Termini Imerese ai cinesi

claudio-scajola“Termini ai cinesi? Aperti a tutto”
Fiat,Scajola non esclude alcuna ipotesi
A Termini Imerese è il giorno dello sciopero. Operai, studenti e gli altri cittadini della città siciliana sono scesi in piazza per manifestare contro la decisione della Fiat di sospendere la produzione di auto nello stabilimento palermitano. La preoccupazione è forte dice il sindaco. Intanto indiscrezioni parlano di un interesse da parte del gruppo cinese Chery per gli impianti. E il ministro Scajola commenta: “La nostra intenzione è di aiutare Fiat a crescere in Italia, ma siamo aperti a qualunque opportunità si presenti di aumentare gli stabilimenti” di produzione di auto”.

Il ministro dello Sviluppo economico, parlando a margine della missione in India, ha aggiunto: “Si tratta di aumentare la produzione di auto in Italia che è bassa. Si producono 600-650mila pezzi, contro i 2 milioni in Spagna. In Francia e Germania si producono più auto di quelle che si immatricolano. Ci auguriamo di far crescere la produzione con Fiat, ma siamo aperti a chiunque voglia venire. In Italia non si arriva a produrre un terzo delle auto immatricolate nel nostro paese”. 

Scajola ha poi aggiunto che, durante la missione in India, avrà occasione di vedere “Tata, per dargli un’onorificenza italiana. In Italia – ha ricordato – c’è un monoproduttore di auto, nel passato c’erano diverse case automobilistiche”.

Il gruppo Chery è il principale produttore di auto cinese, fino al marzo scorso in joint venture con il Lingotto per la produzione di auto in Cina con motori italiani.

A Termini Imerese operai in corteo
Intanto gli operai fanno sentire la loro voce. Sono state migliaia le persone che hanno sfilato in corteo. A Termini Imerese molti negozi sono rimasti chiusi e i commercianti si sono uniti alla protesta dei metalmeccanici. Nella città sono giunti studenti del movimento dell’Onda anomala anche da Palermo, e delegazioni delle rsu di altri stabilimenti, da Pomigliano d’Arco a Pratola Serra.

Cgil: “No ad altre ipotesi se non Fiat”
”Un’impresa come la Fiat che ha vissuto di incentivi dello Stato deve assumersi adesso una responsabilità sociale. Termini Imerese deve restare un centro di produzione di auto: questo è per noi un punto fermo”: lo dice Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana. Maggio sottolinea che “la Cgil non accetterà soluzioni diverse che causerebbero gravi problemi in termini di occupazione e di prospettiva del sito industriale”. “Su questo non ci arrenderemo – aggiunge- , chiediamo che il governo nazionale non stia alla finestra a guardare, né tanto meno ceda con soluzioni che porterebbero un altro tassello alla desertificazione industriale dell’isola”.

L’Ugl: “Contraria a qualsiasi tipo di soluzione che non sia Fiat”
Lo ha affermato Giovanni Centrella, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici commentando le indiscrezioni su un interesse cinese nei confronti dello stabilimento siciliano. “Oggi manifestiamo con i lavoratori, insieme a un intero territorio che non vuole che Fiat chiuda o ancora di più che cambi produzione – aggiunge Centrella – e da Termini Imerese vogliamo lanciare un segnale affinché è il Gruppo assuma un impegno preciso a salvaguardia dei lavoratori di tutti gli stabilimenti italiani”. 
”Non a caso oggi, insieme ai lavoratori di Termini Imerese – osserva il sindacalista – stanno manifestando anche delegazioni Rsu provenienti dagli stabilimenti Fiat Pomigliano d’Arco e Fma Pratola Serra. Al tavolo del 22 dicembre con il governo ci aspettiamo dall’azienda un piano industriale concreto e chiaro sugli obiettivi di sviluppo di tutta la produzione italiana”.

da tgcom.it


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