Quelli con le auto piccole sono più aggressivi per complesso di inferiorità

Complesso da auto piccola sull’utilitaria più aggressivi
Un’indagine su oltre 3740 guidatori maggiorenni rileva che il 46% di quelli che guidano auto di piccola cilindrata è più propenso a comportarsi in modo aggressivo al volante. I guidatori aggressivi amano accelerazioni improvvise e inchiodate, tallonando il veicolo che precede, tagliando la strada o impedendo il rientro dopo un sorpasso

Gli scienziati lo chiamano il “complesso di Napoleone” ma per l’uomo della strada è più semplicemente un problema di bassa statura, che porta le persone di corporatura più piccola a sviluppare un comportamento aggressivo in segno di rivalsa e affermazione della personalità. Secondo uno studio di una delle maggiori società di assicurazione auto, la Aami, questa “sindrome” riguarderebbe però non solo gli individui di un metro e cinquanta ma anche quelli che invece che il Suv guidano un’utilitaria.

David Skapinker, direttore della società che ha condotto l’indagine su oltre 3740 guidatori maggiorenni, ha notato che il 46% di quelli che guidano auto piccole è più propenso a comportarsi in modo aggressivo al volante, tra manovre ai limiti della correttezza, sorpassi azzardati e quant’altro. Il 60% dei possessori di utilitaria ammette di aggredire spesso verbalmente gli altri guidatori e, specularmente, il 47% dei proprietari un’auto di grossa cilindrata dichiara di soccombere spesso alle aggressioni verbali dei guidatori di auto più piccole. Nel contesto, spiccano in negativo anche le donne che, non potendo puntare sulla forza fisica, cercano di inibire gli antagonisti del Suv con gestacci e insulti di ogni tipo. “Questo non significa però che guidino peggio degli uomini”, precisa Skapinker. “Semplicemente, è più facile che si trovino al volante di un’auto molto piccola”.

Secondo il direttore, le ragioni del binomio utilitaria-aggressività sono anche demografiche, dato che spesso i neopatentati – notoriamente più indisciplinati al volante – acquistano generalmente auto di piccole dimensioni. “I giovani hanno meno esperienza e non capiscono a fondo le conseguenze delle proprie azioni”, precisa.

Anche il sito TrueCar ha condotto un’indagine per capire quanto uomini e donne siano influenzati dalle dimensioni al momento di acquistare un’auto e lo studio conferma che le donne preferiscono quelle di piccola o media cilindrata, scegliendo in base all’efficienza e al prezzo e prediligendo brand come MINI, Nissan e Kia, mentre gli uomini, manco a dirlo, impazziscono per V8, Ferrari e Porsche.

Al di là delle dimensioni dell’auto, comunque, la rabbia alla guida è un argomento del quale l’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale (ASAPS) si è spesso occupata, ben conosciuto e problematico soprattutto negli Stati Uniti. Oltreoceano la “road rage” è oggetto continuo di discussione e studio da parte di psicologi e sociologi e la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), organizzazione governativa che si occupa di sicurezza al volante, spiega che i guidatori aggressivi sono avvezzi ad accelerazioni improvvise e inchiodate e che amano tallonare il veicolo che precede, tagliare la strada o impedire il rientro dopo un sorpasso, intimidire abbagliando eccessivamente o suonando insistentemente il clacson, urlare, minacciare e insultare verbalmente o con gesti, finendo spesso per uscire dall’auto allo scopo di innescare il litigio o colpendo l’altro veicolo con pugni e calci o oggetti. Alla guida possono arrabbiarsi uomini e donne, giovani e vecchi, ricchi e poveri, persone mentalmente disturbate e perfettamente sane, altre con e senza problemi di rabbia generalizzata, membri di varie etnie, di culture e religioni diverse.

Le dimensioni dell’auto dunque contano, ma di fronte alla “road rage” non c’è cilindrata che tenga. Anzi, considerando che, a livello di sicurezza, le auto piccole sono quelle che offrono più garanzie, a star più tranquilli dovrebbero essere proprio i guidatori delle utilitarie. Secondo una ricerca americana dell’Istituto di assicurazioni per la sicurezza stradale pubblicata su Detroit News, il tasso di mortalità dei conducenti dei veicoli di piccola cilindrata si è infatti drasticamente ridotto da 165 per milione di veicoli del 1996 a 106 del 2006 (-35,7%), un livello ormai equivalente a quello dei grandi pickup. In attesa che il buon senso prevalga sulla rabbia e sulla senso di inferiorità, non resta che puntare sull’efficienza di nuove tecnologie e airbag laterali.

di SARA FICOCELLI da repubblica.it


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