Vettel alla porta di Brandeburgo alla festa per il mondiale ma un giorno guiderò la Ferrari
Vettel: ”Un giorno guiderò la Ferrari”
Il campione del mondo: ”E’ un mio obiettivo correre con la Rossa, ora però penso solo alla Red Bull e a difendere il mondiale. Che sorpresa i complimenti della Merkel”
AMBURGO – “Guidare la Ferrari è un sogno, è un mio obiettivo. Lo stesso vale per la Mercedes, un marchio mitico”. Sebastian Vettel ha appena vinto il Mondiale di Formula 1 al volante della Red Bull. Il 23enne pilota di Heppenheim, però, un giorno vorrebbe accomodarsi al volante delle monoposto più nobili del circus. “La Ferrari può essere paragonata al Real Madrid”, dice Vettel, alla Bild am Sonntag, collegando Formula 1 e calcio. “Adesso però sono felice alla Red Bull, ho ancora 2 anni di contratto e abbiamo grandi progetti. Nella prossima stagione vogliamo difendere il titolo, già questo sarà abbastanza impegnativo e complicato”, aggiunge.
La vittoria del mondiale ha aperto mille orizzonti a Vettel tra contratti pubblicitari, feste e celebrazioni. “Un marchio deve calzarmi alla perfezione. Questa è la cosa importante più di un contratto che possa riempirmi le tasche. Se firmassi ogni accordo, il prossimo anno non avrei più tempo da dedicare alla mia priorità: il risultato sportivo. Questo è l’unico motivo per cui sono in Formula 1″. Tra le tante persone che si sono congratulate con lui, la telefonata più inattesa è stata quella del cancelliere tedesco Angela Merkel: ”Non so veramente quanto sia interessata alla Formula 1, ma le sue parole erano molto sincere e gradevoli. Sembrava veramente che avesse seguito l’intera stagione”.
Per ora, il successo non modificherà le abitudini: “Spendo i soldi per buoni film e per i dvd”. Dal barbiere, invece, si va un paio di volte l’anno e pazienza se la ‘zazzera’ cresce in maniera ribelle. “Conosco gente che va dal parrucchiere ogni 2-3 settimane: io non ho tutto questo tempo a disposizione”. Ha visto e rivisto le foto dei suoi festeggiamenti ad Abu Dhabi: qualcosa non è andato per il verso giusto. “Ero sul podio e piangevo. Ovviamente era un momento emozionante, ma rivedere una foto in cui si piange… Non dovrebbe capitare”.
da repubblica.it













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