Rc auto continua la discriminazione geografica

ANALISI SUPERMONEY: A NAPOLI TARIFFA MEDIA SUPERIORE DI TRE VOLTE RISPETTO A MILANO
La discriminazione geografica della Rc Auto
E quella norma “affossata” dal governo
Le liberalizzazioni teorizzavano per «le classi di massimo sconto identiche offerte su base nazionale». Ma il Ministero dello Sviluppo economico chiarisce: «Contrasto con la normativa europea»

MILANO – E se l’assicurazione per la propria autovettura originasse una vera e propria discriminazione geografica, dettata dalla città di residenza? Se contravvenisse persino all’articolo 3 della Costituzione, comma 2, quello che sancisce la nascita dello stato sociale e che indica al legislatore di rimuovere tutti gli ostacoli (anche sostanziali) che impediscano l’effettiva parità di diritti tra i cittadini? La questione è nota, ma i costi per la Rc Auto – soprattutto nel sud del Paese – hanno ormai assunto dimensioni imbarazzanti, tanto che il fenomeno delle autovetture prive di “copertura” sta assumendo sempre più i contorni di un’enorme fuga collettiva dalle compagnie assicurative.
IL DECRETO – Ecco perché il decreto Liberalizzazioni tentava di attenuare questa sproporzione geografica (a Napoli la tariffa media Rc Auto è tre volte superiore a chi risiede a Milano, mette nero su bianco il portale Supermoney) all’articolo 32. Il testo licenziato dal governo diceva così: «Per le classi di massimo sconto, a parità di condizioni soggettive e oggettive, ciascuna delle compagnie di assicurazione deve praticare identiche offerte». La norma era stata accolta con favore anche dalle associazioni dei consumatori, soprattutto presupponeva il sospiro di sollievo della gran parte dei residenti nelle regioni meridionali (guidatori virtuosi e onesti) che pagavano il conto per colpa anche di chi truffa le compagnie, utilizzando i rimborsi della Rc Auto come un autentico ammortizzatore sociale.

IL DIETROFRONT – Ma chi si attendeva l’applicazione delle stesse tariffe su tutto il territorio nazionale ora dovrà ricredersi. Una nota del Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che escludere il parametro della territorialità nell’analisi del rischio sarebbe in contrasto «con il principio di libertà tariffaria sancito dalla normativa europea». Un’analisi che – pur corretta da un punto di vista commerciale per le compagnie assicurative – rischia di tradursi in un’autentica sperequazione dettata da dove si nasce o si risiede. Dice Andrea Manfredi, amministratore delegato di Supermoney (portale comparatore di polizze auto) che tutto ciò presenta i connotati di uno «schiaffo sociale».

Fabio Savelli da corriere.it


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