioni dell’ex pilota di Formula 1, ricoverato in coma indotto dal 29 dicembre scorso dopo un incidente sgli sci in Francia

BERLINO – Michael Schumacher fa “dei piccoli progressi che ci fanno coraggio”. Lo ha detto la portavoce del sette volte campione del mondo di F1, Sabine Kehm: l’ex pilota tedesco è ricoverato in coma indotto dal 29 dicembre a causa di un incidente sugli sci a Meribel, in Francia. Dal 30 gennaio è stato collocato in fase di ‘risveglio’, che consiste nel ridurre progressivamente i sedativi somministratigli.

La Kehm, parlando nel corso di un talk show della televisione pubblica tedesca Ard, ha detto che Schumacher “ha brevi momenti di veglia in cui mostra piccoli segnali di progresso, che ci fanno sperare”. L’ex campione tedesco è sempre ricoverato nell’ospedale francese di Grenoble: Schumacher, mentre sciava, aveva urato con forza la testa contro una roccia, riportando ferite gravissime nonostante indossasse il casco. “Logicamente – ha aggiunto – ci rendono molto felici e ci fanno coraggio. Ma si tratta di momenti che, come ho già detto, sono fatti di coscienza e risveglio, e anche questa è una buona notizia”. La portavoce di Schumi, nel corso del talk show interamente dedicato a questa vicenda, ha più volte sottolineato di non poter fornire ulteriori dettagli “perché c’è un problema di privacy, si tratta di cose strettamente personali che riguardano la sua famiglia, con cui sono in contatto giornaliero”.

Dell’ex pilota aveva parlato oggi anche Jean Todt, presidente della Fia e suo amico di lunga data: Michael è in buone mani. I medici sono fantastici e sono ovviamente vicino a lui e alla sua famiglia, vado a trovarlo spesso. Sta lottando, continua a combattere e possiamo solo sperare e pregare che le sue condizioni migliorino”.

Dino Zoff Lo show del Bahrein e la Formula 1 rovesciata pensateci bene per la prima volta da quando c’è la F1 non si dice più che ha vinto Hamilton su Mercedes, ma che ha vinto la Mercedes con Hamilton


Dino Zoff giampiero marini giuseppe bergomiL’uscita di Zoff: “Lo show del Bahrein e la Formula 1 rovesciata”

E’ vero, è stato un gran premio spettacolare. Lo ammetto. Però non retrocedo dalla mia posizione. Secondo me questa F1 ha bisogno di essere cambiata. Penso in particolare alla questione dei consumi. Via il flussometro e accorciamo i gran premi. Così com’è è una gara di regolarità che premia le scuderie invece dei piloti. Pensateci bene. Per la prima volta da quando c’è la F1 non si dice più che ha vinto Hamilton su Mercedes, ma che ha vinto la Mercedes con Hamilton. Non è solo un gioco di parole. E’ la dimostrazione pratica di come si sia rovesciata la filosofia delle corse, quest’anno. Certo,  essendo un cambio regolamentare in corsa deve avere tutte le caratteristiche del caso. Deve essere un cambio voluto da tutti e da tutti accettato, le cui conseguenze devono essere uguali per tutti.

Detto questo parliamo di quello che abbiamo visto in pista. La Mercedes è di un’altra categoria. Dopo la safety car, i due piloti si sono sfidati schiacciando a fondo senza più paura di consumare benzina. Quello che ne è venuto fuori è stato terrificante. Uno spettacolo di forza unico. Nel giro di 15 giri hanno preso 24 secondi sul resto della flotta. Tra i due piloti Hamilton è stato fantastico, bravissimo sia dal punto di vista della guida sia dal punto di vista della gestione della gara. Alla fine è riuscito a tenere Rosberg pur avendo le gomme peggiori. E non è una cosa da poco.

Alle spalle delle Mercedes mi ha molto impressionato Perez. Non solo perché è arrivato terzo: ma perché ricordo che lo scorso anno lo consideravano tutti quanti uno scavezzacollo, un pilota senza futuro. E invece ha dimostrato di essere un bel manico. Molto bene anche Ricciardo, anche se qui vorrei aprire un capitolo a parte. La mia impressione è che la Red Bull abbia ancora molto da dire. E che Vettel abbia, o meglio, continui ad avere, problemi di ordine meccanico. Sono proprio curioso di vedere cosa succederà nelle prossime gare.

