Schumacher al mugello con una Ferrari 2007 clienti

schumiSchumacher non perde tempo
Al Mugello per testare il collo
Montezemolo: «Vincere? Mica andiamo a scherzare»

Il campionissimo si fa prestare l’auto del 2007 di un collezionista

Michael Schumacher MILANO — Subito in macchi na. Perché «certo che vogliamo vincere, mica andiamo là per scherzare», come chiarisce, se mai ci fossero stati dubbi, il pre sidente Ferrari Luca di Monteze molo. Dove «là» sta per il pros simo Gran premio di Valencia, quello in cui inizierà l’atto se condo della carriera di Michael Schumacher, o una qualsiasi delle gare successive che il Can­nibale cercherà di azzannare. E allora subito in macchina, quasi sicuramente oggi, al Mu gello, oppure domani, se non si dovesse fare in tempo a organiz zare tutto. Schumi non perde un minuto. I test sono vietati e il campionissimo si è inventato una giornata con la squadra clienti, quella che segue quei collezionisti miliardari abili con il volante, che si sono com prati una monoposto storica di Formula 1, la tengono in gara ge e, ogni tanto, con l’assisten za di Maranello, la fanno girare su una pista.

Per sentirsi come quelli veri. Michael Schuma cher, il più vero di tutti, si è fat to prestare una monoposto da un amico. Come un normale cit tadino. E ha chiesto a Maranel lo di girarci per una giornata. Nessuna ufficialità: in Ferrari l’idea viene bollata solo come «probabile». Ma si farà. Mentre Kimi Raikkonen sarà impegna to nel rally di Finlandia e Felipe Massa a fare passi da gigante verso la guarigione («Attento Michael, tu corri solo se non torno io a Valencia», ha scherza to), Schumi si metterà la tuta e salirà su una macchina del 2007, che è l’anno minimo per considerare la monoposto stori ca. Troverà a dargli assistenza il suo primo capo meccanico e, probabilmente, pure Luca Bal disserri, il mago delle strategie di tanti suoi successi che, pro prio nei giorni scorsi, è andato a occuparsi delle F1 clienti. Dal punto di vista tecnico, il Cannibale non avrà niente da imparare. Quella Ferrari la co nosce già per averla provata in qualità di superconsulente, ma soprattutto non ha niente a che fare con quella che guiderà a Va lencia. La prova sarà utile solo per testare il suo fisico: una giornata in macchina per vede re se il collo regge.

Il senso è tut to qui. E la pista del Mugello è tra le più indicate, perché met te particolarmente a dura prova i muscoli del collo. Anche per questo, nessuno dovrebbe muo vere obiezioni per questo pseu do- test: ma non è da escludere che Stefano Domenicali abbia fatto un paio di telefonate pre­ventive alle altre scuderie. Tutti hanno capito che per la Formula 1 il ritorno del più grande è come un regalo di Natale ad agosto: nemmeno Bernie Ecclestone osava immaginarsi tanto. «Sarebbe davvero chiedere troppo», aveva detto. Invece succederà. Per Lewis Hamilton «sarà un onore poter ga­reggiare con una leggenda», mentre il leader del Mondiale Jenson Button ammira «il coraggio di Michael di rimettersi in gioco». «La Formula 1 aveva bisogno di essere rivitalizzata — continua Montezemolo — sono contento di averlo convinto ». Domenicali racconta che gli è bastato guardarlo negli occhi per capire che dentro c’era un sì: «Ho capito subito che avrebbe accettato. È un’altra prova di quanto forte è il suo legame con la Scuderia. Sarà un ulteriore stimolo per tutti a fare bene». Già perché Schumi, dal sito di uno sponsor, fa sapere subito quali siano i suoisenti menti: «A noi piace la competizione ma ci piace di più vincere. L’anno scorso è stato difficile perché abbiamo dovuto sviluppare l’auto fino all’ultima gara e assieme pensare a quella di quest’anno. Ma è una pratica che in passato ci è riuscita tante volte». Il passato è pronto a tor nare.

Arianna Ravelli corriere.it


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