Pat Fry per Monaco lavoriamo sul carico aereodinamico
Fry “Lavoriamo sul carico aerodinamico”
Il dt della Ferrari spiega a che punto sono i lavori per Monte Carlo, per quello che è considerato il circuito più tecnico del circus. Poi descrive come stanno invece andando le migliorie a lungo termine
In occasione del Gran Premio di Spagna, prima gara europea della stagione in cui Fernando Alonso ha conquistato il secondo posto al volante della sua Ferrari F2012, la maggior parte delle squadre ha introdotto un pacchetto di aggiornamenti. Se alcuni elementi non sono riusciti a fornire un quadro chiaro dei loro possibili benefici, si attende la gara in Canada per valutare nuovamente il loro comportamento.
Ma progettisti e ingegneri hanno dimenticato che, prima di andare a Montreal, il Circus della Formula 1 fa tappa nella famosa sede di Monte Carlo? Niente affatto, è solo che il Gran Premio di Monaco lancia una sfida talmente unica sotto il punto di vista tecnico da non poter rientrare nel quadro generale di quella che è l’evoluzione della stagione.
“È necessario impostare la vettura in modo diverso per Monaco”, spiega il Direttore Tecnico della Scuderia Ferrari, Pat Fry. “Sul circuito cittadino non affronti tutte le entrate in curva come faresti su un circuito normale, perché le barriere sono molto vicine alla pista, sia in entrata che in uscita. Tuttavia, qui ottenere il giusto bilanciamento della vettura è difficile tanto quanto in altre sedi”.
Il Gran Premio di Monaco è più vecchio del Campionato del Mondo stesso ed infatti quest’anno festeggia il suo 70° compleanno. Un elemento rimasto immutato in tutti questi anni è il giro corto e molto lento, di fatto il più lento del calendario. “Questo significa che occorre maggiore carico e meno efficienza e potenza del motore” dice Fry. “C’è bisogno di più carico aerodinamico possibile e di una macchina dal comportamento costante”. Anche se Monaco è unica, molti degli aggiornamenti introdotti sulla F2012 in Spagna, destinati a generare carico aerodinamico, si rivelano utili per questo fine settimana.
“Dall’importante lavoro fatto in galleria del vento ed in pista abbiamo ottenuto diversi aggiornamenti come l’alettone anteriore, il fondo, i deflettori, le prese di raffreddamento freni ed una nuova ala posteriore. Tutto sommato possiamo considerarci abbastanza soddisfatti, anche se ovviamente abbiamo ancora molta strada da fare e dobbiamo continuare a lavorare a pieno ritmo. In realtà introdurremo alcuni piccoli aggiornamenti in questo fine settimana per aggiungere carico aerodinamico alla macchina e, come sempre in questa stagione, sarà interessante vedere come ogni vettura utilizzerà le gomme”.
Il comportamento degli pneumatici è stato il fattore che ha maggiormente influenzato le cinque gare disputate finora e le caratteristiche che fanno di Monaco una corsa unica nel suo genere non la rendono immune a questo. “Abbiamo visto che anche solo una leggera variazione di temperatura della pista può avere un effetto notevole sulle prestazioni degli pneumatici” sostiene l’ingegnere inglese. “E a parte questa sensibilità alla temperatura, sono molto sensibili anche al modo in cui i piloti li utilizzano. In una gara in cui tre pit-stop sono considerati la norma, se il driver presta particolare attenzione alle gomme posteriori può riuscire a conservarle e a fare solo due soste. Ma se spinge molto può indurle ad un notevole degrado, arrivando anche a danneggiarle. Così quando si lotta nel traffico gli pneumatici si consumano molto più di quanto si potrebbe avendo pista libera”.
Dato che Monaco è sinonimo di traffico, che si svolga o no la gara, trovare pista libera è la principale sfida per gli strateghi. “A Monaco il giro è breve, quindi il tempo per riflettere è ridotto”, dice Fry riferendosi al tema pianificazione gara. “Mentre si presta attenzione a fattori comuni come il degrado degli pneumatici, occorre anche tenere i piloti fuori dal traffico e fornire loro pista libera. E come partire da metà griglia rappresenta una grande sfida, scattare davanti può semplificare un po’ il lavoro”.
Dopo le due coppie di back-to-back che hanno dato il via alla stagione, siamo tornati alla routine con una gara ogni quindici giorni che proseguirà fino alla doppietta Germania-Ungheria di fine di luglio. Pertanto, mentre per Fry ed il team tutta l’attenzione è concentrata su Monaco, prosegue il lavoro di sviluppo della vettura per le prossime gare. “Nel medio termine siamo sempre orientati a portare aggiornamenti, come del resto fanno tutte le altre squadre” rivela Fry. “Per il Canada avremo nuove ali – posteriore ed anteriore – che forniranno un carico lievemente diverso, più adatto a quel circuito. Il lavoro sul sistema di scarico è in corso e ne dobbiamo testare nuove versioni. Dopo aver imparato molto a inizio anno, siamo stati in grado di affrontare alcuni dei nostri problemi prima del Gran Premio di Spagna, in occasione dei test al Mugello, ed ora possiamo dire di avere una miglior comprensione della nostra macchina, fondamentale nella ricerca di prestazione che rimarrà costante fino all’ultima gara”. Per quanto riguarda questo fine settimana, Fry ritiene che il miglioramento dei tempi sul giro sulle strade del Principato può derivare da sessioni di prove libere senza problemi, che permettano ai piloti di rientrare in contatto con le particolarità del circuito, acquisendo confidenza giro dopo giro.
Eurosport

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