La curiosità ce l’ho anche per vedere cosa farà la Ferrari. So che a Maranello prevedono due step importanti tra Cina e Spagna. I progetti oggetto di tali sviluppo hanno margini enormi, sono a “inizio ciclo”, quindi in teoria ci sono molti decimi da tirare fuori. E il materiale umano che hanno a disposizione è di prim’ordine, quindi fossi in un tifoso della Rossa aspetterei un po’ prima di chiedere la testa di chicchessia.  Certo il divario dalla Mercedes, per quanto si è visto nel deserti, è enorme. Ma si sapeva che quella pista era la peggiore, per la squadra di Maranello. Ripeto: aspettiamo ancora un paio di gare prima di tirare le conclusioni.

Dino Zoff da repubblica.it

Ma se guidi il Suv sei colpevole a prescindere


De Tomaso Sls Suv 07Se guidi il Suv sei colpevole
a prescindere

I luoghi comuni non sarebbero tali se non fosse impossibile sfatarli. È la ragione per cui, nella percezione generale, i Suv continuano a essere considerati un «nemico». È sotto gli occhi di tutti. In caso di incidente stradale, se l’auto che ha causato una vittima è un Suv, questo elemento finisce direttamente nel titolo del giornale o del telegiornale. Mediaticamente, lo stesso incidente avrebbe molta meno risonanza se l’automobilista coinvolto fosse stato alla guida di una berlina, di una station wagon, di una coupé, di una monovolume… Sono di questi giorni due episodi di cronaca che nulla hanno a che fare con gli incidenti stradali, ma nei quali i Suv, in quanto tali, vengono rappresentati comunque come un’aggravante rispetto ai fatti accaduti. Tra le colpe di Don Giovanni Desio, il prete di Ravenna arrestato perché avrebbe commesso abusi su minori, è stato messo ben in rilievo che egli avesse «un Suv da 35 mila euro». Non un’automobile – quale che sia – da 35mila euro (che forse sarebbe passata inosservata, visti i prezzi correnti dei listini), ma proprio un Suv. Decisamente imperdonabile.
Nella vulgata il Suv resta quello che i delinquenti, evidentemente, non possono fare a meno di possedere. Come un mitra o una pistola…
Ancora più significativo il caso degli eredi di Vittorio Mangano, il famigerato stalliere di Berlusconi, ritenuto un mafioso. A costoro sono stati sequestrati appartamenti, ville, conti bancari. E due auto. Una Bmw Z4 (quindi una spider) e una Porsche Cayenne (quindi un Suv). Che cosa è stato messo in gran rilievo sui media? Naturalmente che fosse stato sequestrato il Suv.
Qual è dunque il pensiero latente? Questo: sei un delinquente per i reati che hai commesso, e che tu sia un delinquente è ulteriormente dimostrato dal fatto che guidi un Suv. Non conta che ci siano in circolazione monovolume molto più ingombranti dei Suv moderni, che ci siano Suv low cost venduti come il pane, che ce ne siano di quelli ibridi e quindi meno inquinanti di una comune piccola berlina. Non importa a nessuno. Il Suv resta quello «che le mamme in tacco 12 parcheggiano in doppia fila davanti alle scuole»; quello «che guidano gli evasori fiscali che vanno a sciare a Cortina». E che i delinquenti, evidentemente, non possono fare a meno di possedere. Come un mitra o una pistola…

