Stirling Moss Schumacher rovina la sua fama

stirling-mossMoss durissimo: «Schumi sta rovinando la sua fama»
L’ex protagonista degli anni Cinquanta: «Non avendo mai avuto un compagno vincente, non si può dire sia stato il più grande. Il suo merito? Portare con sè gli ingegneri giusti». Parole severe ma non condivisibili

«Michael Schumacher è il passato, e persistendo nel suo disastroso tentativo di tornare in Formula 1 fa solo danno alla sua fama». È pesante il giudizio di Stirling Moss, protagonista in Formula 1 negli anni Cinquanta e clamorosamente mai campione del mondo nel decennio (in otto stagioni di partecipazione, quattro volte secondo e tre volte terzo nel Mondiale).

In effetti il sette volte campione del mondo tedesco della Mercedes sta avendo le sue difficoltà: in classifica è nono (ex aequo con il connazionale Sutil), ma soprattutto non è mai riuscito a essere più veloce del compagno Nico Rosberg, se non in due sessioni di prove libere. Per ciò che riguarda le qualificazioni e le gare, sempre dietro. Non è esattamente quello che aveva immaginato quando decise di rientrare in Formula 1.

«Spinge la gente a osservare che lui è il passato – osserva Moss – come effettivamente sembra. Non lo avevamo mai visto al fianco di un “numero due” che potesse reggere il confronto: per molti anni ha corso con Rubens Barrichello, che è un buon pilota ma non un vincente. Il più grande contributo di Schumi è stato portare gli ingegneri inglesi giusti, Ross Brawn e tutto il suo gruppo, alla Ferrari (dalla Benetton, ndr). E siccome non ha mai avuto un compagno di squadra veramente forte, è difficile capire quanto ci sia di suo e quanto della macchina nei suoi successi. La gente dice che sia stato il migliore per via dei sette titoli mondiali, ma in realtà questo non significa che sia stato il più grande di sempre».

«E ora – ha ripreso Moss senza fare sconti – Rosberg sta avendo nella Mercedes un ruolo da numero uno, essendo più veloce di Schumacher in ogni circostanza. Non so se Michael stia prendendo questa fase della carriera seriamente: a me, più di un ritorno, sembra l’estensione del suo ritiro». Parole dure che riportiamo per rispettare la cronaca ma che sono in larga parte non condivisibili. Sul fatto che Schumi sia stato un grandissimo campione non possono esserci dubbi. Ovviamente questo rientro fa storia a sé, e non è una storia felice.

Fulvio Solms d corrieredellosport.it


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