I trucchi per consumare meno con i nuovi dispositivi elettronici


Consumare meno ecco tutti i trucchi
Come usare i nuovi dispositivi elettronici e come ottimizzare le prestazioni del motore

di MAURIZIO CALDERA

Regola uno: comprare un uovo, quindi sistemarlo sotto al pedale acceleratore. Per consumare meno l’equazione è semplice, i cavalli (del motore) mangiano in relazione a quanto galoppano, se li fai “muovere” poco mangeranno meno. Tradotto in termini automobilistici vuol dire che i consumi sono proporzionali alla potenza richiesta, ma influiscono in misura rilevante anche le accelerazioni, cioè il numero di volte in cui si schiaccia il pedale. Ecco la ragione del vecchio detto di guidare con l’uovo sotto all’acceleratore.

Spesso la risposta è (con tanto di spallucce): “io tanto vado con il cruise control…” niente di più sbagliato. Il sistema, infatti, serve a mantenere la velocità, non a ridurre i consumi. Se avete in auto anche un segnalatore di consumo istantaneo potrete constatarlo immediatamente. Si imposta il navigatore in autostrada alla velocità di 130 orari. Il rilevatore di consumo istantaneo segnalerà un valore costante in pianura, ad esempio 7,2 litri per 100 km. Alla prima salita però il consumo salirà, e anche di molto, ad esempio fino a 12,1 litri per 100 km; in salita, infatti, è necessaria una maggiore potenza per mantenere una velocità costante, da cui deriva un aumento dei consumi.

La controprova si evidenzia in discesa, sempre a 130, con il consumo che scende probabilmente fino a 5,2 litri per 100 km, perché la potenza impiegata dal motore è minore, aiutata dalla forza di gravità.
Si deve prendere l’abitudine, inoltre, di cambiare in regime di coppia e non al massimo dei giri, cioè senza mai “tirare” le marce; la guida sarà meno divertente, ma di sicuro abbassa i consumi, perché il motore che opera nell’intervallo di coppia ha bisogno di minor sforzo.

L’abitudine ad una guida “green”, inoltre, comprende anche altri aspetti della vita quotidiana, a cominciare dal vecchio metodo dei tassisti romani, che negli anni ’50, che mettevano in folle ad ogni discesa. Condannato nell’epoca dei freni a tamburo, poco efficienti e affidabili, oggi punta su dischi ventilati e può funzionare, almeno in parte.

Se è meglio evitare le “affondate” con l’acceleratore poi è anche opportuno dosare le frenate: per raggiungere la velocità di crociera stabilita è necessario impiegare un determinato quantitativo di potenza, una “spesa” necessaria, ma vana se la guida non è costante. Ad ogni frenata la velocità si abbassa e nuove accelerazioni assorbiranno potenza e consumi. Certo, nessuno vuole avere incidenti o investire pedoni, frenare è necessario in alcune occasioni, ma un’andatura costante è la miglior medicina per risparmiare sui consumi, evitando pericolosi picchi che alterano i valori.

Qualcuno, anzi, ha preso l’abitudine di sostituire ai litri il corrispondente valore in euro. Leggere sul flussometro che segnala il valore istantaneo dei consumi che 100 chilometri costano (ipotizzando per eccesso 2 euro/litro il costo della benzina) 14 euro, pensare che un viaggio tra Roma e Milano – circa 600 chilometri – vale 84 euro di solo carburante, può essere un valido aiuto a farsi venire un’adeguata contrazione alla caviglia destra e ad alleggerire la pressione (e i consumi) … insomma un limitatore di giri ideale quanto molto utile.

da REPUBBLICA.IT


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