di Maurizio Donelli da corriere.it

Stefano Domenicali si dimette dalla Ferrari


stefano-domenicaliFerrari, Domenicali lascia
Al suo posto arriva Mattiacci

MILANO – Stefano Domenicali si è dimesso, non è più il team principal della Scuderia Ferrari. Un gesto nobile e coraggioso perché in questo modo il numero 1 si prende tutte le colpe, evita ulteriori processi all’interno della squadra e salva i suoi tecnici. Un passo indietro, nato dallo sconforto dopo il difficile avvio di campionato della squadra, naturalmente, ma anche una mossa d’anticipo dopo aver avvertito la sfiducia crescere attorno a sé.
La responsabilità
«Ci sono particolari momenti nella vita professionale di ognuno di noi» – le parole ufficiali di Domenicali – «in cui ci vuole il coraggio di prendere decisioni difficili e anche molto sofferte. E’ ora di attuare un cambiamento importante. Da capo, mi assumo la responsabilità – come ho sempre fatto – della situazione che stiamo vivendo. Si tratta di una scelta presa con la volontà di fare qualcosa per dare una scossa al nostro ambiente e per il bene di questo gruppo, a cui sono molto legato. Ringrazio di cuore tutte le donne e gli uomini della squadra, i piloti e i partner per il magnifico rapporto avuto in questi anni. A tutti auguro che presto si possa tornare ai livelli che la Ferrari merita. Infine, vorrei fare l’ultimo ringraziamento al nostro Presidente per avermi sempre sostenuto e un saluto a tutti i tifosi con il rammarico di non aver raccolto quanto duramente seminato in questi anni».
Le parole di Montezemolo
Dopo aver accettato le dimissioni di Domenicali, Luca Montezemolo ha detto che: «Ringrazio Stefano Domenicali non solo per il suo costante contributo e impegno, ma per il grande senso di responsabilità che ha saputo dimostrare anche oggi anteponendo l’interesse della Ferrari al proprio. Ho stima e affetto per Domenicali, che ho visto crescere professionalmente in questi ventitré anni di lavoro insieme e per questo gli auguro ogni successo per il suo futuro. Voglio anche augurare buon lavoro a Marco Mattiacci, un manager di valore che conosce bene l’azienda e che ha accettato con entusiasmo questa sfida».
Cadono le teste
Il presidente Luca di Montezemolo da giorni ripeteva che «avrebbe preso tutte le decisioni necessarie», ma Domenicali aveva già deciso di offrire la sua testa. E’ da tempo che tra i tifosi il team principal è additato come il maggiore responsabile delle mancate vittorie della Ferrari. Giova ricordare che Domenicali non è un ingegnere, è un manager a capo di un’azienda di 700 persone (questa è la Gestione sportiva della Ferrari): non disegna le macchine e non costruisce i motori. E sul mercato ha sempre scelto i piloti e i tecnici migliori a disposizione, anche se magari qualcuno di questi poi ha deluso. I risultati però sono stati inferiori alle attese: la Ferrari ha vinto un solo Mondiale costruttori nel 2008. Il titolo è sfumato all’ultima gara nel 2008 con Massa, nel 2010 e nel 2011 con Alonso.
Nuovo equilibrio
Comunque, la Scuderia ora dovrà ritrovare un nuovo equilibrio. Negli ultimi anni, sono molte le teste che sono cadute, ma proprio il caso dell’ingegnere Aldo Costa, rimosso nel 2011 e ora nella Mercedes dei successi, dimostra che il metodo calcistico delle sostituzioni in corso di stagione non sempre paga. Il sostituto di Domenicali sarà Marco Mattiacci, a capo di Ferrari Nord America: sinceri auguri.

Arianna Ravelli da corriere.it

Morto Emanuel Cassani 25 anni pilota incidente a Misano Trofeo Bridgestone classe 600


emanuele cassaniMoto, tragedia a Misano: muore pilota 25enne
Cassani investito durante una gara della Coppa Italia

Ancora uan tragedia sul circuito di Misano intitolato a Marco Simoncelli. Emanuele Cassani, 25enne motociclista impegnato nella gara del Trofeo Bridgestone classe 600, inserito nel programma della Coppa Italia, ha perso la vita in seguito a uno spaventoso incidente. Subito dopo la partenza, alcuni piloti sono finiti a contatto, cadendo, e tra loro c’era Cassani. Il giovane è stato soccorso sul posto, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

L’incidente è avvenuto poco dopo la partenza. La fatalità si è verificata in seguito ad un contatto che ha visto coinvolto Cassani insieme ad altri due piloti. Il faentino, nonostante sia stato subito soccorso in maniera tempestiva dal personale medico presente in circuito, è scomparso a causa delle ferite riportate durante l’incidente. Gli altri due piloti non hanno riportato invece gravi conseguenze. La Federmoto, fanno sapere dalla Fmi, “a partire dal Presidente Paolo Sesti, insieme al Circuito di Misano e agli organizzatori dei Trofei della Coppa Italia, desidera stringersi intorno ai familiari di Emanuele in questo momento difficile”.

da sportmediaset.com

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